Caro carburanti: 430 milioni, le imprese rischiano lo stop

Il Mit ha messo sul tavolo 430 milioni di credito d'imposta e 590 milioni per il rinnovo dei mezzi, ma per le imprese il problema è già nei magazzini e nei cantieri. La protesta di tir e trattori contro il caro carburanti ha svuotato il reparto carni del Lidl di Arbostella a Salerno, chiuso i negozi di Pontecagnano Faiano e ridotto i ritmi della Molisana a Campobasso. Il punto per una partita IVA non è la durata dello sciopero: è capire quali fornitori, quali scorte e quali scadenze reggono nelle prossime ore.

Il credito d'imposta c'è, ma non è cassa immediata

I 430 milioni per il credito d'imposta e i 590 milioni per il rinnovo del parco mezzi sono gli strumenti ricordati dal Mit per sostenere gli autotrasportatori. Sommati, valgono circa 1,02 miliardi di euro: il credito d'imposta pesa il 42,2% del totale (430 su 1.020), il rinnovo mezzi il 57,8%. Per un'impresa, però, sembrano misure da incassare più che liquidità disponibile oggi.

L'incontro del 20 ottobre tra il ministro Matteo Salvini e le rappresentanze degli autotrasportatori non ha fermato la mobilitazione: la protesta continua. Alla vigilia, il 19 ottobre, Salvini aveva detto che sui camionisti «riusciremo a sbloccare fondi bloccati da troppo tempo» e ad «avviare un dialogo positivo». Per chi non aderisce allo sciopero, il rischio è anche fisico: il Mit ha annunciato fermezza contro blocchi, sabotaggi e minacce ai trasportatori.

Scorte e consegne: il conto arriva prima dei ristori

La catena logica è già visibile: niente consegne, scaffali vuoti, produzione ridotta e cantieri che rischiano di fermarsi. Al Lidl del parco Arbostella a Salerno il reparto carni è rimasto vuoto; in Molise il pastificio La Molisana di Campobasso ha ridotto i ritmi produttivi ricorrendo alle scorte; l'Ance Molise avverte che diversi cantieri rischiano di fermarsi nel giro di poche ore.

Nella Piana del Sele, le aziende agricole hanno iniziato a regalare tonnellate di insalata fresca per evitare che marcissero nei depositi. A Pontecagnano Faiano i commercianti hanno abbassato le serrande e raggiunto il presidio dei tir allo svincolo A2 vicino al Leroy Merlin. Per una Pmi, il costo non è solo il gasolio più caro: è la merce che non arriva, quella che deperisce e il personale che resta fermo.

Camion e trattore fermi in un piazzale assolato, simbolo del caro carburanti e dello stop delle imprese di trasporto
Autotrasportatori e agricoltori fermi: il caro carburanti rischia di bloccare forniture e cantieri.

Viabilità e carburante: i nodi da monitorare oggi

La Questura di Salerno ha vietato il corteo dei trattori verso la Prefettura, previsto per le 12 del 22 ottobre. I manifestanti hanno congelato i mezzi alla rotonda dello svincolo di Battipaglia, mentre l'A30 Caserta-Salerno resta chiusa allo svincolo di Nocera-Pagani in entrambe le direzioni. I dati di traffico su A1 e A30 sono del 19 ottobre: sull'A1 si registravano 6 chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e Caserta Nord; sull'A30 2 chilometri di rallentamenti tra Maddaloni e il bivio con l'A1.

Alcune stazioni di servizio hanno esaurito il carburante e le associazioni del 118 denunciano difficoltà nell'approvvigionamento delle ambulanze. Per un'azienda con flotta, significa rivedere i percorsi e fare rifornimento prima delle tratte critiche. Per chi ha scorte deperibili, significa anticipare le consegne o trovare fornitori alternativi.

Nel Vallo di Diano gli studenti dell'Istituto A. Sacco di Sant'Arsenio e del Cicerone di Sala Consilina hanno scioperato per sostenere autotrasportatori e agricoltori; il giorno prima (21 ottobre) lo svincolo di Padula era stato uno dei punti più critici. A Sarno la mobilitazione è fissata alle 18 in Piazza Garibaldi, mentre alle 17:30 gli studenti presidiano lo svincolo A30 Nocera-Pagani.

Cosa pesa davvero sul conto economico

Per una partita IVA, i 430 milioni di credito d'imposta non compensano le ore di consegna perse né la merce deperita. I due stanziamenti del Mit valgono circa 1,02 miliardi (430 + 590 milioni), ma si può leggere come soldi da attivare con procedure e tempi che non coincidono con l'emergenza. La priorità è triplice: proteggere le scorte, confermare per iscritto le consegne e mappare i fornitori alternativi.

«Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori», ha avvertito Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto.

Il vero indicatore per un'impresa non è la data del prossimo tavolo, ma il giorno in cui i tir ricominceranno a consegnare. Fino ad allora, la continuità operativa vale più di qualsiasi annuncio sui fondi.

Fonti

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.