Secondo quanto riportato da MilanoFinanza, la joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles si sarebbe aggiudicata due commesse da 3,7 miliardi di euro che coprirebbero poco più del 16% del programma corazzati italiano, stimato in 23 miliardi fino al 2040: calcolando 3,7 su 23, resta fuori l'84% della spesa. Città della Spezia precisa che per ufficializzare la firma si attende ancora l'annuncio di governo e di LRMV. Per un'azienda della filiera il punto non è la prima tranche, ma il vincolo che il 60% delle attività della JV venga svolto in Italia, con assemblaggio all'ex Oto Melara della Spezia.
La prima tranche: 48 I-MBT e l'opzione per 30 Lynx
Secondo Report Difesa, i due contratti coprono 48 piattaforme corazzate I-MBT e l'esercizio di un'opzione per 30 veicoli Lynx KF-41 in configurazione A2CS Combat UOR. Delle 48 piattaforme, 26 sono nella versione da combattimento e le altre 22 sono derivate per compiti specialistici, buona parte in variante di recupero.
Report Difesa attribuisce al solo contratto I-MBT un valore di 3,4 miliardi, con opzioni per altri 850 milioni; la stampa finanziaria indica 3,7 miliardi come valore complessivo delle due commesse. Sui Lynx l'Esercito arriva a 51 mezzi: ai 30 del secondo contratto si sommano 16 esemplari A2CS Combat UOR e 5 nella versione "basica" ungherese usata per l'addestramento.
Dei 132 MBT da combattimento previsti dal programma pluriennale, 26 risultano ordinati, pari al 19,7%; le 22 piattaforme derivate ordinate sono escluse da questo calcolo. Restano quindi 106 carri da combattimento non ancora contrattualizzati.
Il 60% delle lavorazioni resta in Italia
La piattaforma arriva dalla Germania, il carro Panther KF51 di Rheinmetall, mentre elettronica e torretta sono italiane: la torretta è fornita dall'ex Oto Melara, stabilimento che raccoglie le componenti costruite tra i due Paesi e dove si svolge l'assemblaggio. L'HITFIST 30 Plus/X-GUN di Leonardo è invece, secondo Report Difesa, la torretta dei Lynx A2CS. Gli accordi prevedono che il 60% delle attività della JV sia svolto nei siti italiani, tra sviluppo, integrazione dei sistemi, collaudi, consegne e supporto logistico.

Alla Spezia il piano industriale si vede già: assunzioni massicce, soprattutto di giovani laureati, bonifica e recupero di spazi produttivi inutilizzati in alcuni casi da decenni, dal capannone C all'edificio 7, destinato a diventare un magazzino verticale automatizzato. Il CEO di Leonardo Lorenzo Mariani ha confermato la fase operativa — "Leonardo è pronta alla lavorazione e sta lavorando attivamente sia sui carri sia sull'Infantry combat system in piena sinergia con Rheinmetall" — precisando però che "le dichiarazioni vanno coordinate con i nostri clienti".
Le cifre non coincidono: 1.050 o 1.080 veicoli A2CS
| Programma | Primo ordine / secondo contratto | Obiettivo di piano | Consegne |
|---|---|---|---|
| I-MBT | 48 piattaforme, di cui 26 da combattimento | 270 carri per la stampa finanziaria; 132 MBT + 140 derivati per Report Difesa | 2037 |
| A2CS | Ordine opzionale/secondo contratto: 30 Lynx KF-41 | 1.050 veicoli (1.080 per Ares Difesa) in 16 versioni | 2040 |
Le differenze non sono dettagli redazionali. Ares Difesa parla di 1.080 veicoli A2CS in 16 versioni entro il 2040, mentre Websim, Milano Finanza e Industria Italiana si fermano a 1.050; Ares Difesa indica una decina di prototipi iniziali di I-MBT, mentre il lotto complessivo comprende 48 mezzi, 26 da combattimento e 22 specializzati. Città della Spezia titola 4,5 miliardi per 48 mezzi, ma nel testo parla di 3,7 miliardi più 850 milioni di opzioni.
Cosa pesa sui conti e sulla capacità produttiva
Leonardo ha chiuso il 21 ottobre a 48 euro, in calo del 2%. La guidance sugli ordini 2026 è già salita da 26,2 a 28,2 miliardi e per Equita può essere superata; i conti del terzo trimestre arrivano il 4 novembre. Il consenso di 19 analisti si colloca sopra i 68 euro, con target da 55 euro (Akros, neutral) a 82 (Morgan Stanley). Nel perimetro industriale è entrata anche Iveco Defence Vehicles, acquisita con via libera antitrust Ue senza condizioni.
Il numero che conta per un fornitore è un altro: 23 meno 3,7 fa 19,3 miliardi di commesse ancora da allocare entro il 2040. Secondo Ares Difesa, sul motore degli I-MBT la scelta al momento cadrebbe sull'MTU tedesco, mentre per i lotti successivi degli A2CS potrebbe rientrare in gioco IDV con i nuovi propulsori presentati a Eurosatory.
Chi vende componenti, servizi di collaudo o logistica ha davanti una finestra lunga ma concentrata: la capacità dichiarata oggi — assunzioni, capannoni recuperati, linee di assemblaggio — pesa più della firma riportata dalla stampa, perché oltre l'80% delle piattaforme I-MBT previste e la quasi totalità dei veicoli A2CS devono ancora essere assegnati. Per la filiera, la priorità operativa è capire su quali lotti e quali siti si concentrerà la quota italiana del 60%.




