Concordato preventivo: premi fedeltà e ravvedimento per le partite IVA

Chi rinnova il concordato preventivo biennale entro il 31 ottobre 2026 (il 2 novembre per effetto del calendario) potrà accedere a un pacchetto di premi fedeltà che riducono vincoli e costi operativi. Il decreto Omnibus correttivo, atteso in Consiglio dei ministri il 4 agosto, introduce esoneri e tutele pensati per rendere più conveniente il patto con il Fisco, mentre in Senato si discute il ritorno del ravvedimento speciale per regolarizzare il pregresso a condizioni agevolate.

Cosa include il pacchetto premi fedeltà

Per chi rinnova l'adesione al termine del primo biennio, il Governo prevede l'esonero dal visto di conformità per compensare crediti IVA fino a 100.000 euro e crediti per imposte dirette e IRAP fino a 70.000 euro. Lo stesso tetto di 100.000 euro vale per i rimborsi IVA, ottenibili senza visto né garanzia. A questi vantaggi si sommano la riduzione di due anni dei termini di accertamento fiscale e l'eliminazione degli interessi sulle rate delle dichiarazioni dei redditi. Per un professionista o una piccola impresa, significa incassare i crediti più in fretta e con meno adempimenti.

Il ravvedimento speciale torna in discussione

Oggi, 28 luglio 2026, il Senato avvia l'esame di un disegno di legge che ripropone la sanatoria per gli anni dal 2020 al 2024 legata all'adesione al concordato 2026-2027. Il meccanismo applica una flat tax dal 10% al 15% su una base imponibile aumentata in modo forfettario in base al punteggio ISA: chi ha un ISA pari a 10 vede un incremento del 5%, mentre con ISA inferiore a 3 l'incremento sale al 50%. L'imposta minima per ciascuna annualità è di 1.000 euro. Il pagamento può essere rateizzato in 10 quote mensili entro il 15 marzo 2027.

Scrivania luminosa di professionista con laptop e taccuino, premio fedeltà del concordato preventivo per partite IVA
Premi fedeltà e ravvedimento speciale: le nuove agevolazioni per chi rinnova il concordato preventivo biennale.

Chi attiva il ravvedimento ottiene uno scudo fiscale sulle annualità regolarizzate: niente più accertamenti analitico-induttivi o presuntivi su quegli anni. Tuttavia, i termini di decadenza per l'accertamento su quelle stesse annualità vengono prorogati al 31 dicembre 2029. Per le partite IVA con precedenti irregolarità, la sanatoria a costo ridotto può rappresentare una via per chiudere il contenzioso e ripartire con un rapporto collaborativo, ma occorre valutare l'effetto dell'estensione dei controlli.

Collegamento Pos-registratori: le sanzioni si ammorbidiscono

Nei primi sei mesi del 2026 l'obbligo di collegamento tra Pos e registratori telematici ha fatto emergere 9,1 miliardi di euro di maggiore base imponibile. Per l'Umbria la stima arriva a 120 milioni. Sul fronte sanzionatorio, il Parlamento valuta un alleggerimento: una tolleranza del 5% tra pagamenti elettronici e corrispettivi trasmessi, una sanzione di 20 euro per singolo errore (massimo 500 euro l'anno) e 200 euro fissi per il mancato collegamento (massimo 2.000 euro annui). L'intento è distinguere gli errori tecnici dall'evasione e ridurre l'impatto sulle attività che hanno già adattato i propri sistemi.

Per il titolare di partita IVA il quadro è chiaro: il rinnovo del concordato entro la scadenza di ottobre porta benefici immediati sulla liquidità e sulla pressione dei controlli. La possibile sanatoria, ancora in discussione, aggiungerebbe uno strumento per sanare il passato, ma va soppesata con l'estensione dei termini di accertamento che comporta.

Fonti

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