Il PUN è passato da 132,5 euro per megawattora a giugno a 207,5 euro a settembre 2026: un balzo di 75 euro/MWh, pari al 56,6% in tre mesi. Per un'impresa con contratto indicizzato la bolletta segue quell'onda senza filtri. Dal 1° ottobre l'ARERA alza del 37,3% le tariffe per i vulnerabili in maggior tutela, e il mercato risponde con una raffica di offerte a prezzo fisso. Per chi ha una partita IVA la domanda non è "fisso o variabile", ma quanto dura il blocco, cosa copre e quanto costa uscirne prima.
Il PUN a 207,5 euro/MWh sposta il costo su chi non ha bloccato il prezzo
Il Prezzo unico nazionale è il riferimento dell'energia scambiata all'ingrosso in Italia. Chi ha un contratto indicizzato lo segue, maggiorato da uno spread del fornitore; chi ha un prezzo fisso resta ancorato al valore contrattuale. Tra giugno e settembre 2026 il PUN medio è passato da 132,5 a 207,5 euro per megawattora, con un incremento di 75 euro/MWh.
Il confronto con la maggior tutela aiuta a capire il livello: l'ARERA ha fissato per il trimestre ottobre-dicembre una componente energia di 269 euro/MWh per i clienti vulnerabili, con un prezzo di riferimento di 43,43 centesimi per kWh e una spesa annua stimata di 665,38 euro, contro 608,72 euro nel 2025 (+9,3%). Sono circa 3 milioni di clienti, non le imprese. Il punto per un'attività è un altro: il prezzo che le offerte retail riescono a bloccare oggi è spesso la metà di quello che il mercato esprime.
PPA e contratti pluriennali: il canale che le PMI possono usare
Per le imprese il prezzo fisso non passa solo dalle offerte domestiche: Iren promuove i Power Purchase Agreement, contratti di approvvigionamento di lungo periodo che favoriscono la programmazione dei costi e riducono l'esposizione alla volatilità. Da gennaio 2026 le offerte a prezzo fisso del gruppo hanno coinvolto oltre 800.000 clienti, con 26 milioni di euro di risparmi cumulati sulla componente energia.
Sul fronte delle durate, il mercato propone orizzonti molto diversi tra loro:
- Iren Lock & Fix: prezzo della materia prima bloccato a 0,15 euro/kWh fino a fine 2029, con formula a 36 mesi;
- NeN Dieci: prezzo bloccato fino al 2036, con onere di uscita anticipata di 2 euro per ogni mese mancante, fino a un massimo di 240 euro;
- A2A Noi2: 0,105 euro/kWh bloccato per dieci anni sul 70% dei consumi, mentre il restante 30% resta indicizzato al PUN con un'aggiunta di 0,020 euro/kWh e una quota fissa di 114 euro l'anno.
La formula A2A è la più esplicita sui rischi: su 2.000 kWh annui il 30% esposto al mercato vale circa 600 kWh, che con l'ultimo andamento del PUN arrivano a pesare più del 40% della componente energia complessiva.

Perché 30%, 40% e 50% non sono la stessa cosa
Le percentuali pubblicizzate in questi giorni misurano basi di calcolo diverse: alcune sono sconti sull'offerta precedente dello stesso fornitore, altre confronti con il prezzo all'ingrosso. Senza sapere il termine di paragone, i numeri non sono confrontabili.
Eni Plenitude con Fixa Time 24 Smart, sottoscrivibile dall'1 al 24 ottobre 2026, applica uno sconto del 30% sui corrispettivi luce e gas rispetto alla propria principale offerta a prezzo fisso, con materia prima bloccata per 24 mesi e un vantaggio stimato di circa 100 euro l'anno per la luce e 100 per il gas. Iren indica invece un 30% di risparmio rispetto al prezzo all'ingrosso, mentre Enel rivendica per Digital Luce (0,108 euro/kWh bloccati per 24 mesi, quota fissa di 12 euro al mese) un prezzo "più basso di circa il 50% rispetto al prezzo di mercato all'ingrosso". Facendo il calcolo: 0,108 euro/kWh equivale a 108 euro/MWh, che contro i 207,5 euro/MWh del PUN di settembre significa un differenziale del 48%, coerente con la stima Enel.
Sulla stessa linea Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura, spiega che "con i contratti a prezzo fisso il risparmio per i consumatori può arrivare fino al 50% rispetto al mercato, con offerte che arrivano a valorizzare la componente energia a 108 euro al MWh, contro i 220 euro del Pun". Dolomiti Energia si muove da marzo 2026 con Fisso Luce 120, prezzo fisso a 10 anni con sconti oltre il 40%, e Fisso Luce 60 a 5 anni riservata ai residenti in Trentino.
Cosa controllare prima di firmare
Con circa 700 operatori attivi nel mercato libero elettrico, il prezzo al kWh non basta. Prima di sottoscrivere un contratto per l'utenza aziendale conviene verificare:
- prezzo della materia energia e durata del blocco;
- quota fissa di commercializzazione, che pesa di più sui consumi bassi;
- spread eventualmente applicato al PUN e quota di consumo indicizzata;
- penali o oneri di recesso anticipato, come nel caso dei contratti decennali;
- obblighi di domiciliazione bancaria e bolletta elettronica, spesso vincolanti per gli sconti;
- consumo e potenza impegnata reali, ricavabili da una bolletta recente.
Il Portale Offerte dell'ARERA ordina le proposte sulla spesa annua stimata, non sul prezzo pubblicizzato.
Per un'impresa la scelta tra prezzo fisso e indicizzato non è una scommessa sulla direzione del mercato: è una decisione su quanto rischio di volatilità il bilancio può assorbire. Con il PUN che in tre mesi è cresciuto del 56,6%, il costo di restare esposti è già quantificabile, mentre il costo di uscire da un contratto lungo va letto prima della firma, non dopo.






