Airbnb, addio pulizie agli ospiti: il conto per gli host

Dal 20 novembre gli host Airbnb non possono più chiedere agli ospiti di lavare i piatti, togliere le lenzuola o portare fuori l'immondizia. Per chi gestisce uno o più alloggi la novità si traduce in una voce di costo che resta interamente a carico dell'attività. Da aprile 2025 il prezzo totale del soggiorno, spese di pulizia comprese, è già visibile nella ricerca: il lavoro che prima si scaricava sull'ospite ora va assorbito nei margini o spostato sul listino.

Cosa non si può più imporre all'ospite

Le nuove linee guida vietano agli host di richiedere attività che comportino «un impegno o un tempo considerevoli» o che spettano normalmente al personale delle pulizie: cambiare la biancheria da letto, lavare e riporre le stoviglie, trasportare i rifiuti in punti di raccolta esterni alla proprietà. Restano ammesse richieste ragionevoli, purché compatibili con le condizioni locali.

  • Ammesso: chiedere di depositare i piatti usati nel lavello, docce brevi in caso di siccità, contenitori protetti per i rifiuti dove ci sono animali selvatici.
  • Vietato: rifare i letti, lavare i piatti, portare fuori la spazzatura.
  • Blocco tecnico: secondo le testimonianze degli host, il sistema segnala già in rosso le richieste non più consentite e non le salva.

Il costo pulizie non è più condiviso con l'ospite

Per anni l'ospite ha pagato la pulizia e ne ha fatto una parte. Con la stretta, le mansioni del personale restano a carico dell'host, che le ha già messe in conto nel prezzo. Il nodo è economico e arriva in due tempi: la trasparenza sul prezzo totale parte da aprile 2025, il divieto sulle faccende da 20 novembre 2026. Tra le due mosse passano circa 19 mesi (da aprile 2025 a novembre 2026), un intervallo in cui gli host hanno già perso la possibilità di nascondere le spese accessorie fuori dal prezzo mostrato in ricerca. Il risultato per un'attività sarebbe secco: il costo del personale diventerebbe visibile e non compensabile con lavoro gratuito dell'ospite.

Sette regole standard, ma le fonti non coincidono

Le regole della casa vengono riorganizzate e devono essere visibili prima della prenotazione, senza obblighi aggiunti all'ultimo momento via messaggi privati o cartelli nell'appartamento. Il numero è fissato a sette categorie, ma l'elenco non è identico tra le testate.

Appartamento in affitto breve luminoso con biancheria pulita e prodotti per le pulizie, costi Airbnb per gli host
Dal 20 novembre le pulizie finali restano a carico degli host, con un impatto diretto sui margini degli alloggi.

Il Messaggero indica il numero massimo di ospiti, orari di silenzio, eventi, animali domestici, divieto di fumare, riprese commerciali e chiusura dell'alloggio prima della partenza. TViWeb ne descrive cinque: orari di arrivo e partenza, numero massimo di persone, divieto di fumare, fasce orarie silenziose, animali domestici. Delle sette voci dell'elenco de Il Messaggero, quattro compaiono anche in TViWeb (57,1%): la voce "orari di arrivo e partenza" in TViWeb non compare nella lista de Il Messaggero, che a sua volta include eventi e riprese commerciali. Per chi compila un annuncio conviene verificare le impostazioni direttamente in piattaforma.

Chi non si adegua rischia la visibilità dell'annuncio

Le violazioni portano prima a richiami, poi a conseguenze sulla visibilità dell'inserzione; nei casi più gravi Airbnb può rimuovere l'annuncio o escludere l'utente. Restano invece intatti gli strumenti a tutela del proprietario: gli ospiti devono risarcire danni e oggetti mancanti, e il programma AirCover copre fino a 3 milioni di dollari.

Sulla data di applicazione il quadro delle fonti resta ambiguo e la differenza pesa sui calendari già pieni: dal 20 novembre la regola riguarda, secondo TViWeb, chi soggiorna in un alloggio prenotato su Airbnb, mentre Il Messaggero parla di prenotazioni effettuate da quella data; il testo di TViWeb non è univoco, perché nel finale cita le «prenotazioni soggette alla politica globale». Per un host con soggiorni già confermati a cavallo della data, la verifica va fatta sul singolo contratto.

La protesta degli host e il leverage rimasto

Non tutti hanno accolto la novità. In un gruppo Facebook per host qualcuno ha proposto di sospendere le inserzioni: «Se tutti noi cancellassimo le nostre proprietà solo per un giorno o due, invieremmo un messaggio potente», si legge, perché «Airbnb ha costruito il suo impero sulle NOSTRE proprietà». Si può leggere come una minaccia poco praticabile: il leverage reale, da qui in avanti, si giocherebbe sulla finestra tra check-out e check-in. Se l'ospite non prepara più l'alloggio, quella finestra andrebbe riempita con personale pagato, e secondo èCampania, con ogni probabilità il peso dei costi di pulizia si rifletterà sul prezzo finale.

Fonti

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