Ogni dollaro speso da un viaggiatore d'affari genera 1,59 dollari di vendite per le imprese locali. È il dato che trasforma il business travel da voce di bilancio a mercato: nelle 25 principali destinazioni mondiali la spesa dei viaggiatori d'affari ha toccato 178 miliardi di dollari nel 2024, attivandone 283. Per un'impresa o una partita IVA italiana che organizza trasferte, partecipa a fiere o vende nel canale aeroportuale, la geografia di quel mercato conta più del volume complessivo.
Il moltiplicatore: 1,59 dollari per ogni dollaro speso
Lo studio della Global Business Travel Association (GBTA) con Rockport Analytics, riferito al 2024 e condotto su 25 destinazioni, misura una spesa di 178 miliardi di dollari che ha generato 283 miliardi di attività economica, 1,4 milioni di posti di lavoro e 93 miliardi di PIL locale.
La ricaduta diretta su redditi e finanza pubblica si legge nei due aggregati successivi: 54 miliardi di salari più 55 miliardi di entrate fiscali fanno 109 miliardi, pari al 61,2% della spesa iniziale dei viaggiatori. In media, ogni miliardo di dollari speso sostiene circa 7.800 posti di lavoro.
New York, Tokyo e Londra raccolgono il 61% della spesa
Le prime sette città per spesa assorbono più di 108 miliardi di dollari, il 61% del totale delle 25 destinazioni analizzate. La concentrazione è il segnale più utile per chi pianifica: dove ci sono hub, capitali e relazioni, la trasferta diventa più semplice da organizzare.
| Città | Spesa business travel 2024 |
|---|---|
| New York | 21,2 mld $ |
| Tokyo | 20,7 mld $ |
| Londra | 15,0 mld $ |
| Shanghai | 14,2 mld $ |
| Parigi | 13,6 mld $ |
| Los Angeles | 12,2 mld $ |
| Chicago | 11,6 mld $ |
New York registra anche il moltiplicatore più alto (1,76), seguita da Los Angeles con 1,68. Delhi e Città del Messico mostrano invece la maggiore intensità occupazionale: rispettivamente 42.900 e 24.100 posti di lavoro per ogni miliardo di spesa. Londra si distingue per la seconda spesa giornaliera media più elevata per viaggiatore, Shanghai per la domanda più alta di camere per gruppi.
Gattinoni apre a Bologna un hub da 100 professionisti
Il Gruppo Gattinoni ha inaugurato il 2 ottobre 2026 la nuova sede di Via de Carracci 2/10, a pochi passi dalla stazione centrale, con circa 100 professionisti e un focus su Business Travel ed Events. L'obiettivo dichiarato è un miliardo di euro di volume d'affari entro il 2028.

In Emilia-Romagna il gruppo conta 32 Gattinoni Travel Store di proprietà e una rete di 112 agenzie Travel Point e affiliate tra Mondo di Vacanze e MyNetwork. Il presidente Franco Gattinoni motiva così la scelta: "Siamo una realtà 100% italiana che continua a investire nel Paese, convinta che le persone e le relazioni siano il vero fattore distintivo della crescita." Sullo sfondo c'è un bacino concreto: BolognaFiere richiama 2 milioni di visitatori e operatori business l'anno.
Travel retail: il beauty cresce, la moda arretra
Sui 3.825 viaggiatori e dirigenti intervistati da Oliver Wyman, il duty free non segue più il traffico: tra 2019 e 2025 i passeggeri sono cresciuti del 7%, il fatturato è rimasto fermo a -0,2%. L'Europa segna un surplus di 3,1 miliardi di dollari, con spesa media per passeggero a 9,89 dollari (+14%); l'Asia-Pacifico accusa un deficit di 7,6 miliardi, con vendite per passeggero a 7,56 dollari (-22%).
Per chi vende prodotti, la ripartizione per categoria è la vera mappa commerciale:
- Profumi e cosmetici: 1,74 $ per passeggero, +4,3% annuo dal 2023
- Moda e accessori: 1,32 $ per passeggero, -1,7%
- Vini e superalcolici: 1,06 $ per passeggero, -0,3%
- Tabacco: 1,07 $ per passeggero, +6% annuo
Il pubblico giovane cambia le regole: solo il 19% della Gen Z privilegia i negozi aeroportuali, contro il 49% delle fasce più anziane, ma il 96% ha già scoperto marchi negli spazi commerciali e il 49% compra subito dopo l'esplorazione. Come sintetizza Pierre-Alexandre Koch, Partner di Oliver Wyman, "i viaggiatori sono sempre più alla ricerca di novità".
L'analisi: dove sta il margine per chi fa impresa
Il divario tra la spesa media per passeggero europea (9,89 $) e quella dell'Asia-Pacifico (7,56 $) è di 2,33 dollari, pari a un +30,8% calcolato sul valore asiatico: il mercato europeo non è solo più ricco, è più redditizio per punto vendita. Per un fornitore italiano del beauty, il canale aeroportuale europeo è l'unico dei quattro segmenti analizzati a crescere con continuità; per chi produce moda o vino, la stessa classifica indica un canale in contrazione.
Sul fronte della domanda corporate, la lettura di Federica Russo, Ricercatrice Senior degli Osservatori Travel Innovation e Business Travel del Politecnico di Milano, inquadra il cambio di modello: "Il Travel sta diventando un mercato più articolato: si viaggia in modo più flessibile nel leisure e più selettivo nel Business Travel, ma il valore degli incontri in presenza e degli eventi rimane centrale." Tradotto per una PMI: meno trasferte generiche, più eventi e incontri mirati — e fornitori capaci di gestire trasferta, evento e ospitalità in un unico interlocutore.
La decisione operativa che discende dai numeri è selettiva. Concentrare le trasferte sulle città hub significa sfruttare ecosistemi dove la spesa rende di più; presidiare il canale travel retail conviene oggi solo sui segmenti in crescita. Su scala più ampia, la GBTA prevede per il 2026 una spesa globale di 1.710 miliardi di dollari e circa 1,84 miliardi di viaggi: la partita non è se il business travel crescerà, ma chi riuscirà a intercettarne la quota più redditizia.



