Il gas comprato dalle imprese italiane sul PSV ha chiuso a 0,87720 €/Smc il 10 settembre 2026: +3,5% in una sola seduta e +134,9% su settembre 2025. Per chi ha una partita IVA è un costo di produzione che sale mentre la BCE porta i tassi al 2,50% e le scorte europee restano sotto la media quinquennale. Coperture e contratti vanno decisi adesso, non a dicembre.
Il PSV viaggia oltre l'11% sopra la media di settembre
Il PSV, indice di riferimento del gas in Italia, il 10 settembre 2026 valeva 0,87720 €/Smc (0,08205 €/kWh, pari a 82,05 €/MWh), in rialzo del 3,5% dal 0,84726 €/Smc del giorno prima, e sopra sia la media del mese (0,78910 €/Smc) sia quella degli ultimi sette giorni (0,80407 €/Smc).
Il conto che interessa un'impresa: lo scarto sulla media di settembre è di 0,08810 €/Smc, l'11,2% in più. Calcolato in €/MWh, 82,05 meno 73,81 fa 8,24 €/MWh: è il sovrapprezzo medio che un MWh comprato oggi incorpora rispetto alla media del mese in corso. Anche il solo balzo giornaliero è misurabile: 0,87720 − 0,84726 = 0,02994 €/Smc, cioè +2,80 €/MWh. La media mensile di settembre è più che doppia rispetto a settembre 2025 (0,37336 €/Smc) e il valore attuale si colloca all'82° percentile della serie ARERA gennaio 2020-dicembre 2025, il 65,3% sopra la media di 0,53068 €/Smc.
TTF tra 77,60 e 80,49 €/MWh: la volatilità che pesa sui contratti
Il benchmark europeo, il TTF olandese, il 10 settembre ha toccato 79,64 €/MWh, il livello più alto dal 2023; il future ottobre ha chiuso in rialzo di circa il 3% a 81,7 €/MWh, dopo un picco intraday a 83 €. Venerdì 11 settembre la corsa si è fermata: nelle prime ore il front-month cedeva il 2,5% a circa 77,60 €/MWh, mentre alle 11:30 il Natural Gas di Amsterdam segnava 80,49 €/MWh. Su base settimanale il TTF guadagna il 12,1%, quinto rialzo consecutivo.
Qui le fonti divergono solo in apparenza: Yahoo Finance e Investing.com parlano del front-month in calo del 2,5% a circa 77,60 €/MWh; Borsa Italiana alle 11:30 riporta 80,49 €/MWh. La differenza è 2,89 €/MWh, il 3,7% del valore inferiore (80,49 − 77,60 = 2,89; 2,89 / 77,60 = 3,7%). Non è una contraddizione, è la fotografia di una mattinata in cui il prezzo si è mosso di quasi 3 €/MWh in poche ore.
La forbice tra i due valori non è una contraddizione: sono rilevazioni scattate in momenti diversi di una mattinata molto mossa. Il PSV italiano, con 82,05 €/MWh il 10 settembre, si è mosso in linea con il future ottobre sul TTF (81,7 €/MWh): lo scarto è 0,35 €/MWh, appena lo 0,4% (82,05 − 81,70 = 0,35). La tensione non è un fenomeno locale, e per chi firma un contratto quasi 3 €/MWh di scarto in poche ore sono il rischio da coprire.

Credito, scorte e inverno: il doppio costo per le imprese
La BCE ha alzato il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,50% il 10 settembre, secondo rialzo dell'anno, citando i rischi legati ai costi energetici. L'inflazione dell'eurozona è al 3,3% ad agosto e i rendimenti dei titoli di Stato corrono: il decennale italiano rende il 4,38%, ai massimi dal 2023.
Il calcolo che conta per chi si finanzia: con inflazione al 3,3% e tasso sui depositi al 2,50%, il tasso reale resta negativo di 0,8 punti (2,50 − 3,3 = −0,8). Il decennale italiano al 4,38% paga invece 1,88 punti sopra il tasso BCE (4,38 − 2,50 = 1,88): un premio che incorpora il rischio energia e inflazione.
