Il Tribunale di Foggia ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a pagare quattro mensilità dell’ultima retribuzione utile al TFR, oltre accessori, per abuso di contratti a termine. La sentenza 2518/2026 della Sezione Lavoro riguarda quattro incarichi al 30 giugno per attività di sostegno al Liceo “Albert Einstein” di Cerignola. Per un’impresa, il segnale potrebbe essere letto come operativo: la reiterazione per esigenze stabili rischierebbe di trasformare la flessibilità in un costo certo.
Cosa ha pesato nella decisione
Il Tribunale ha valorizzato la reiterazione degli incarichi nello stesso istituto e sulla stessa cattedra, negli anni scolastici 2020/2021-2023/2024, con 18 ore settimanali. Ha rilevato anche l’assenza, nei contratti, di necessità sostitutive di altri docenti assenti.

| Voce | Dato |
|---|---|
| Sentenza | 2518/2026 |
| Contratti | 4, tutti al 30 giugno |
| Periodo | 2020/2021-2023/2024 |
| Risarcimento | 4 mensilità, oltre accessori |
Il costo del precariato reiterato
Quattro mensilità sull’ultima retribuzione utile al TFR, più accessori, potrebbero configurarsi come un costo imprevisto da accantonare. Il Sole 24 Ore riporta anche un indennizzo a una professoressa precaria per 10 anni, riconosciuto anche se stabilizzata. Letto insieme, il quadro sembra indicare che la stabilizzazione non cancella automaticamente il pregresso.
Cosa cambia per chi gestisce contratti a termine
Una lettura operativa suggerisce di dare priorità alla prova della necessità temporanea: indicare la ragione sostitutiva, evitare catene di rinnovi sulla stessa mansione e verificare che il fabbisogno non sia stabile. Gianni Verga, segretario generale UIL Scuola Puglia, chiede organici adeguati alle esigenze reali e “assunzioni stabili sui posti necessari”. Per un’azienda, la flessibilità regge solo se il bisogno è temporaneo.



