Giacomo Zanette: la lezione industriale di MCZ Group per chi oggi guida un’impresa

La scomparsa di Giacomo Zanette, spentosi il 22 luglio 2026 dopo una lunga malattia, non è solo una notizia di cronaca imprenditoriale. Per chi ha una partita IVA o guida una PMI, la traiettoria di MCZ Group è un caso di studio su come si costruisce valore industriale in quattro decenni, passando da 5 dipendenti a oltre 400, da 8,3 milioni di fatturato a 105 milioni di euro nel 2024. E la transizione già avviata con il figlio Riccardo dice molto su cosa significhi preparare un'azienda alla continuità.

Una successione pianificata, non improvvisata

Zanette aveva avviato il passaggio generazionale nel 2019, con l'ingresso del figlio Riccardo in azienda e la successiva nomina ad amministratore delegato. A maggio 2025, durante le celebrazioni per i cinquant'anni del gruppo, padre e figlio erano apparsi insieme, segnale pubblico di una transizione già operativa.

Per un imprenditore, questa non è una formalità: è la differenza tra un'azienda che sopravvive al fondatore e una che rischia di fermarsi. La governance aggiornata, con Riccardo già indicato come guida operativa, riduce l'incertezza per fornitori, banche e mercati esteri — nodo critico per un gruppo che esporta oltre l'80% della produzione in più di 40 Paesi.

Cosa ha funzionato: le scelte che hanno moltiplicato il fatturato

La crescita di MCZ Group non è stata lineare né scontata. Alcuni snodi offrono indicazioni concrete per chi oggi gestisce un'attività:

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La traiettoria industriale di MCZ Group, da 5 a oltre 400 dipendenti, è un caso di studio su come si prepara un'azienda alla continuità.
  • Cessione della divisione non strategica: nel 2000 Zanette vendette il ramo pavimentazioni in cemento per concentrare ogni risorsa sul riscaldamento domestico. Una scelta di focus che molte PMI rimandano per attaccamento affettivo a linee produttive storiche.
  • Aggancio alla domanda giusta al momento giusto: l'intuizione sulle stufe a pellet arrivò prima del boom del 2006, posizionando l'azienda quando il mercato esplose in Italia e in Europa.
  • Acquisizioni mirate senza disperdere l'identità: Cadel nel 2013, poi l'ingresso nel settore HVAC con Sital Klima e SIC all'inizio del 2025. Operazioni che hanno allargato il perimetro senza far perdere coerenza industriale al gruppo.
  • Investimenti produttivi reali: lo stabilimento Cadel da 15.000 metri quadrati con magazzino automatico da 3.000, inaugurato a marzo 2023, non è marketing ma capacità produttiva misurabile.

I numeri raccontano la traiettoria: il fatturato era di 8,3 milioni di euro nel 2002. Nel 2023 era salito a 76 milioni, per raggiungere i 105 milioni nel 2024. Alcune fonti indicano 115 milioni come cifra più recente, con un organico che oscilla tra le 425 e le 500 persone a seconda del perimetro considerato (tra Italia, Francia e Croazia).

Cosa può valere per un'impresa più piccola

Tre elementi della gestione Zanette sono trasferibili a realtà di dimensioni inferiori:

  1. Specializzazione progressiva: non si è passati dai manufatti in cemento alle stufe in un giorno. La transizione è avvenuta per tappe — barbecue in muratura (1982), termocamini (1993), stufe a legna (1998), pellet — con investimenti cumulativi.
  2. Internazionalizzazione come scelta strutturale: l'80% di export non si improvvisa. Richiede reti commerciali, adattamento normativo e presenza fisica o partnership nei mercati esteri.
  3. Attenzione alle persone come leva competitiva: il contributo welfare di 1.000 euro riconosciuto ai dipendenti per il cinquantenario non è un dettaglio. In un mercato del lavoro dove trattenere competenze tecniche è difficile, segnali di questo tipo fanno differenza. Mario Modolo, vicino di casa di Zanette, lo descrive così: «Un imprenditore che portava sul palmo della mano i suoi dipendenti».

Il sindaco di Sacile Carlo Spagnol ha aggiunto un tratto che completa il profilo: «Una persona di cuore, che ha sempre avuto un occhio di riguardo verso chi si trovava in difficoltà». Non è filantropia da comunicato: in un territorio dove l'impresa è il primo ammortizzatore sociale, questo tipo di attenzione costruisce capitale reputazionale.

La sfida immediata: dimostrare che il gruppo cammina senza il fondatore

Il vero test per MCZ Group inizia ora. Riccardo Zanette eredita una struttura solida e in crescita, ma deve dimostrare che la spinta innovativa e la capacità di leggere i mercati non erano solo qualità personali del padre. I numeri del 2025 e 2026 diranno se la macchina industriale costruita in quarant'anni può continuare a espandersi senza chi l'ha progettata. Per chi osserva da fuori — imprenditori, fornitori, competitor — è il passaggio che separa un'azienda familiare diventata grande da un gruppo industriale a tutti gli effetti.

Fonti

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