Il 22 settembre 2026, dalle ore 12:00, apre la piattaforma Invitalia per il bonus colonnine domestiche del Mimit. I destinatari sono solo persone fisiche residenti in Italia e condomìni: le partite IVA restano fuori dal bando. Ma la dotazione da 68 milioni fino al 2030 e il tetto dell'80% sulle spese ammesse generano domanda per installatori, progettisti e produttori di wallbox.
Il bando è riservato a privati e condomìni, non alle imprese
Il contributo copre l'80% delle spese per acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica, fino a 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente. Il limite sale a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. Il perimetro dei beneficiari è chiuso: persone fisiche residenti in Italia e condomìni, rappresentati dall'amministratore pro tempore o da un condomino delegato.
Per un'azienda la conseguenza è diretta: nessun accesso al contributo e nessun doppio binario possibile. L'incentivo resta sul lato del committente privato, non su quello del fornitore.
Dove sta il giro d'affari per fornitori e installatori
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lega la misura alla filiera nazionale: "Il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia, infatti, viene prodotto nel nostro Paese". Tradotto in termini commerciali, poco più di un euro su due spesi per una wallbox resta nella manifattura italiana.
Le voci che il cliente può portare a contributo finiscono nei bilanci di imprese con partita IVA:

- acquisto e installazione delle infrastrutture di ricarica;
- impianti elettrici, opere edili strettamente necessarie, dispositivi di monitoraggio;
- progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
- connessione alla rete elettrica con attivazione di un nuovo POD.
Cosa deve produrre l'impresa che fattura al cliente
La domanda richiede fatture elettroniche relative ad acquisto e installazione, estratti conto che provino i pagamenti tracciabili, una relazione finale sull'investimento e l'idonea certificazione di conformità rilasciata da un installatore. Quest'ultimo documento è il punto critico per chi lavora nel settore: senza certificazione il cliente non chiude la pratica, quindi l'installatore qualificato diventa di fatto il gatekeeper della domanda.
Le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica. Nessuna spesa priva di tracciabilità entra nel contributo.
Quante domande stanno nei 68 milioni
Il calcolo è presto fatto. Se tutte le richieste individuali arrivassero al massimale, i 68 milioni di euro stanziati coprirebbero circa 45.300 domande (68.000.000 / 1.500). Il numero scende in fretta considerando i condomìni: ogni intervento sulle parti comuni a 8.000 euro pesa quanto 5,33 pratiche private da 1.500 euro (8.000 / 1.500). La corsa allo sportello si giocherà anche sulla composizione tra richieste singole e condominiali.
Tempi: cosa deve decidere l'impresa ora
Le domande si presentano dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027. Il Mimit concede i contributi rispettando l'ordine cronologico di ricezione, e il contributo arriva entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello. Per il 2026 sono ammissibili le installazioni completate tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026.
Per un installatore o un progettista significa pianificare i cantieri entro fine anno, per non far slittare il cliente all'annualità successiva, e preparare subito certificazione di conformità e fattura elettronica.
La partita per chi ha partita IVA non si gioca sulla domanda, ma sulla capacità di intercettare commesse già finanziabili e consegnare i documenti che sbloccano l'erogazione: i 68 milioni fino al 2030 sono un flusso di lavoro pluriennale, non un picco di settembre.




