Transizione 5.0: iperammortamento aperto, le 5 mosse per le imprese

Dal 12 giugno 2026 alle ore 12.00 la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici è operativa per le domande dell'iperammortamento: sei mesi di attesa dopo la Legge di Bilancio 2026, e ogni impresa ha ora una finestra aperta fino al 30 settembre 2028 per accedere a maggiorazioni fiscali fino al 180% sul costo dei beni strumentali. La vera sfida per chi vuole cogliere l'opportunità, però, non è la prima comunicazione — è presidiare le quattro successive senza sbagliare una scadenza.

Quanto vale il bonus: le aliquote per fascia di investimento

Per una PMI con investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione al 180% trasforma ogni milione speso in beni strumentali in 2,8 milioni deducibili fiscalmente (1 milione di costo reale + 1,8 milioni di maggiorazione). Il beneficio decresce al crescere dell'investimento, secondo questo schema:

Importo dell'investimentoMaggiorazione
fino a 2,5 milioni di euro180%
tra 2,5 e 10 milioni di euro100%
tra 10 e 20 milioni di euro50%

Gli investimenti agevolabili coprono i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale (allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026) e gli impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo. Per i beni tecnologici, il vincolo "made in EU" è stato eliminato; resta però per i pannelli fotovoltaici. I software in cloud erogati in abbonamento (SaaS) restano esclusi in questa fase: chi aveva pianificato di includerli deve rivedere il preventivo.

Per gli investimenti trainanti scatta un requisito energetico: riduzione dei consumi della struttura produttiva di almeno il 3%, oppure riduzione dei consumi dei processi interessati di almeno il 5%.

Le 5 comunicazioni al GSE: la mappa degli adempimenti

Il decreto attuativo stabilisce cinque comunicazioni obbligatorie da inviare al GSE nell'arco della vita dell'investimento, dalla prenotazione iniziale alla chiusura dei lavori. Il percorso si articola in tre fasi — avvio, monitoraggio annuale e completamento — e saltare anche un solo adempimento rischia di far perdere l'intera agevolazione.

  1. Comunicazione preventiva — disponibile da oggi nella sezione "Area Clienti" del sito GSE, accessibile tramite SPID o CIE. Va trasmessa per ogni struttura produttiva e deve contenere dati sull'azienda, tipologia e ammontare degli investimenti agevolabili.
  1. Comunicazione di conferma — da inviare entro 60 giorni dalla verifica positiva del GSE. Richiede di aver già versato almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene, con i dati delle fatture. La piattaforma dedicata a questo passaggio sarà attivata con un provvedimento separato del MIMIT, di prossima emanazione.
  1. Comunicazione periodica — adempimento annuale entro il 20 gennaio di ogni anno, con i dettagli su investimenti effettuati, costi sostenuti e previsione di utilizzo del beneficio.
  1. Comunicazione integrativa — da inviare entro il 30 giugno dello stesso anno, con piano di ammortamento e quote dell'incentivo imputate a ciascun esercizio.
  1. Comunicazione di completamento — si trasmette dopo la conclusione degli investimenti e l'interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione. Scadenza massima: 15 novembre 2028.

I documenti obbligatori: perizia tecnica e certificazione contabile

Alle cinque comunicazioni si aggiungono due documenti certificati obbligatori che l'impresa non può autoprodurre: la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile. Attestano rispettivamente la conformità tecnica dei beni e l'effettivo sostenimento delle spese, e devono essere rilasciati da professionisti qualificati con adeguata copertura assicurativa.

Transizione 5.0: via libera alle domande per l'iperammortamento a partire dal 12 giugno
Pannelli solari su tetto di magazzino industriale sotto cielo azzurro. Foto di Honglei Yue su Pexels
  • Perizia tecnica asseverata: certifica le caratteristiche dei beni, l'interconnessione al sistema aziendale e — per gli impianti FER — il rispetto dei requisiti tecnici del decreto. Può firmarla un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, oppure un ente di certificazione accreditato. Per il settore agricolo sono accettati anche dottori agronomi o forestali, agrotecnici laureati e periti agrari laureati.
  • Certificazione contabile: attesta l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili. Deve essere rilasciata da un revisore legale dei conti.

Il compenso di questi professionisti va messo a budget fin dall'inizio della pianificazione, non gestito a posteriori come costo accessorio.

Quando si perde il bonus: le cause di decadenza

Il decreto elenca le condizioni che fanno decadere dall'agevolazione, totalmente o in parte. Quando il GSE accerta una fruizione indebita, lo segnala all'Agenzia delle Entrate, che procede al recupero: la posta in gioco è il totale dell'incentivo già utilizzato. Le situazioni più concrete per un'impresa attiva:

  • Cessione a titolo oneroso o destinazione a struttura produttiva all'estero del bene agevolato, salvo sostituzione con un bene materiale strumentale nuovo di caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori nello stesso periodo d'imposta.
  • Irregolarità documentale imputabile all'impresa e non sanabile.
  • False dichiarazioni nella procedura.
  • Impedimento ai controlli per cause imputabili all'impresa.

Chi pianifica cessioni di beni strumentali nei prossimi anni deve verificare la compatibilità con l'eventuale periodo di fruizione in corso prima di firmare qualsiasi contratto.

La decisione da prendere adesso

Per un'impresa che ha già pianificato investimenti in macchinari o impianti rinnovabili nel 2026, la comunicazione preventiva è il primo passo operativo: si compila sul portale GSE con SPID o CIE e impegna l'azienda a dichiarare tipologia e ammontare degli investimenti previsti. Il nodo critico arriva al secondo passaggio: la comunicazione di conferma richiede di aver già versato il 20% del costo del bene, con fatture in mano, entro 60 giorni dalla verifica GSE. Non è una semplice prenotazione di interesse — attiva un orologio finanziario reale.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha commentato l'apertura della piattaforma: "Con l'apertura della piattaforma rendiamo operativo il nuovo Piano Transizione 5.0: quasi 10 miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate."

Chi ha già i contratti con i fornitori può muoversi oggi. Chi è ancora in fase di valutazione ha tempo — gli investimenti rimangono agevolabili fino al 30 settembre 2028 — ma la sequenza delle cinque tappe è vincolante dall'inizio: partire senza aver pianificato ogni passaggio espone a rischi difficili da recuperare in corsa.

Fonti

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