Il Treasury USA a 10 anni ha superato la soglia del 5%, toccando il 5,040% nelle contrattazioni di martedì 15 settembre, un livello che non si vedeva da giugno 2007. Per chi ha un'impresa o una partita IVA non è una notizia da mercati finanziari: il decennale americano è il benchmark globale del costo del denaro, e la sua corsa si trasmette a mutui, leasing, prestiti e linee di credito. Con il petrolio oltre i 107 dollari e una Fed pronta ad alzare i tassi il 16 settembre, il credito si prepara a costare di più proprio mentre salgono i costi di fornitori e trasporti.
Perché il Treasury USA al 5% alza il costo del denaro per le imprese
Il rendimento del decennale americano è il tasso di riferimento sui mercati globali: quando sale, il costo del denaro aumenta per tutti, dagli Stati alle imprese. Il movimento partito dagli Stati Uniti si è trasmesso all'Europa: il decennale italiano rende 4,443%, il francese 4,517%, il tedesco 3,548%.
Le testate divergono sul riferimento storico. ANSA parla di massimi dal 2007; Euronews colloca il 5,011% toccato lunedì come livello più alto da ottobre 2023; il 5,040% di martedì, secondo Criptovaluta, non si vedeva da giugno 2007. I valori sono stati rilevati in momenti diversi e non si contraddicono: il superamento della soglia del 5% non avveniva da ottobre 2023, mentre livelli di 5,03-5,04% non si vedevano da giugno 2007.
Per l'Italia c'è un dato insolito: si finanzia a costi inferiori rispetto alla Francia. Lo spread Italia-Germania resta intorno agli 89 punti base, quello francese sul Bund a 97. La Bce ha però alzato il tasso sui depositi di 25 punti base, portandolo al 2,5%, e i mercati scontano almeno un ulteriore aumento entro fine 2026.
Fed, rialzo tassi quasi certo: il primo dal luglio 2023
La Federal Reserve annuncia la decisione mercoledì 16 settembre. Le stime di probabilità di un rialzo di 25 punti base variano tra l'85% degli economisti Reuters e il 93% dei mercati monetari; il Cme FedWatch indica il 90%. I tassi ufficiali sono fra 3,50% e 3,75%, fermi da luglio. Sarebbe il primo aumento dal luglio 2023.

L'inflazione core americana è cresciuta dello 0,3% su base mensile ad agosto, oltre le attese, mentre quella complessiva è salita al 3,4% annuo, sopra l'obiettivo del 2%. Ed Al-Hussainy, portfolio manager di Columbia Threadneedle, è netto: «Se non alzano i tassi, sarà il caos». In quello scenario i rendimenti a lunga scadenza aumenterebbero bruscamente.
Debito USA, petrolio e dollaro: i tre fronti sui costi aziendali
Il debito pubblico americano ha raggiunto 40.103 miliardi di dollari il 3 settembre, di cui 32.424 miliardi collocati sul mercato. Circa il 33% del debito negoziabile, pari a 10.700 miliardi, scade entro dodici mesi e va rifinanziato ai tassi correnti. Ogni 0,10% di rialzo costa un miliardo all'anno per ogni 1.000 miliardi rifinanziati: applicando i 78 punti base di aumento registrati da inizio 2026 alla massa in scadenza, il conto aggiuntivo supera gli 80 miliardi annui.
Il Brent ha toccato i 107 dollari al barile e il WTI ha superato i 103, dopo gli attacchi all'oleodotto saudita che aggira il blocco di Hormuz. Il dollaro si è rafforzato: l'indice è a 99,63 e l'euro scambia a 1,1528. Per chi importa materie prime o componenti dagli Usa, ogni punto di dollaro in più è un costo aggiuntivo; per chi esporta negli Stati Uniti vale il ragionamento opposto.
Liquidità aziendale: BTP al 4,44% e Treasury al 5%
Con i rendimenti a questi livelli, parcheggiare la liquidità in titoli di Stato torna un'opzione concreta. Il BTP decennale rende 4,443%, il Treasury USA a 10 anni il 5,04%. Attenzione: rendimenti in salita significa prezzi dei bond in discesa, e chi vende prima della scadenza incassa una perdita.
La soglia del 5% è «un livello psicologico importante per gli investitori, un punto al quale alcuni potrebbero aver fissato un livello per acquistare sulla debolezza», osserva Molly Brooks, strategist sui tassi di Td Securities. Izaac Brook di Rbc Capital Markets aggiunge che «il mercato dei tassi resta comunque in balia di ciò che accade in Medio Oriente».
Con il Treasury al 5% e i rendimenti europei in rialzo, ogni decisione di rifinanziamento, investimento o dilazione di pagamento va pesata contro un costo del denaro che non era così alto dal 2007. La curva dei rendimenti si è appiattita — il differenziale tra il decennale e il biennale Usa è sceso a circa 35 punti base — segnale che il mercato prezza strette monetarie immediate, non future.
Fonti
- ANSA
- Criptovaluta.it
- MarketScreener Italia
- MilanoFinanza
- Yahoo Finance
- Investing.com
- Websim
- Financialounge
- MilanoFinanza
- Euronews
- Yahoo Finance






