BlackRock: ETF Bitcoin protetto, cassa perde 10% per tranche

Il Bitcoin resta un'attività troppo volatile per la cassa aziendale secondo molti tesorieri, ma BlackRock vuole renderlo più digeribile. Il 19 ottobre ha depositato alla SEC il prospetto per l’iShares Bitcoin Managed Protection ETF (PBIT): un prodotto strutturato che punta a limitare la perdita iniziale a circa il 10% per singola tranche di opzioni, rinunciando a una parte del rialzo. Per un tesoriere o un titolare d’azienda il punto non è trading, ma capire se questa esposizione può entrare in una politica di liquidità senza rischio tutto-o-niente — e lo stesso giorno IBIT ha attirato 665,2 milioni di dollari di nuovi capitali.

Come funziona la protezione al 10% di PBIT

Il fondo non detiene Bitcoin fisici: opera con opzioni call collegate a IBIT, il più grande ETF spot su Bitcoin al mondo con 65,7 miliardi di dollari di patrimonio netto (dato di lunedì). La struttura prevede tre tranche di opzioni sovrapposte, una in scadenza e una nuova ogni mese. Ogni tranche acquista call con strike intorno al 90% del valore di IBIT e vende call con strike più alto: la prima limita le perdite, la seconda finanzia la protezione e tappa i guadagni. Il resto del portafoglio è in cassa, fondi monetari e titoli investment grade a breve termine.

BlackRock scrive nero su bianco che il floor del 10% riguarda la singola tranche, al netto delle commissioni, e non è garantito. Le perdite possono superarlo se Bitcoin sale dopo l’avvio della tranche e poi inverte. La management fee non è indicata; il periodo di efficacia proposto è di 75 giorni dal deposito.

Il costo della protezione: upside troncato e commissioni ignote

Per chi valuta di allocare una parte della cassa in ETF cripto, il compromesso è chiaro: PBIT rinuncia a una fetta dei rialzi in cambio di una rete di sicurezza. Il prospetto ammette che il fondo potrebbe sottoperformare IBIT in caso di forti rally, pur assorbendo parte delle perdite. La variabile da misurare è la commissione.

Monete Bitcoin protette da uno scudo su una scrivania luminosa, simbolo di ETF Bitcoin per la tesoreria aziendale
Un ETF Bitcoin con protezione parziale punta a rendere l'esposizione in bitcoin più compatibile con la liquidità aziendale.

Il riferimento più vicino è BITA, l’iShares Bitcoin Premium Income ETF quotato il 16 giugno: vende call su circa il 25-35% dell’esposizione e applica un fee dello 0,65% annuo. Una commissione analoga su PBIT potrebbe incidere in modo tangibile sul rendimento netto atteso, soprattutto in una strategia a capitale protetto.

I 665,2 milioni su IBIT e il segnale di concentrazione

Lo stesso giorno del deposito, IBIT ha registrato un afflusso netto di 665,2 milioni: il massimo dal 7 ottobre 2025. Un valore pari a circa l’1% del patrimonio del fondo, calcolando 665,2 milioni su 65,7 miliardi. A livello aggregato, gli ETF spot Bitcoin statunitensi hanno attirato 526,6 milioni — la giornata migliore in quasi un mese — con Fidelity FBTC a -83,6 milioni e Grayscale GBTC a -54,9 milioni.

I due deflussi sommati fanno 138,5 milioni (83,6 + 54,9): l’afflusso di IBIT li ha più che compensati da solo, lasciando gli altri fondi a flussi netti nulli. Sul fronte Ether i segnali sono opposti: -103,3 milioni complessivi, quarta sessione consecutiva di deflussi, di cui 95,4 milioni usciti da ETHA.

Nessun ETF su Solana o XRP: la scelta di BlackRock

PBIT sarebbe il terzo deposito di BlackRock per un ETF su Bitcoin, dopo IBIT (lanciato a gennaio 2024) e BITA (giugno 2026), accanto ai due prodotti su Ethereum. L’analista di Bloomberg Intelligence James Seyffart lo riassume così: "Hanno ancora solo prodotti su Bitcoin ed Ethereum — nessun'altra criptovaluta." Nate Geraci, presidente di ETF Store, aggiunge: "Sono ancora scioccato dal fatto che si tengano fuori dagli ETF spot su SOL, XRP, HYPE, ecc."

Per chi decide sulla cassa aziendale, la lettura è duplice. Da un lato BlackRock costruisce strumenti con protezioni, cedole e strike che sembrano avvicinarsi al risparmio gestito tradizionale: un linguaggio più vicino alla tesoreria. Dall’altro l’offerta resta concentrata su Bitcoin ed Ethereum, il che potrebbe ridurre le opzioni per chi ha un mandato di diversificazione. Il banco di prova di PBIT sarà la performance reale: prima di allocare anche una quota piccola della cassa in un prodotto a opzioni, il confronto con IBIT e BITA su costo effettivo e protezione effettiva non si può evitare.

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