Stellantis: 7 miliardi alla filiera, ordini a due velocità

La produzione Stellantis negli stabilimenti italiani è salita del 28,3% nei primi nove mesi del 2026 e alla filiera nazionale sono stati destinati contratti per almeno 7 miliardi di euro. Dietro i numeri aggregati, però, la geografia degli ordini è tutt'altro che uniforme: Cassino perde il 37,4% dei volumi, Mirafiori chiuderà l'anno a 60mila vetture contro le 100mila dichiarate a gennaio. Per un fornitore della subfornitura la discontinuità pesa più della crisi: programmare investimenti e assunzioni con un impianto a pieno regime e uno fermo sullo stesso territorio è quasi impossibile.

Sette miliardi di ordini che non arrivano ovunque

Stellantis ha confermato per il 2026 acquisti superiori ai 7 miliardi di euro presso la filiera italiana; il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha parlato di contratti per almeno 7 miliardi nei primi nove mesi. La cifra è reale, ma non garantisce una distribuzione omogenea tra i territori che ospitano gli impianti.

Sul lavoro il segnale è positivo: cassa integrazione in calo del 30% rispetto al 2025, 1.200 contratti in somministrazione negli stabilimenti con più carichi, 800 trasferte dalle fabbriche con meno volumi e circa 1.000 assunzioni a tempo indeterminato tra 2025 e 2026. I tassi di crescita vanno però ancorati al periodo: il +28,3% sui nove mesi e il +13,7% del primo semestre rilevato da Unimpresa misurano finestre diverse. Per l'associazione delle PMI, del resto, non c'è stato "il crollo drammatico del 2025, ma nemmeno la ripresa solida che i dati aggregati del primo semestre avevano lasciato sperare".

Cassino, Mirafiori e Termoli restano fuori dalla ripresa

Dall'incontro tra azienda e sindacati del 15 ottobre a Roma è arrivata la conferma che non sono previste chiusure di stabilimenti in Italia, ma nessuna nuova assegnazione per i tre siti in difficoltà.

Futuro degli stabilimenti Stellantis in Italia
Interno di uno stabilimento industriale moderno, con macchinari e linee di trasporto a nastro. Foto di Yetkin Ağaç su Pexels
  • Melfi: +88% nel primo semestre, ma a settembre un solo turno alternato con 295 vetture al giorno; nuova Alfa Romeo prevista dal terzo quadrimestre 2027.
  • Mirafiori: più di mille lavoratori in cassa integrazione, due settimane al mese, 60mila vetture a fine anno contro le 100mila di inizio anno. Il secondo modello è "possibile", dice Samuele Lodi (Fiom-Cgil), ma "al momento non abbiamo assolutamente nessuna certezza".
  • Cassino: -37,4% nell'ultimo trimestre disponibile; il piano dedicato sarà presentato a dicembre.
  • Termoli: nessun nuovo prodotto oltre ai cambi DCT e ritardo sull'avvio del nuovo cambio eDCT.
  • Pratola Serra e Atessa: sperimentazione di un motore ibrido diesel per il Ducato, con ricadute su entrambi i siti.
  • Pomigliano: proseguono due modelli e-car.

Il divario energetico vale 110 euro a megawattora

A fine 2025 l'energia costava in Italia circa 200 euro/MWh contro 90 euro/MWh in Spagna: 110 euro in più per ogni megawattora, cioè un costo più che doppio (200/90 = 2,22, pari a +122%). Per un sito energivoro questo scarto lascia pensare che le condizioni per attrarre nuovi investimenti restino più difficili che altrove.

"Pur fra numerose e oggettive difficoltà, il piano Italia si sta poco alla volta delineando, ma evidentemente deve essere ancora completato", ha detto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm. Il governo si è detto pronto a sostenere con i propri strumenti un secondo modello a Mirafiori.

Il calendario da mettere in conto

Cassino avrà indicazioni a dicembre, l'Alfa Romeo di Melfi è attesa dal terzo quadrimestre 2027 e tra la decisione su un nuovo modello e la sua traduzione in occupazione piena passano normalmente tra i diciotto e i ventiquattro mesi. Un fornitore deve quindi proteggere la capacità su due orizzonti: i turni di oggi e i lanci annunciati nel piano FaSTLane 2030, presentato a Parigi a quasi 300 fornitori del gruppo.

Il dato da seguire non è il +28,3% complessivo, ma quante delle 60mila vetture di Mirafiori e dei volumi residui di Cassino diventeranno ordini confermati: fino a dicembre, il resto è calendario.

Fonti

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