La Cgil ha proclamato 24 ore di astensione nel rispetto della legge 146/90, con le prestazioni indispensabili garantite. Chi ha consegne, trasferte o dipendenti in mobilità deve riprogrammare già ora.
Cosa cambia per chi ha un’attività il 20 novembre
Lo sciopero generale del 20 novembre 2026 indetto dalla Cgil riguarda l’intera giornata di lavoro e tutti i settori pubblici e privati, compresi appalti e servizi strumentali. Non è quindi un fermo limitato alla Pa. Le organizzazioni di categoria comunicheranno le modalità di adesione; nei servizi pubblici essenziali restano garantite le prestazioni indispensabili previste dalla legge 146/90.
Le ricerche su “sciopero generale 20 novembre 2025” e “sciopero del 20 novembre 2025” vanno aggiornate: la data proclamata è il 20 novembre 2026. Anche per lo “sciopero generale 20 novembre” la durata indicata è di 24 ore, non di poche ore.
Trasporti: la finestra critica non finisce il 20
La giornata generale del 20 novembre dura 24 ore, ma l’astensione ferroviaria proclamata da CUB Trasporti e SGB Ferrovie si estende dalle 21 di venerdì 20 alle 20 di sabato 21, per 23 ore. Un’ora in meno rispetto allo sciopero generale, però distribuita su due giorni: i disagi logistici arrivano anche sul sabato.
| Data | Sciopero | Orario |
|---|---|---|
| 20 nov 2026 | Generale Cgil, tutti i settori pubblici e privati | Intera giornata |
| 20-21 nov 2026 | Treni, CUB Trasporti e SGB Ferrovie | Dalle 21 del 20 alle 20 del 21 |
| 21 nov 2026 | Trasporto pubblico locale e aereo; ENAV | Tpl intero turno; ENAV 13-17 |
| 22 nov 2026 | ENAV Malpensa; Sicuritalia IVRI Venezia | 00:01-24; 00:00-23:59 |
Il 21 novembre coincidono l’astensione dei treni, le proteste nel trasporto pubblico locale — con GTT, EAV, Ferrovie del Sud Est, Ferrotramviaria e Ferrovie della Calabria — e lo sciopero ENAV delle 13-17. Il Messaggero segnala il 20 e il 21 come giornate più critiche, con possibili disagi anche a Milano, Venezia, Napoli e Bari nella prima metà del mese.

Le ragioni che pesano su contratti e fornitori
Alla base dello sciopero ci sono salari, pensioni, sanità, scuola, fisco, precarietà e diritto alla casa. Per un’impresa, i punti da monitorare sono i rinnovi contrattuali pubblici e privati, il fiscal drag, l’indicizzazione dell’Irpef e la richiesta di una strategia industriale, soprattutto per il Sud e le filiere in crisi.
La Cgil chiede rinnovi che recuperino potere d’acquisto e un confronto vero sulla legge di bilancio; denuncia il sottofinanziamento di salute, istruzione e politiche sociali mentre aumentano le spese per il riarmo. La Città Futura legge la mobilitazione come uno sciopero generale unitario contro caro vita, caro benzina, caro affitti e costo delle case, citando le mille mobilitazioni dei lavoratori. «Lo sciopero generale del 20 novembre parte dal Paese reale», dice Gianfranco Trotta, segretario generale Cgil Calabria, annunciando cinque piazze nella regione.
Cosa fare in azienda: quattro verifiche
Per un’impresa la priorità è proteggere consegne, trasferte e continuità dei servizi. Quattro verifiche aiutano a capire dove lo sciopero generale del 20 novembre può creare un fermo non pianificato, senza trasformare una giornata di protesta in un blocco della catena fornitori.
- Appalti e servizi strumentali: controlla se i fornitori rientrano nello sciopero e chiedi conferma scritta su consegne e presidi.
- Trasporti: riprogramma spedizioni su rotaia e trasferte tra il 20 e il 22 novembre; tieni conto delle fasce di garanzia comunicate dagli operatori.
- Clienti e turni: avvisa chi dipende da consegne o assistenza; valuta alternative per le attività che non possono fermarsi.
- Aggiornamenti: verifica revoche, rinvii o nuove proclamazioni sui siti delle aziende di trasporto, perché il calendario può cambiare.
Analisi: la continuità operativa è il vero costo
Per una partita IVA il rischio non è solo il mancato incasso del 20 novembre. La sovrapposizione tra sciopero generale di 24 ore e astensione ferroviaria di 23 ore crea una finestra di due giorni; le proteste del 21 aumentano il rischio per chi combina più mezzi.
La scelta operativa è quindi preventiva: bloccare le consegne critiche prima del 20, spostare le trasferte e concordare con i clienti finestre alternative. Il calendario resta modificabile per revoche e rinvii, quindi la pianificazione va tenuta aggiornata fino alla vigilia.
Se lo sciopero generale del 20 novembre 2026 resta confermato, la partita per un’impresa si gioca soprattutto il 21 e il 22: è lì che la giornata di stop diventa un problema di continuità operativa, non solo di adesione sindacale.



