Venture Capital (VC): cos’è e come funziona?

In Italia, ad oggi, il venture capital è una forma di investimento ancora in parte inesplorata per la maggior parte degli investitori. Il concetto di VC difatti è sinonimo di notevole rischio, che può concludersi con ingenti guadagni, è vero, ma anche con grosse perdite. Nel primo caso, però, il ritorno può essere di portata davvero straordinaria. Per dare un’idea, basti pensare a Google, Apple e Facebook: tutti e 3 clamorosi casi di successo del venture capital. Per capire allora se questa forma di investimento conviene o no, ecco tutto quello che occorre conoscere prima di decidere.

Venture capital, cos’è?

Il venture capital è una tipologia di finanza alternativa che in concreto si occupa di finanziare con capitali di rischio nuove società, considerate a notevole potenziale di sviluppo, dalla fase seed (ossia embrionale) fino alla crescita. Le più rappresentate sono le startup, termine che oggi designa in particolare le aziende innovative legate al web. Statistiche alla mano, queste 3 volte su 4 non decollano, ragione per cui il tradizionale mercato dei prestiti bancari è loro precluso.

Scopo delle SGR (acronimo di società di gestione risparmio) che detengono e investono i Venture Capital (VC) è promuoverne lo sviluppo in un arco temporale teorico di 10 anni, che di fatto però risulta molto spesso dimezzato o persino meno. Quando la startup decolla può essere quotata in borsa oppure, in alternativa, fusa/acquisita da un’altra società. In tal caso, il ritorno economico dell’exit può rivelarsi così elevato da ammortizzare anche le perdite derivate dagli investimenti falliti.

Come funziona una Venture Capital(VC)?

Per quanto riguarda l’Italia, un fondo venture capital è inquadrato a livello giuridico come società di gestione del risparmio. Il capitale viene immesso dai Limited Partners (LP), rappresentati da banche, assicurazioni, enti pubblici territoriali, enti provvidenziali, ma anche da altre figure come privati cittadini, che si impegnano formalmente a operare il finanziamento quando richiesto. Ogni fondo venture capital può diventare operativo, e quindi essere usato, solo al raggiungimento di una soglia minima (first closing).

L’amministrazione del capitale è compito dei General Partners (GP), che sono soggetti fisici (uno stesso soggetto può essere in contemporanea LP e GP). Ogni Venture Capital (VC) può preferire un preciso settore, come ad esempio il biotech, healtcare, etc, e anche una fase ben definita della vita di una startup (solitamente seed ed early-stage). Inoltre il supporto fornito può estendersi al lato operativo, ad esempio occupandosi della promozione, della contabilità, etc. Il portafoglio costituito dalle startup può essere più o meno ampio.

Venture capital: quali settori di investimento preferire?

Come detto, i Venture Capital (VC) sono legati soprattutto alle startup, ma è bene ricordare che l’ambito delle stesse è fortemente dinamico, come del resto tutto quello che riguarda la digital economy. Gli 11 principali gruppi venture capital italiani sono rivolti soprattutto all’innovazione, ovviamente, e al momento i settori più promettenti risultano ad esempio biotech, intelligenza artificiale e reti neurali, stampanti 3d ma anche, in parte slegato dalla digital economy, il settore healtcare e nutrizionale.

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