Il 21 settembre il gip di Milano ha respinto la richiesta della procura di imporre a Glovo l'assunzione "di massa" dei rider, sostenendo che la materia spetta al Tribunale del Lavoro. La procura ha presentato ricorso e il 30 settembre una cinquantina di rider ha sfilato fino agli uffici di via Pirelli, dove è stato posizionato un "letame simbolico". Per un'impresa milanese che organizza consegne, servizi o manodopera su partite IVA e contratti autonomi, il caso non è una vertenza isolata: è il banco di prova del confine tra autonomia e subordinazione.
Cosa chiedono i rider e perché riguarda chi usa partite IVA
Usb e i lavoratori chiedono un contratto di lavoro subordinato per chi effettua consegne a domicilio, oggi inquadrato come autonomo e talvolta con partita IVA. La richiesta non è isolata: secondo il sindacato le direttive europee procedono verso una "contrattualizzazione" del lavoro dei rider, e sulla stessa linea si è mossa la procura di Milano, che ha chiesto l'assunzione tramite amministrazione giudiziaria. Per un'impresa il tema è identico: se un rapporto costruito su direttive, turni e piattaforme viene riqualificato, cambiano contributi, tutele e costo del lavoro.

Il nodo si sposta davanti al giudice del lavoro
La procura aveva dato l'ok a un piano di riorganizzazione di Glovo, ma il gip ha respinto la richiesta di procedere con l'obbligo di assunzione "di massa", indicando il Tribunale del Lavoro come sede competente; contro quello stop la procura ha presentato ricorso. Il risultato pratico, per chi guarda al caso come a un modello, è che la definizione dei confini del lavoro autonomo passerà sempre più dai giudici e dai singoli contenziosi, non da un intervento amministrativo unico.
Meat Crew cresce del 41% mentre il sindacato chiede nuove regole
Mentre il lavoro flessibile finisce sotto esame, a Milano un'impresa della ristorazione viaggia in direzione opposta. Meat Crew, la società dietro il progetto Mocho e lo smash burger tra Porta Lodovica e Viale Bligny, ha chiuso il 2025 con un fatturato in crescita del 41% sul 2024, sostenuto dalle nuove aperture dell'anno. Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, dal palco della Scala per i 120 anni del sindacato, ha indicato la direzione: "Questo processo di transizione ha bisogno di un'assunzione di responsabilità sociale delle imprese". Ha anche avvertito che la rivoluzione tecnologica, dagli algoritmi all'intelligenza artificiale, concentra potere in pochi attori privati. Lette insieme, le due notizie raccontano che a Milano la crescita delle imprese e la stretta sulle regole del lavoro stanno correndo sulla stessa traiettoria.
Tre decisioni operative per chi ha partita IVA o fornitori autonomi
- Mappare i rapporti con partite IVA e collaboratori che ricevono direttive, turni o compiti assegnati da piattaforme: è il primo indizio che un giudice valuta in caso di riqualificazione.
- Seguire il ricorso della procura sul caso Glovo: la decisione del Tribunale del Lavoro definirà un precedente applicabile anche fuori dalla consegna a domicilio.
- Anticipare le direttive europee sulla contrattualizzazione, che spingono verso tutele minime anche nei modelli di servizio e consegna.
Il caso Glovo non si chiuderà con una manifestazione o un ricorso, ma con una sentenza che dirà a migliaia di imprese quanto possono spingere sull'autonomia senza riqualificare il rapporto. Chi ha partita IVA o gestisce una squadra di collaboratori farà meglio a leggere quel pronunciamento come un costo operativo già in agenda, non come cronaca sindacale.




