Gasolio, pieno per Milano a 2.600 euro: conto e margini

Per chi ha un’attività di autotrasporto, il caro gasolio non è più solo una voce di costo: può pesare sulla possibilità di continuare a lavorare. Secondo la testimonianza di un titolare di un’impresa locale riportata da Avvenire, un pieno andata-ritorno verso Milano è passato da 1.300-1.500 euro a 2.600 euro, con il gasolio fino a 2,30 euro al litro. In Calabria i camion sono fermi sulla Statale 18 dalla mezzanotte del 16 ottobre, in 15 presidi da Nord a Sud della regione, e la protesta è annunciata fino al 20 ottobre.

Il viaggio verso Milano costa fino al doppio

Il rincaro si misura su una tratta tipo. Secondo la testimonianza di un titolare di un’impresa locale riportata da Avvenire, il pieno andata-ritorno verso Milano è passato da 1.300-1.500 euro a 2.600 euro: l’aumento è di 1.100-1.300 euro per viaggio, pari a un incremento tra il 73% e il 100% (calcolato su 2.600 euro contro 1.300 e 1.500). Per un’impresa con più corse al mese, si può leggere in questo rincaro una possibile erosione del margine su ogni viaggio, oltre al costo del gasolio a 2,30 euro al litro.

A San Lucido, la portavoce del presidio Giovanna Chianello dice che «i conti non tornano più». A Santa Maria del Cedro un manifestante elenca caro gasolio, caro autostrada, caro gomme e caro assicurazioni: «Ci sta abbandonando».

I fondi ci sono, ma la consegna è incerta

Sul tavolo ci sono risorse di natura diversa, e non tutte arrivano subito. Matteo Salvini ha auspicato uno stanziamento immediato di 80 milioni di euro dal ministero dell’Economia; 590 milioni sono già a bilancio per il rinnovo del parco veicolare, fermi per ostacoli burocratici.

Secondo una nota dei parlamentari pugliesi di Fratelli d’Italia, riportata da FoggiaToday, per il comparto agricolo la Legge di bilancio 2026 avrebbe confermato la riduzione del 22% delle accise sul gasolio agricolo, un valore di circa 1 miliardo di euro. La stessa nota elenca le misure regionali già annunciate:

Protesta autotrasportatori contro il caro carburanti
Un uomo con giacca fa rifornimento a un camion in una stazione di servizio, mentre cade la neve. Foto di David Huck su Pexels
TerritorioMisura
Puglia30 milioni per le imprese agricole
Lazio10 milioni di rimborsi
Marche20 centesimi al litro
Marche ed Emilia-RomagnaMaggiorazioni fino al 30% sulle assegnazioni di gasolio agricolo

La nota è una dichiarazione politica: non si tratta di atti normativi o delibere verificati. La differenza tra 80 e 590 milioni non è solo contabile: la prima cifra è un annuncio, la seconda è una dotazione già scritta che non è ancora arrivata alle imprese.

Il tavolo del 20 ottobre? Le fonti non concordano

Sulla data del tavolo le fonti divergono. Avvenire riporta che Salvini ha convocato il confronto per martedì 20 ottobre; FoggiaToday parla di un tavolo il 27 ottobre presso la Prefettura di Milano, con la possibilità di un anticipo al 20; Sky TG24 scrive che il ministro sta lavorando per anticipare la convocazione a martedì 20.

Per il Comitato trasportatori siciliani il 20 ottobre è uno spartiacque: il coordinatore Salvatore Bella annuncia che «se il ministro Salvini accetta di firmare il protocollo d’impegni e incontrarci il 20 ottobre revochiamo il fermo. Diversamente rimane fino al 27 ottobre». Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, contesta la data del 27 ottobre e chiede una convocazione immediata.

Cosa rischia la filiera

L’effetto non si ferma ai camion. A Foggia è partita la corsa alle poche pompe non esaurite; i blocchi mettono in difficoltà ambulanze e raccolta rifiuti e, sui Monti Dauni, rischiano di lasciare scoperti i turni di Guardia medica del Distretto 58 di Lucera; in Capitanata gli scaffali dei supermercati restano vuoti. A Taranto si intravedono i primi segnali di distensione dopo che gli operai ex Ilva hanno sbloccato gli approvvigionamenti attraverso la raffineria Eni.

Nel Foggiano il presidio di Poggio Imperiale va avanti da lunedì 12 ottobre. A Reggio Calabria il sindaco Francesco Cannizzaro ha reso gratuito il trasporto pubblico urbano ed extraurbano per otto giorni. In Basilicata, a Montescaglioso, la riduzione del 36% degli aiuti diretti della Pac a regime è stimata dagli organizzatori.

Per un’impresa, la data da segnare resta il 20 ottobre. Se non arriva un’intesa firmata, il fermo siciliano prosegue fino al 27: tra il 17 e il 27 ottobre intercorrono dieci giorni di consegne a rischio, e ogni giorno di blocco pesa sulla cassa prima che sul pieno.

Fonti

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