Greggio -24%, pompa -6%: Urso sfida i petrolieri sui prezzi

Il Brent è crollato del 24,2% dall'inizio di giugno, tornando intorno ai 72 dollari al barile. Nello stesso periodo, il prezzo della benzina in Italia è sceso solo del 6,3% e il gasolio del 4,8%. Una forbice che il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha deciso di affrontare direttamente, convocando le compagnie petrolifere per martedì 30 giugno alle 17:30 a Palazzo Piacentini. Sul tavolo non c'è solo il richiamo alla trasparenza dei listini: il taglio delle accise scade il 3 luglio e senza un nuovo intervento del governo, da sabato 4 luglio la tassazione su benzina e gasolio tornerà ai livelli ordinari.

Chi siederà al tavolo (e il giallo Tamoil)

Alla riunione sono attesi i vertici delle principali compagnie attive in Italia: Api-Ip, Eni e Q8. Più incerta la presenza di Tamoil: citata nel comunicato Mimit di sabato 27 giugno tra i convocati, la società olandese non compare nell'agenda settimanale diffusa ieri dal ministero. Un refuso o un'assenza che aggiunge tensione a un vertice già delicato. Il ministero ha precisato che non è previsto un punto stampa al termine dell'incontro.

Perché la pompa non segue il greggio

I dati dell'Osservatorio prezzi del Mimit al 29 giugno fotografano una discesa ormai quasi ferma: la benzina in modalità self service è a 1,809 euro al litro (-1 millesimo rispetto a ieri), il gasolio a 1,892 euro al litro (-1 millesimo). Sulla rete autostradale i prezzi restano più alti: 1,901 euro/litro per la benzina e 1,978 euro/litro per il gasolio.

Il Brent oggi quota 73,2 dollari (+0,8%), il WTI è a 70 dollari (+1,1%). Il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz stanno normalizzando il mercato petrolifero globale, ma il trasferimento dei ribassi alla pompa procede con due velocità diverse, denunciano le associazioni dei consumatori. Tema che ha già spinto il Garante dei prezzi a convocare giovedì scorso la Commissione di Allerta Rapida.

Riunione Urso con petrolifere su prezzi carburanti e accise
Veduta di un impianto di raffinazione petrolifera con sistemi di pipelines a Trzebinia, Polonia. Foto di Jakub Pabis su Pexels

"Ho convocato nuovamente le compagnie petrolifere per richiamarle alla loro responsabilità nell'adeguare, il più velocemente possibile, il prezzo dei carburanti all'andamento dei mercati", ha dichiarato Urso a Tgcom24. Il ministro ha già usato lo stesso approccio il 9 aprile, quando un analogo richiamo portò a un adeguamento più rapido dei listini. Ora il copione si ripete, con il governo che rivendica la linea "cautela, responsabilità e tempestività".

Il rebus accise: cosa succede dal 4 luglio

La proroga del taglio delle accise scade alla mezzanotte del 3 luglio. Senza un nuovo decreto, scatterà l'aumento automatico della fiscalità. Urso mantiene la porta aperta: "Decideremo anche alla luce dell'andamento del negoziato che è tuttora in corso. Pronti a intervenire se necessitano altre misure".

Il 23 giugno il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti aveva già anticipato la linea: con i prezzi in calo, il taglio delle accise perderebbe la sua ragion d'essere. Una posizione che rende improbabile un rinnovo automatico.

Il paradosso è tutto nei numeri: con il greggio sceso di quasi un quarto in trenta giorni, un pieno di benzina costa oggi solo pochi centesimi in meno rispetto a inizio giugno. Se il governo lascia cadere il taglio delle accise e la pompa non aggancia il ribasso del greggio, il conto per famiglie e imprese rischia di salire su entrambi i fronti.

Fonti

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