Il Brent è tornato a essere scambiato sopra i 110 dollari al barile mentre Bitcoin resta a 81.568 dollari e Wall Street scarica il comparto AI. Per chi guida un’attività la domanda non è se la cripto sia un buon investimento, ma dove finiscono i soldi: in questa lettura, il costo da tenere d’occhio è quello energetico. Il dato che conta, per un’impresa, è un altro: questa volta le crypto non hanno amplificato il caos, lo hanno assorbito.
Ottobre: Bitcoin perde il 2,60%, il Nasdaq il 4,28%
Nel mese di ottobre Bitcoin cede il 2,60%, Ethereum il 9,40% e il Nasdaq il 4,28%. Il divario è di 1,68 punti percentuali (4,28 meno 2,60): Sulla settimana le oscillazioni sono state contenute:
- Bitcoin (BTC): -1,33%
- Ethereum (ETH): -2,69%
- XRP: -7,02%, la peggiore del gruppo
- Monero (XMR): +7,41%, la migliore
Sul fronte ETF i flussi sono stati quasi sempre negativi, con Bitcoin comunque meglio degli altri, e nessuno dei gestori citati ha parlato di Bitcoin.
Il muro a 84.000 dollari per chi tiene BTC in bilancio
La resistenza che blocca il rialzo è a 84.000 USDT, pari al 38,2% di ritracciamento di Fibonacci del vettore che va dal massimo storico di 126.272 USDT (ottobre 2025) al minimo annuale. Bitcoin la attacca da tre settimane: la candela in formazione ha toccato un massimo a 84.378 USDT. Il rimbalzo dai minimi di luglio a 57.735 USDT vale un +41%.

Sopra, la resistenza di lungo periodo è a 92.000 USDT; sotto, i supporti sono a 76.000 USDT, dove passa la SMA 50 weekly, e a 72.500 USDT. Il Fear and Greed Index scende a 55 punti, in zona neutra con un calo di 8 punti in un giorno. Sullo storico raccolto da Criptovaluta.it, un anno dopo una lettura neutrale Bitcoin è salito in 7 casi su 10, con un guadagno tipico del 95%.
Il costo da monitorare, secondo questa lettura, è il petrolio
Secondo la lettura di questo articolo, per un’azienda il punto da monitorare non è il listino delle cripto: il Brent sopra i 110 dollari è un costo da monitorare, tornato a correre nella giornata di ieri. La voce energia, in questa ipotesi, si allarga proprio mentre il Nasdaq perde il 4,28% in un mese. L’analisi di Criptovaluta.it legge il quadro come un segnale di maggiore maturità dei mercati: il denaro ha venduto l’AI, non ha svuotato il resto.
Wallet dormienti, l’anomalia di ottobre è un consolidamento
Lo studio di Kairos Research sui wallet inattivi da almeno 7 anni mostra un’accelerazione costante: 10 riattivazioni al giorno nel 2023, 23 nel 2024, 40 nel 2025 e 45 nel 2026. Nel solo 2025 sono stati movimentati circa 300.000 BTC per 31 miliardi di dollari, cioè un valore medio implicito di circa 103.333 dollari per BTC (31 miliardi diviso 300.000). Il test sulla correlazione tra notizie su quantum computing e AI e risvegli dei wallet restituisce un p-value di 0,23 contro la soglia di 0,05: nessuna prova che le paure abbiano spinto i veterani a liquidare. A ottobre il 43% dei wallet riattivati aveva chiavi pubbliche esposte, contro una media del 19%, ma 76 degli 87 wallet con chiavi pubbliche esposte attivati a ottobre appartengono allo stesso gruppo, attribuito da Arkham Intelligence a un exchange giapponese: l’87,4% di quel sottoinsieme.
Cosa cambia per la cassa
Le riattivazioni sono passate da 10 a 45 al giorno, 4,5 volte in tre anni (45 diviso 10), ma 76 degli 87 wallet con chiavi esposte riattivati a ottobre (87,4%) appartengono a un unico cluster, attribuito da Arkham a un exchange giapponese: non c’è un segnale sistemico. Chi non ha cripto in bilancio può leggere la settimana come una prova di tenuta.




