Il buco della sanità regionale non resta nei bilanci: arriva a chi lavora e fattura in quelle Regioni. Nella relazione per l'audizione parlamentare sulla manovra, la Corte dei Conti certifica un disavanzo 2025 di 677 milioni nelle Regioni in Piano di rientro e indica un incremento del 245% rispetto ai 197 milioni del 2024, e in Puglia la copertura del disavanzo sanitario passa dalla rideterminazione dell'addizionale IRPEF per il 2026, con un gettito previsto di 241,6 milioni. Per un'impresa il conto si legge in due voci: tasse locali e tempi di pagamento, perché il fondo cassa della Regione scende da 952,8 a 95,6 milioni in un anno.
L'addizionale IRPEF copre il buco: 241,6 milioni dal 2026
La Puglia ha definito la copertura del disavanzo sanitario con provvedimenti del 28 maggio 2026, dopo il mancato rispetto del termine del 30 aprile rilevato dai Tavoli di verifica. La voce principale è la leva fiscale: la rideterminazione delle aliquote dell'addizionale regionale IRPEF per il 2026, appunto 241,6 milioni di gettito atteso. Il resto poggia su 55 milioni di avanzo accantonato, altre entrate e riduzioni di stanziamenti.
Il risultato del capitolo sanitario pugliese è negativo per 349.103.291 euro nel 2025. La perdita 2024 era di 84,4 milioni, ma su quella cifra pesavano 48 milioni di trasferimenti regionali aggiuntivi assenti nel 2025: omogeneizzando i valori, il 2024 chiudeva a 132,4 milioni, cioè il disavanzo 2025 vale circa 2,6 volte quello dell'anno prima (349,1 diviso 132,4). Per chi dichiara redditi IRPEF, l'addizionale regionale è la voce che cambia.
Liste d'attesa: 265 milioni assegnati e non spesi
Tra il 2022 e il 2025 lo Stato ha assegnato alle Regioni circa 1,845 miliardi per contenere le liste d'attesa; ne sono stati utilizzati circa 1,58 miliardi. La differenza — 265 milioni, pari al 14,4% delle assegnazioni (0,265 su 1,845) — misura il ritardo. Il plafond 2022-2028 vale 3,71 miliardi.
Cinque Regioni (Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta) non hanno trasmesso la documentazione di monitoraggio per due trimestri o più. Su questo impianto si innesta la riforma difesa dal senatore di Fratelli d'Italia Franco Zaffini — piattaforma nazionale, trasparenza delle agende, più strumenti di verifica: «Ora bisogna accelerare l'attuazione, insieme alle Regioni», afferma.

Piemonte: 32.770 prestazioni fuori dal perimetro Pngla
L'Asl di Alessandria ha dichiarato 44.430 prestazioni nelle fasce serali e festive; di queste, secondo la ricostruzione de Lo Spiffero, solo 11.660 rientrano nel Piano nazionale di governo delle liste d'attesa, il 26,2% del totale (11.660 su 44.430). Le altre 32.770 includevano anche prelievi di sangue. La spesa complessiva delle attività extra-orario finanziate in Piemonte arriva a circa 30 milioni di euro.
La Corte scrive che «non è ben definito nel quesito il perimetro dell'indagine» e non chiarisce se le prestazioni di sabato e domenica riguardino tutta l'attività specialistica ambulatoriale o solo quella monitorata dal Piano. La Sesia riassume la giornata piemontese con un verbo esplicito: «bacchettato». Per chi eroga per conto del servizio pubblico, il perimetro Pngla decide cosa è finanziabile: se non è definito, la contestazione si sposta sul singolo contratto.
Farmaci: in Calabria 189 milioni oltre il tetto
La spesa farmaceutica calabrese 2025 è prevista a 845 milioni, contro un tetto di 656 milioni (15,30% del Fondo sanitario regionale): 189 milioni di sfondamento, dopo i 161 del 2024, con una crescita del 4,9% sugli 805 milioni dell'anno prima. Per chi vende al servizio sanitario regionale è il numero che conta: lo spazio sotto il tetto è già stato superato. Il resto del report è in chiaroscuro, con la degenza media a 7,1 giorni contro 7,2 nazionali e i Lea in crescita (area Prevenzione +61%, Distrettuale +30%, Ospedaliera +3%).
Il conto per chi fattura alla sanità pubblica
| Voce | Dato |
|---|---|
| Disavanzo Regioni in Piano di rientro 2025 | 677 mln € |
| Risultato sanitario Puglia 2025 | -349,1 mln € |
| Fondo cassa Puglia, inizio e fine 2025 | 952,8 → 95,6 mln € |
| Spesa farmaceutica Calabria 2025 vs tetto | 845 vs 656 mln € |
Il dato di cassa pugliese è il più esposto: 857,2 milioni in meno in dodici mesi, il 90% delle disponibilità (857,2 su 952,8), con un ricorso ad anticipazioni di tesoreria per 141.551.445,33 euro interamente restituiti e 53.301,15 euro di interessi passivi. Cinque Regioni (Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta) non hanno trasmesso il monitoraggio per due trimestri o più. Piemonte e Puglia compaiono tra le inadempienti; la Corte rileva il perimetro dell'indagine per il Piemonte e la liquidità per la Puglia: il problema non è l'assenza di fondi, è la tracciabilità del loro uso.
Per un'azienda che lavora con la sanità pubblica il rischio 2026 si sposta dal budget alla prova documentale: chi non sa dimostrare che la prestazione sta dentro il perimetro del Piano, o che il tetto è rispettato, discuterà il pagamento dopo aver già erogato il servizio.




