Stellantis-Leapmotor: 87mila unità in più. Effetto flotte

Nei primi nove mesi del 2026 Stellantis e Leapmotor hanno immatricolato 2,014 milioni di veicoli nell’EU30, il 6,8% in più, con una quota del 16,9%. Per chi gestisce una flotta o vende servizi all’auto, il punto non è solo il volume: crescono i modelli accessibili della famiglia Smart Car (+64,6%) e Stellantis resta prima nei veicoli commerciali leggeri (28,1%) e nelle ibride (16,5%).

Il dato: 2,014 milioni, ma 87mila arrivano da Leapmotor

Stellantis da sola ha immatricolato 1,927 milioni di unità nell’EU30, il 3% in più, con una quota del 16,1%. Includendo Leapmotor il totale sale a 2,014 milioni (+6,8%) e la quota al 16,9%, con un guadagno di 0,18 punti. La differenza tra i due perimetri è di circa 87.000 unità.

MilanoFinanza quantifica in circa 87.000 immatricolazioni aggiuntive il contributo di Leapmotor al totale europeo. Radio Studio90 e askanews arrotondano il dato Stellantis a 1,93 milioni: è un arrotondamento rispetto a 1,927 milioni, non una divergenza di sostanza. L’EU30 comprende i 27 Paesi dell’Unione europea più Regno Unito, Svizzera e Norvegia.

Fiat e Smart Car tirano, Citroën cresce in Francia

La spinta commerciale arriva dai marchi più accessibili: Fiat +20%, Citroën +8,6%, Lancia +3,5% e Opel +3%. La famiglia Smart Car — Citroën C3 e C3 Aircross, Fiat Grande Panda e Opel Frontera — segna +64,6%, quasi dieci volte il +6,8% del totale (64,6/6,8=9,5).

In Italia Stellantis piazza cinque modelli nella top 10: Fiat Pandina prima, Jeep Avenger seconda, Fiat Grande Panda quarta, Citroën C3 quinta e Peugeot 208 decima. In Francia Peugeot 208 guida le vendite; a settembre Citroën cresce del 21,2% e Peugeot mette quattro modelli nella top 10: 208, 2008, 3008 e 308.

Fila di auto compatte nuove e senza marchio in un piazzale luminoso, simbolo delle flotte e delle immatricolazioni in Europa
Le immatricolazioni di Stellantis e Leapmotor crescono in Europa, con un contributo rilevante delle flotte aziendali.

Pro One e ibride: l’offerta che conta per una PMI

Stellantis Pro One mantiene il 28,1% del mercato europeo dei veicoli commerciali leggeri, mentre nelle auto ibride (PHEV, HEV e MHEV) la quota è del 16,5%. Sono due dati che pesano su chi rinnova una flotta aziendale o cerca fornitori con gamma ampia.

Le vendite crescono nel Regno Unito +5,8%, in Germania +4,2%, in Italia +3,8% e in Spagna +0,8%; fuori dai grandi mercati spiccano Austria +20,9%, Polonia +8,1%, Portogallo +4% e Belux +2%. Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer Enlarged Europe di Stellantis, lega il risultato al piano FaSTLAne 2030: «Il nostro piano strategico FaSTLAne 2030 sta entrando con decisione nella fase esecutiva». Secondo Cappellano, i progressi riflettono il rigore nell’esecuzione e la risposta dei clienti a un portafoglio prodotti in espansione.

Leapmotor e l’analisi: dove si sposta la domanda

Leapmotor, a due anni dal debutto europeo al Salone dell’Auto di Parigi, ha raggiunto 1.000 punti vendita in 36 Paesi europei e supera per il terzo mese consecutivo le 100.000 consegne mensili globali. Il suo contributo al totale europeo è di circa 87.000 unità, il 4,3% dei 2,014 milioni (87.000/2.014.000).

Per un’impresa, la rete in crescita significa più alternative di acquisto: per chi valuta un veicolo aziendale, la presenza commerciale diventa un criterio di scelta. Il dato più utile per una PMI, però, non è il +6,8% aggregato. La famiglia Smart Car cresce del 64,6%, quasi dieci volte il ritmo medio, e in Italia la top 10 concentra Pandina, Avenger, Grande Panda e C3. Per officine, ricambisti e fornitori di servizi, la domanda si sposta su vetture accessibili e presenti nelle classifiche di vendita. Sul fronte flotte, il 28,1% nei commerciali leggeri e il 16,5% nelle ibride indicano che Stellantis resta un interlocutore difficile da ignorare quando si rinnova il parco.

Per un’impresa, la notizia non è il primato in sé: è che la crescita 2026 passa da citycar, ibride e commerciali leggeri. Chi vende o acquista quei veicoli deve guardare al mix di prodotto, non al solo dato aggregato.

Fonti

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