Sul fronte fisico, gli stoccaggi sotterranei europei sono pieni per circa il 67% della capacità, sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni; il Corriere.it segnala la Germania al 55%. Le norme UE impongono di arrivare al 90% entro il 1° novembre, con deroghe possibili. Il divario da colmare è di 23 punti percentuali (90 − 67 = 23), e la Germania è 12 punti sotto la media europea (67 − 55 = 12). Sono numeri che spiegano perché l'AIE raccomandi riserve strategiche e acquisti coordinati: con questo ritmo di riempimento, ogni settimana di ritardo si trasforma in maggiore competizione sui carichi di GNL.
Circa il 20% dei flussi globali di GNL passa dallo Stretto di Hormuz e gli scioperi di marzo hanno tolto 17 miliardi di metri cubi di capacità annua a Ras Laffan, in Qatar, con riparazioni stimate in 3-5 anni. L'embargo sul metano russo scatta fra cento giorni. Gli analisti di Goldman Sachs stimano che il TTF con consegna a dicembre 2026 possa dover superare i 100 €/MWh per attirare GNL in Europa, contro i 50 €/MWh dello scenario di base. Lo scenario Goldman è il doppio del base: 100 €/MWh contro 50 €/MWh, una differenza di 50 €/MWh. Se si materializzasse, per un'impresa con consumi indicizzati al TTF non sarebbe una variazione marginale, ma un raddoppio del costo atteso rispetto allo scenario base.
Cosa fare adesso
- Coperture: chi ha un prezzo indicizzato al PSV o al TTF assorbe ogni oscillazione; una quota a prezzo fisso ha un costo, ma oggi è misurabile.
- Clausole: verificare indicizzazione, tempi di revisione e penali prima dell'inverno.
- Riserve: l'AIE raccomanda riserve strategiche, acquisti coordinati e obiettivi di stoccaggio flessibili; Italia, Polonia e Spagna hanno già meccanismi nazionali.
- Domanda: i consumi di gas nell'UE restano inferiori del 15-20% rispetto al 2021.
Il punto per chi ha una partita IVA
Il PSV sta l'11,2% sopra la media di settembre: chi ha indicizzato i consumi al mese in corso paga già più del preventivato. In €/MWh, quel gap è di 8,24 €/MWh. Le scorte al 67% e l'obbligo di arrivare al 90% entro il 1° novembre concentrano la domanda di riempimento nelle settimane in cui il TTF guadagna il 12,1%. E la BCE alza i tassi al 2,50% citando i costi energetici: energia e denaro si muovono nella stessa direzione, come conferma il decennale italiano al 4,38%. Il collegamento tra dati che nelle fonti restano separati è questo: lo scarto del PSV sulla media mensile (8,24 €/MWh) e il rialzo settimanale del TTF (12,1%) misurano la stessa pressione su due mercati collegati; se l'impresa ha un contratto indicizzato al PSV o al TTF, il costo di approvvigionamento e il costo del credito si sommano. Con il decennale al 4,38% e la BCE al 2,50%, il premio del decennale sul tasso BCE è di 1,88 punti: per chi si finanzia, il costo del credito si somma a quello dell'energia.
Secondo l'analisi di DailyForex, sul TTF la resistenza principale è a 80 €/MWh e il target al rialzo a 86 €/MWh, con supporto a 74,30 €/MWh. La soglia degli 80 € non è più un livello teorico: è la linea da mettere nei conti. Rispetto alla rilevazione di 80,49 €/MWh dell'11 settembre, il target di 86 € implica un ulteriore 6,8% circa (86 − 80,49 = 5,51; 5,51 / 80,49 = 6,8%).
Fonti
- ComparaSemplice.it
- Borsa Italiana
- Yahoo Finance
- Investing.com
- DailyForex
- Corriere.it
- SoldiOnline.it
- Euronews






