Volotea ha citato in giudizio ITA Airways davanti alla Corte di giustizia europea per l’uso del nome "Volare", chiedendo 450.000 euro di risarcimento. La rivista digitale della compagnia spagnola e il programma fedeltà della ex-Alitalia si chiamano esattamente allo stesso modo. Per chi ha una partita IVA, questa disputa è molto più di una curiosità tra vettori: è un caso da manuale su quanto possa costare sottovalutare la tutela di un marchio.
Cosa rivendica Volotea e perché riguarda ogni imprenditore
La low cost iberica sostiene che l’uso del termine "Volare" da parte di ITA Airways costituisca una violazione del proprio marchio registrato. La richiesta economica, 450.000 euro, è il compenso per l’uso illegittimo di una proprietà intellettuale già depositata.
Il cuore giuridico della vicenda sta in una domanda che Travel Quotidiano formula con chiarezza: come si può rivendicare l’esclusiva su una parola che nel turismo appartiene al linguaggio comune? "Volare" compare in articoli, cataloghi, materiali promozionali cartacei e online. È una parola generica. E proprio qui scatta l’interesse pratico per chi fa impresa.

Il principio che può costare caro: la "forza" del marchio
Un marchio debole — costruito su termini descrittivi o di uso comune — offre una protezione ridotta. Registrarlo ha un costo iniziale contenuto, ma difenderlo in tribunale diventa rapidamente un onere sproporzionato, specie se l’avversario ha mezzi legali da grande gruppo. Il rimborso chiesto da Volotea dà una misura concreta della posta in gioco: quasi mezzo milione di euro solo per l’uso di un nome già registrato.
Per un imprenditore, la lezione è duplice:
- Prima di depositare un marchio: verificare che non sia descrittivo rispetto al settore in cui si opera. Un nome come "Volare" per una compagnia aerea o un programma fedeltà è intrinsecamente fragile, perché descrive il servizio offerto.
- Prima di usare un nome non registrato: accertarsi che non esista già un marchio identico o simile nella stessa classe merceologica. La banca dati dell’EUIPO è gratuita e consultabile online.
Cosa cambia per chi opera nel turismo e nei servizi
Chi gestisce agenzie di viaggio, tour operator, strutture ricettive o servizi ancillari al trasporto aereo usa regolarmente parole come "volare", "viaggio", "partenza" nel proprio branding. La causa Volotea-ITA dimostra che anche un termine di uso quotidiano può diventare conteso se depositato come marchio da un operatore con risorse legali significative.
Il rischio concreto non è solo il contenzioso milionario. È dover cambiare nome a un programma fedeltà, a una testata, a un prodotto dopo anni di investimenti in comunicazione — esattamente ciò che ITA Airways si trova ad affrontare, avendo già avviato da tempo la dismissione del marchio "Volare".
Fonti
- Volotea fa causa a Ita Airways per l’uso del marchio Volare
- Aerei, la spagnola Volotea fa causa a Ita Airways



