Per i titolari di partita IVA che hanno aderito alla rottamazione quinquies, il countdown verso il 31 luglio 2026 è già partito: è il giorno in cui va versata la prima rata, oppure l’intero importo in unica soluzione. Da oggi possono recuperare online il piano dei pagamenti e i bollettini già pronti senza bisogno di SPID, usando solo il codice fiscale e un documento. Una semplificazione che riduce il rischio concreto di non avere in tempo i moduli per saldare e mantenere i benefici della definizione agevolata.
Cosa interessa alle imprese nella comunicazione delle somme dovute
La lettera che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato entro il 30 giugno a tutti gli aderenti contiene il manuale operativo per chiudere i debiti con il Fisco. Per chi ha una partita IVA, i carichi che rientrano nella rottamazione quinquies sono quelli affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Dentro ci possono finire:
- imposte dichiarate e non versate (Irpef, Ires, Iva, ritenute);
- omessi versamenti di contributi INPS (artigiani, commercianti, gestione separata) non derivanti da accertamento;
- sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada (interessano le imprese con flotte aziendali, perché i verbali delle Prefetture rientrano nella definizione agevolata).
Il vantaggio economico è secco. Con la rottamazione si paga soltanto il debito residuo a titolo di capitale, più le spese di procedura esecutiva e i diritti di notifica. Non sono dovuti:
- interessi;
- sanzioni;
- interessi di mora;
- sanzioni civili previdenziali;
- aggio della riscossione.
Per le multe stradali restano esclusi anche interessi, maggiorazioni e aggio. In pratica, per un’impresa che ha accumulato ruoli negli ultimi vent’anni, l’abbattimento dei costi accessori può trasformare una posizione debitoria bloccata in un piano di rientro sostenibile.
Come ottenere la comunicazione senza SPID in pochi passaggi
Il nuovo servizio, attivo dal 7 luglio 2026 nell’area pubblica del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è pensato per chi ha presentato la domanda di adesione proprio dall’area pubblica e ora non ha le credenziali per accedere all’area riservata. Per molte partite IVA individuali o microimprese che non hanno ancora attivato SPID, CIE o CNS, è la scorciatoia per non restare senza i moduli di pagamento.
Bastano tre elementi:

- codice fiscale del contribuente che ha chiesto la definizione agevolata;
- documento di riconoscimento in corso di validità, da allegare in formato digitale;
- indirizzo email su cui ricevere la copia della comunicazione.
La richiesta può essere fatta anche da rappresentanti legali, tutori, curatori o eredi dell’impresa. Chi invece aveva già presentato la domanda accedendo all’area riservata continua a trovare la comunicazione nella propria sezione personale, senza bisogno di questa procedura.
Le scadenze da fissare in agenda per non perdere l’agevolazione
Per le imprese la dilazione massima è di 54 rate bimestrali distribuite nell’arco di 9 anni, con un importo minimo di 100 euro a rata. Questo il calendario dei primi appuntamenti:
- 31 luglio 2026 – prima rata (o unica soluzione)
- 30 settembre 2026 – seconda rata
- 30 novembre 2026 – terza rata
Dalla quarta rata in poi, le scadenze cadono a regime ogni anno il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Le ultime tre rate scadono il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.
Chi volesse pagare solo una parte dei carichi indicati nella comunicazione può usare il servizio ContiTu, che permette di rimodulare l’importo dovuto e ottenere nuovi moduli di pagamento aggiornati. Ma attenzione: per i debiti esclusi dalla rimodulazione, la rottamazione non produce effetti e l’Agente della riscossione riprende le azioni di recupero.
Quanto pesa davvero il risparmio per una partita IVA
L’esclusione dell’aggio di riscossione è il capitolo che incide di più sul conto finale di un’impresa. Nei ruoli ordinari l’aggio si aggiunge al debito in percentuale e, su cartelle risalenti a diversi anni fa, può rappresentare una voce rilevante. Cancellarlo insieme a sanzioni, interessi di mora e sanzioni civili previdenziali significa ridurre l’esborso complessivo al solo capitale e ai costi vivi di notifica e procedura. Per le ditte individuali o le società di persone che hanno omesso versamenti di contributi INPS non da accertamento, il beneficio si somma all’azzeramento delle sanzioni civili, che altrimenti si accumulano con tassi penalizzanti.
Sul fronte della liquidità, la possibilità di spalmare il debito fino al 2035 con rate minime di 100 euro consente di assorbire il rientro senza creare tensioni di cassa, anche per chi ha flussi di incasso irregolari. Il primo test è il 31 luglio: recuperare subito i bollettini con il servizio senza SPID toglie di mezzo l’ultimo ostacolo burocratico che poteva far saltare la prima scadenza.






