Un bonifico istantaneo di oltre 30mila euro, di cui 3.000 euro bloccati e sottoposti a sequestro prima che fossero prelevati o trasferiti: è quanto uscito dalle disponibilità di un privato a Mantova. Il resto del denaro è stato diviso tra più rapporti finanziari e in parte prelevato in contanti nel Napoletano e nel Casertano. Per chi autorizza pagamenti, la lettura proposta è che il punto non sia solo la cifra, ma il meccanismo: la pressione telefonica e l'isolamento dai canali ufficiali possono rendere critico anche un pagamento istantaneo disposto in azienda.
Due telefonate e un numero falsificato
Il raggiro si è sviluppato in due chiamate. La prima da un sedicente operatore del servizio antifrode della banca, che ha segnalato presunte operazioni sospette sul conto e il rischio di ulteriori movimenti illeciti, annunciando un successivo contatto della Polizia. La seconda ha mostrato sul display un numero apparentemente riconducibile alla Questura di Mantova.
A renderla credibile è lo spoofing, la tecnica che falsifica il numero del chiamante. Il falso funzionario ha sostenuto che erano in corso indagini su dipendenti infedeli della banca e ha chiesto collaborazione, tenendo la vittima al telefono, incalzandola sull'urgenza e raccomandandole di non parlare con il personale dell'istituto, che secondo il suo racconto avrebbe potuto essere coinvolto. Il raggiro ha fatto leva sulla paura di perdere i risparmi e sulla fiducia nelle istituzioni. Nella lettura dell'articolo, l'isolamento dai canali ufficiali si può leggere come l'ingranaggio decisivo: senza contraddittorio, la versione dei truffatori resta l'unica.
Il denaro diviso tra più rapporti e prelevato in contanti
Convinto di proteggere i risparmi e di aiutare le indagini, il cittadino è andato in filiale e ha disposto un bonifico istantaneo di oltre 30mila euro. Ha capito di essere stato raggirato solo dopo aver contattato la Polizia Postale.

Una volta arrivato sul conto destinatario, il denaro è stato rapidamente suddiviso tra più rapporti finanziari e in parte prelevato in contanti nel Napoletano e nel Casertano. Prendendo 30mila euro come base, i 3.000 euro bloccati valgono il 10%; poiché il bonifico ha superato quella soglia, la quota bloccata è inferiore al 10% e la parte non bloccata supera i 27mila euro. Il blocco ha riguardato quella parte di denaro prima che fosse prelevata o trasferita su altri conti.
Sei denunciati e perquisizioni tra Napoli e Caserta
Le indagini della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica – Polizia Postale di Mantova, con il supporto dei Centri Operativi di Milano e Napoli, hanno portato alla denuncia di sei persone e a perquisizioni ad Acerra, Castel Volturno e Napoli, con sequestro di documentazione ritenuta di interesse investigativo.
L'analisi dei documenti bancari e delle immagini di videosorveglianza ha ricostruito il percorso del denaro: suddivisione rapida tra più rapporti finanziari, prelievi in contanti presso uffici postali del Napoletano e del Casertano, spostamenti da un ATM all'altro per ritirare il più possibile in tempi brevi. Le persone denunciate sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale condanna definitiva.
Tre regole, lette anche in chiave aziendale
La Polizia invita a diffidare delle telefonate di sedicenti operatori bancari o appartenenti alle Forze dell'ordine, anche quando il numero visualizzato sembra autentico: l'identità del chiamante non è verificata dal display. «Nessun appartenente alle Forze di Polizia chiede di effettuare bonifici o prelievi per mettere al sicuro il denaro», è la formula usata dalla Questura.
- Il numero sul display non è un'identità. In caso di dubbio si chiude la chiamata e si richiama banca o forze dell'ordine usando i recapiti ufficiali.
- Nessun pagamento nasce da una telefonata. L'urgenza e l'invito a non parlare con il personale dell'istituto sono il segnale d'allarme, non una rassicurazione.
- Chi riceve la chiamata non deve poter disporre il bonifico. Una doppia verifica interna sui pagamenti istantanei oltre soglia potrebbe spezzare l'isolamento su cui i truffatori costruiscono la pressione.
Il caso riguarda un privato, ma la lezione potrebbe valere anche per le aziende: per un'azienda una difesa economica sarebbe una regola scritta, nessun trasferimento dovrebbe nascere da una chiamata e chi ascolta la richiesta non dovrebbe tenere in mano le chiavi del conto.


