Rifiuti pericolosi a Jesi: Edison al Tar, iter da rifare

Secondo il Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina, un'eventuale vittoria al Tar non consegnerebbe a Edison Next Recology un impianto pronto da costruire. Il collegio del Tar Marche ha trattenuto in decisione la causa sul progetto di trattamento e recupero di rifiuti, anche pericolosi, in via dell'Industria alla Zipa di Jesi: una lettura possibile è che per chi opera nella filiera dei rifiuti industriali la nuova capacità di smaltimento resti congelata fino al verdetto, atteso verosimilmente poco prima di Natale (Resto del Carlino) o entro fine anno (Corriere Adriatico).

Udienza del 21 ottobre, sentenza attesa entro 60 giorni

Il Tar Marche ha discusso il ricorso nella mattina del 21 ottobre 2026 e non ha disposto ulteriori istruttorie: la causa è trattenuta in decisione. Il Resto del Carlino indica un verdetto entro 60 giorni, cioè entro il 20 dicembre 2026 calcolando il termine dalla data dell'udienza.

Al centro del contendere c'è la determina con cui la Provincia di Ancona ha respinto il progetto, insieme ai pareri negativi di Comune di Jesi, Consorzio Zipa e della stessa Provincia in Conferenza dei Servizi. Edison aveva già presentato un primo ricorso contro il Consorzio Zipa per il mancato nulla osta all'insediamento. Il progetto prevedeva trattamento e recupero di rifiuti anche pericolosi e bonifica di terreni contaminati pure da amianto: dopo il preavviso di rigetto di luglio 2025 il trattamento dell'amianto è stato stralciato, ma a ottobre 2025 il no è rimasto. Tra i pareri favorevoli della prima fase, risalenti a maggio 2023, e il diniego definitivo sono passati 29 mesi (da maggio 2023 a ottobre 2025).

Anche vincendo, per il Comitato l'iter andrebbe rifatto

Massimo Gianangeli, presidente del Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina, ha ricostruito gli scenari possibili: il Tribunale può annullare la determina o confermarla. «Ma deve essere chiaro che se anche il Tribunale desse ragione a Edison annullando quindi la determina negativa, ciò non significa che Edison possa costruire l'impianto», ha spiegato: senza un provvedimento autorizzativo positivo l'iter andrebbe riaperto da capo.

Secondo Gianangeli, la multinazionale potrebbe ottenere il risarcimento dei danni solo dimostrando che la conduzione del procedimento è stata palesemente viziata, oppure — ipotesi più rara — la riapertura coatta del procedimento imposta dal Tribunale. In ogni caso, la partita si sposterebbe al Consiglio di Stato. Per le imprese che oggi devono conferire rifiuti pericolosi fuori provincia, si può leggere così: quella capacità non sarebbe conteggiabile nei piani, e i contratti di smaltimento andrebbero dimensionati su fornitori esistenti.

Impianto di trattamento rifiuti industriali alla luce del giorno, con contenitori ordinati e una bilancia della giustizia
Il ricorso al Tar Marche sul nuovo impianto di trattamento rifiuti di Jesi attende la sentenza entro 60 giorni.

Il sito della Zipa è già stato ceduto a un'altra impresa

Mentre il contenzioso proseguiva, Edison ha lasciato via dell'Industria: il ramo d'azienda che operava da qualche anno nel settore spurghi, pulizie, trasporto e smaltimento rifiuti industriali è stato ceduto a un'impresa locale. L'azienda ha comunque chiesto al Tar di incaricare un perito terzo per una valutazione tecnica, ribadendo di considerare il progetto valido e di volerlo realizzare.

Sul piano industriale il segnale sembra ambiguo: si litiga per un'autorizzazione su un sito dove l'operatività logistica è già passata di mano. Chi gravita su quel comparto — trasportatori, manutentori, fornitori di attrezzature — avrebbe oggi un interlocutore societario diverso da quello che siede in tribunale.

Presidio e rischio risarcimento: le cifre che non coincidono

Davanti al Teatro delle Muse di Ancona, a poca distanza dal Tar, si è riunito il presidio dell'Assemblea Permanente Stop Edison. Sul numero dei partecipanti le testate divergono: una quarantina secondo Centropagina e Corriere Adriatico, una cinquantina secondo QDM Notizie, Il Resto del Carlino e ANSA.

Il dato economicamente più rilevante per le imprese riguarda il dopo-sentenza: secondo il Resto del Carlino, in città si teme, più del via libera all'opera, una possibile richiesta di risarcimento danni milionaria da parte della multinazionale. Un conto del genere sembra indicare un possibile impatto sui bilanci di Provincia, Comune e Consorzio Zipa, cioè sugli enti che appaltano servizi e lavori nel territorio.

La questione per chi fa impresa è se il Tar annullerà il diniego, dopo i no di Provincia, Comune e Conferenza dei Servizi: con un verdetto entro il 20 dicembre 2026, un eventuale appello al Consiglio di Stato e un iter autorizzativo che, secondo il Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina, andrebbe rifatto in caso di vittoria di Edison, è plausibile che la finestra di incertezza resti aperta ben oltre la sentenza.

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