Coldiretti afferma che nella maggior parte delle regioni le risorse regionali hanno portato o porteranno il gasolio agricolo sotto 1 euro, mentre per gli autotrasportatori che protestano nel Sud Italia i fondi restano bloccati. Per un'impresa la differenza non sta solo nel prezzo alla pompa: sta nella certezza delle consegne, nei margini e nelle date di un confronto che le fonti indicano in modo diverso. Il credito d'imposta da 100 milioni vale al massimo il 10% delle accise tagliate, perché Coldiretti parla di più di 1 miliardo di accise.
Cento milioni di credito d'imposta contro più di un miliardo di accise
Il pacchetto italiano sul gasolio vale, per Coldiretti, più di 1 miliardo di taglio accise più 100 milioni di credito d'imposta. Secondo Coldiretti, nella maggior parte delle regioni le risorse ottenute dalle Regioni hanno portato o porteranno il prezzo sotto 1 euro. A questo si aggiunge il nodo del codice doganale, che secondo l'associazione sottrae all'Italia più di 25 miliardi ridistribuibili agli agricoltori.
Coldiretti afferma di aver lavorato sin dalle prime situazioni di criticità con le istituzioni in modo trasversale; il presidente Ettore Prandini rivendica l'interlocuzione diretta con le Regioni. Sull'etichettatura europea di origine — non sulla tutela della filiera in generale — è netto: «Questo per noi significherebbe svilire la storia e la cultura della filiera agroalimentare».
Il tavolo con Salvini: 20 ottobre per due fonti, 27 per un'altra
Le fonti non concordano sulla data del confronto tra governo e autotrasportatori, e la discrepanza non è marginale per chi deve pianificare le consegne. Euronews indica il 20 ottobre come data di un anticipo del confronto, con la convocazione anche delle sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia; il manifesto parla di un incontro «oggi», sempre 20 ottobre, «senza avere soluzioni».

Il ministro Matteo Salvini ha dichiarato: «Sui camionisti sono sicuro che riusciremo a sbloccare fondi bloccati da troppo tempo, ascoltare le richieste e avviare un dialogo positivo…». L'opposizione attacca sui tempi: per il deputato Pd Claudio Stefanazzi la convocazione «fra due settimane…» è «la sintesi perfetta dell'incapacità di questo governo…». Conftrasporto e Unatras chiedono un confronto urgente e avvertono che, senza risposte, si rischia un fermo nazionale.
Scorte, consegne e trasporto pubblico: cosa rischia chi lavora
I blocchi hanno già effetti misurabili sulla catena di fornitura. In Campania i tir hanno fermato l'accesso al varco Bausan del porto di Napoli, con rallentamenti sulla A1 tra Napoli e Caserta e sulla A30 tra Caserta e Salerno. Nel casertano si sono interrotte le operazioni di carico e scarico delle derrate alimentari dai magazzini della grande distribuzione.
Gli scaffali di numerosi supermercati del Sud sono vuoti e alcune stazioni di servizio hanno esaurito il carburante. «Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti…», avverte Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto. In Sicilia le aziende di trasporto viaggiatori segnalano mancate consegne di gasolio ai depositi, con il rischio di tagliare corse essenziali per studenti e lavoratori. Il ministro Francesco Lollobrigida fissa un paletto: «Bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato». Dal Crotonese, l'organizzatore della protesta Pietro Magna risponde: «Non vogliamo essere più il bancomat dello Stato».
Il precedente americano e i 45,6 milioni Ue contestati
Negli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un programma da 8 miliardi di dollari per compensare i costi del diesel agricolo: «Stasera sono lieto di annunciare che il dipartimento dell'Agricoltura lancerà un nuovo programma di aiuti», ha detto nel comizio in Kansas, con le midterm sullo sfondo. In Italia il M5S annuncia tre interrogazioni — a Bruxelles, alla Camera e in Consiglio regionale — sui 45,6 milioni di euro assegnati dall'Ue. Rapportati al miliardo di accise tagliate, valgono al massimo il 4,56%: è un confronto scelto dall'articolo, perché le fonti non collegano i 45,6 milioni Ue alle accise.
Il confronto tra i due numeri dice più di un comunicato: il sostegno europeo contestato copre una frazione del pacchetto nazionale, mentre l'annuncio americano arriva in chiave elettorale. Per il titolare di partita IVA la variabile decisionale non è l'entità dell'annuncio ma la sua data di efficacia. Finché il tavolo resta aperto, si può leggere in questo modo: il diesel resta a carico del bilancio e ogni giornata di blocco è ricavo perso.




