Il presidio di agricoltori e autotrasportatori al casello di Cerignola Est, sulla A14, contro il caro carburante ha un numero che riguarda ogni impresa della filiera: secondo i manifestanti il gasolio costa quasi 1 euro in più al litro rispetto al 2025. Su un rifornimento da 100 litri, il rincaro dichiarato equivale a quasi 100 euro di costo aggiuntivo. Le richieste al Governo e alla Regione restano aperte, e il nodo non è solo il gasolio: fitofarmaci, energia e importazioni di grano e olio comprimono i margini di chi produce e trasporta.
Il conto del gasolio: quasi 100 euro in più su 100 litri
Il rincaro denunciato al presidio è di quasi 1 euro al litro rispetto al 2025. Il dato non è verificato e arriva dai manifestanti, ma basta per stimare l'impatto: su un pieno da 100 litri il maggior esborso è di quasi 100 euro. Il calcolo aiuta a capire perché al presidio si chiedono risposte concrete sui costi, e in questo quadro si inserisce la proposta di Gianni Alemanno di un intervento nazionale sulle accise.
«L'agricoltura è arrivata a un punto di non ritorno», raccontano gli agricoltori ai microfoni di Tgcom24: «o acquistiamo il carburante e paghiamo le tasse o facciamo la spesa a casa e manteniamo le nostre famiglie». Un autotrasportatore aggiunge che la mobilitazione non si fermerà «fino a quando lo Stato non diminuirà il prezzo del gasolio». Per un'azienda di trasporto, ogni rifornimento sembra così diventare una voce di costo sempre più difficile da sostenere rispetto ai ricavi.
Fitofarmaci, energia e importazioni: la filiera oltre il gasolio
Il gasolio è la voce più visibile, non l'unica. Le imprese agricole denunciano rincari anche su fitofarmaci e sugli altri prodotti necessari a lavorare i campi, mentre i costi energetici e di gestione pesano su agricoltori, autotrasportatori, pescatori e commercianti. Il risultato è un margine sempre più sottile tra spese di produzione e prezzo di vendita.

Sul commercio estero la richiesta è di maggiori controlli su provenienza e qualità delle merci in arrivo dall'estero, in particolare su grano e olio, considerati dai manifestanti una concorrenza difficile da sostenere. La preoccupazione riguarda l'intera filiera: dall'agricoltore che coltiva e raccoglie fino all'autotrasportatore che consegna, con i costi che si accumulano lungo il percorso.
Dal tavolo del Comune alla proposta sulle accise
Il Comune di Cerignola ha convocato un tavolo istituzionale con i manifestanti. La Regione ha annunciato risorse per affrontare le difficoltà del comparto e il Governo ha aperto alla possibilità di individuare nuovi fondi, ma per il presidio la questione resta quella delle risposte concrete sui costi.
Sul piano nazionale, Gianni Alemanno, ex ministro dell'Agricoltura oggi in Futuro Nazionale, ha proposto di «utilizzare gli introiti che oggi il governo sta incassando con l'Iva per abbassare le accise e riportare il prezzo del gasolio a quello che era, almeno per i settori produttivi in crisi». La sua visita al presidio si è chiusa con un invito ad andarsene: «Voi non siete nessuno, siete nostri dipendenti», gli ha detto il portavoce Vincenzo Pinnelli, secondo cui «a tutti i politici: non marciate sul sangue nostro venendo a fare le campagne elettorali». Il tour di Alemanno prevedeva poi Poggio Imperiale alle 14, San Severo alle 15:30 e San Giovanni Rotondo alle 17:30.
Una settimana o dieci giorni: le fonti divergono sulla durata
La durata del presidio non è univoca. Gazzetta H24 e Borderline24 parlano di una settimana, mentre Il Fatto Quotidiano riporta la frase di Pinnelli su «dieci giorni di protesta» e FoggiaToday indica «circa dieci giorni». La differenza tra 7 e 10 giorni è di 3 giorni, pari al 42,9% in più rispetto alla settimana. Le testate divergono anche sul tratto autostradale: Il Fatto Quotidiano colloca il presidio sulla A16, Gazzetta H24 e Borderline24 sulla A14.
Per chi ha una partita IVA nella filiera, la domanda operativa non è quando finirà il presidio, ma quali leve cambiano davvero i costi: accise, fondi regionali, controlli sulle importazioni. Finché restano annunci, il rincaro da quasi 1 euro al litro resta un costo che si scarica sui bilanci.
Fonti
- Foggia Reporter
- Il Fatto Quotidiano
- Gazzetta H24
- FoggiaToday
- Borderline24
- FoggiaToday
- Gazzetta H24
- Tgcom24






