Gas USA: +77 Bcf, scorte sopra media ma sotto 2025

L'iniezione di 77 Bcf nelle scorte di gas naturale USA è la decima lettura consecutiva sotto la media quinquennale, un dato rialzista per i prezzi. Pur lasciando gli stoccaggi sopra la media, lascia pensare che il margine di sicurezza per le filiere industriali che dipendono dal gas, già sotto i livelli dello scorso anno, sia più ridotto.

Stoccaggi sopra la media, ma il divario con il 2025 resta

Al 16 ottobre 2026 il working gas USA ammonta a 3.644 Bcf, 35 Bcf sopra la media quinquennale (pari a +1,0%) ma 152 Bcf sotto un anno fa (-4,0%). L'iniezione settimanale di 77 Bcf è stata definita da Natural Gas Intelligence "stagionalmente leggera" e si è collocata sul lato più stretto delle attese.

Il dato aggregato nasconde una geografia disomogenea: tutte le regioni hanno registrato un aumento, con Midwest e South Central in testa a 28 Bcf ciascuna, seguite da East (+16 Bcf); all'interno di South Central (+28 Bcf), Salt ne rappresenta +15 Bcf. La regione South Central, che guida le iniezioni, resta 10,0% sotto i livelli di un anno fa e 3,4% sotto la media quinquennale; lo stoccaggio Salt segna -21,1% su base annua.

Gasdotto e serbatoi di stoccaggio di gas naturale in una pianura luminosa, simbolo delle scorte USA
Le scorte di gas naturale USA restano sopra la media stagionale, ma sotto i livelli del 2025.

Perché la sequenza di dieci letture rialziste conta per i costi industriali

Il surplus di 35 Bcf rispetto alla media quinquennale è pari a meno della metà dell'iniezione settimanale: 35 su 77, cioè il 45,5%. Un margine che un singolo dato fuori norma potrebbe erodere. Natural Gas Intelligence sottolinea che quella appena pubblicata è la decima lettura consecutiva in cui l'iniezione è stata inferiore alla media quinquennale, una lettura rialzista per i prezzi.

Per un utilizzatore industriale, un cuscinetto così sottile potrebbe significare minore capacità di assorbire picchi di domanda o interruzioni, con un potenziale riflesso sui costi di approvvigionamento. Sul NYMEX i futures di novembre sono saliti di 2,8 centesimi a 2,818 $/MMBtu alle 11:45 ET, mentre il prezzo spot di Henry Hub è sceso a 2,946 $/MMBtu dai 3,020 $ del giorno precedente.

L'impatto sulle filiere: cosa cambia per chi produce e consuma gas

La combinazione tra scorte sopra la media ma sotto l'anno precedente e iniezioni ripetutamente leggere disegna un quadro di disponibilità relativa più tesa per le industrie gas-intensive. Non è un allarme scarsità, ma un elemento da monitorare nella pianificazione degli acquisti. La geografia dei deficit è chiara:

RegioneStock al 16/10/26 (Bcf)Variazione vs anno precedente
East900+0,3%
Midwest1.065+0,9%
Mountain257-8,9%
Pacific297-4,2%
South Central1.125-10,0%
di cui Salt (sottoinsieme di South Central)251-21,1%
Totale3.644-4,0%

I deficit più marcati si concentrano in South Central, con Salt che segna -21,1%. Per un produttore o un utilizzatore, la tenuta dei margini dipenderà dalla capacità di gestire un buffer più ridotto rispetto al 2025. Il dato EIA non segnala una crisi, ma è plausibile che la traiettoria delle iniezioni sia un segnale da non ignorare per chi pianifica acquisti e produzione.

Fonti

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