Piazza Affari ha chiuso il 24 giugno con il FTSE MIB in calo dello 0,7% a 51.638 punti, perdendo la soglia dei 52mila per la prima volta dal 15 giugno. A pesare sul listino milanese sono stati i titoli della difesa — colpiti dal crollo di Rheinmetall a Francoforte — e i petroliferi, in scia alla discesa del greggio dopo la distensione sul fronte iraniano. Il selloff sull'intelligenza artificiale, partito da Wall Street e amplificato nei mercati asiatici nella vigilia, ha fornito il contesto generale di avversione al rischio che ha caratterizzato l'intera seduta.
Rheinmetall -18,6%: il contagio colpisce Leonardo e Avio
La notizia più pesante della giornata è arrivata da Francoforte: Rheinmetall ha ceduto il 18,6% dopo che il governo tedesco ha cancellato il programma di costruzione di sei nuove fregate. L'effetto si è trasmesso immediatamente su Piazza Affari, dove Leonardo ha perso il 4,8% e Avio il 3,7%. Il DAX ha chiuso a -0,8%, penalizzato dal peso del colosso tedesco della difesa.
I petroliferi hanno aggravato il bilancio: Eni e Saipem hanno ceduto entrambe il 3,2%, mentre il Brent è sceso a 73,7 dollari (-4%) e il WTI a 70 dollari (-4,4%). Donald Trump ha reso noto che l'Iran ha garantito libero transito nello Stretto di Hormuz, allentando il premio di rischio incorporato nei prezzi del greggio. In controtendenza Diasorin (+3,1%), Tim (+2%), Ferrari (+1,9%) e Snam (+1,6%).
Il selloff AI: da Seoul e Tokyo fino a Piazza Affari
La seduta si è aperta già in pressione sull'onda delle perdite della vigilia. La Borsa di Seoul aveva chiuso con il Kospi in calo del 9,99% a 8.203 punti; il Nikkei aveva perso il 3,54% a 69.388 punti; il Nasdaq aveva segnato -2,2%. Il crollo ha colpito in particolare i semiconduttori, ritenuti dagli investitori un comparto sopravvalutato rispetto alle aspettative sull'AI.

A Milano STMicroelectronics e Prysmian sono rimaste sotto la lente degli operatori. Lo spread BTP/Bund ha chiuso a 72 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,6%, entrambi stabili. A sostenere parzialmente il sentimento europeo ha contribuito il dato tedesco: l'indice Ifo di giugno è salito a 85,6 punti da 85 di maggio, con Clemens Fuest, presidente dell'Ifo, che ha commentato: «Le imprese percepiscono un contesto economico meno incerto». Un segnale che ha aiutato CAC 40 (+0,5%) e FTSE 100 (+0,3%) a chiudere in positivo.
Oro sotto i 4.000 dollari: cosa segnala al mercato
L'oro spot è sceso a 3.993 dollari l'oncia nel corso della seduta — il livello più basso da novembre 2025. A guidare il calo il ridotto rischio geopolitico e il timore di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Benoît Harger, portfolio manager del JSS Commodity Transition Enhanced Fund, ha osservato che il metallo «ha corretto del 30% rispetto al suo massimo storico di 5.600 dollari l'oncia raggiunto nel gennaio 2026». La prospettiva di lungo periodo resta però legata al debito USA: con il rapporto debito/PIL al 120% oggi e previsto al 140% entro il 2040, Harger ritiene che l'oro «dovrebbe beneficiare di successivi tagli dei tassi d'interesse» — e che le banche centrali, che ne detengono in media il 27% delle riserve, ne facciano già un'allocazione strategica.
Wall Street ha chiuso contrastata: Dow Jones +0,35%, Nasdaq -0,43%, S&P 500 -0,10%. I conti di Micron Technology — attesi dopo la chiusura americana — rappresentano il prossimo snodo: le opzioni indicano una possibile oscillazione del titolo attorno al 10% in risposta ai risultati, una stima che orienterà l'apertura europea di giovedì 25 giugno e darà la prima risposta alla domanda se il selloff sull'AI sia una correzione tecnica o l'inizio di un riprezzamento strutturale del comparto.





