Todd Blanche alla Giustizia USA: cosa cambia per chi fa impresa con gli Stati Uniti

La conferma di Todd Blanche come Attorney General non è una semplice nomina ministeriale. Per chi ha una Partita IVA o un’azienda con esposizione al mercato americano, il voto del Senato incide su due fronti operativi: la certezza del diritto in operazioni transfrontaliere e il perimetro di rischio negli accertamenti fiscali con controparti statunitensi.

Il Senato ha approvato la nomina con 50 voti favorevoli e 49 contrari nelle prime ore di sabato 8 agosto 2026. Le senatrici repubblicane Susan Collins e Lisa Murkowski hanno votato contro, segnalando che l’ex avvocato personale di Donald Trump rimane una figura che divide anche all’interno del partito di maggioranza.

Il precedente che pesa: l’accordo sull’immunità fiscale retroattiva

Durante i mesi in cui ha ricoperto l’incarico ad interim, Blanche ha gestito un dossier che tocca direttamente chiunque opera con controparti americane: l’accordo sull’immunità dai controlli fiscali per Trump, i suoi due figli maggiori e la Trump Organization.

Per superare l’opposizione del Senato, Blanche ha precisato in un ordine scritto che l’immunità si applica solo “in modo retroattivo” agli anni d’imposta passati. La controversia tra Trump e l’IRS (il fisco americano) vale 10 miliardi di dollari, come riportato dall’ANSA.

Il messaggio per un’impresa italiana con rapporti commerciali negli Stati Uniti è concreto: il Dipartimento di Giustizia ha mostrato di poter siglare accordi fiscali su misura con attori politicamente connessi. Questo introduce un elemento di asimmetria competitiva: non tutte le entità sono uguali davanti all’amministrazione fiscale federale, e la variabile non è la dimensione dell’azienda ma la prossimità al potere esecutivo.

Bilancia della giustizia davanti al Campidoglio di Washington, simbolo della nomina del nuovo Attorney General USA
La nuova guida del Dipartimento di Giustizia americano ridisegna il perimetro di rischio fiscale per chi fa impresa con gli Stati Uniti.

Il fondo da 1,8 miliardi cancellato — e il precedente che rimane

L’altro dossier caldo riguarda un fondo da 1,8 miliardi di dollari per risarcire le “vittime di procedimenti giudiziari politicizzati”. Tra i potenziali beneficiari rientravano anche i partecipanti all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

Blanche ha cancellato il fondo per ottenere i voti decisivi al Senato. Ma la senatrice Murkowski ha messo a verbale il dubbio operativo: l’impegno scritto potrebbe perdere valore una volta concluso il voto. “Una volta effettuato il voto, tutto ciò finirà e non è possibile prevedere cosa riservi il futuro”, ha dichiarato in aula.

Euronews riporta 1,8 miliardi, mentre Murkowski parla di un fondo discrezionale di quasi 2 miliardi di dollari: si tratta di un arrotondamento della stessa cifra. Il punto non è l’ammontare esatto, ma l’esistenza di uno strumento che, se riproposto in futuro, altererebbe il calcolo del rischio legale per chiunque operi negli Stati Uniti.

Il clima operativo: cosa valutare adesso

Per un titolare d’impresa con interessi negli USA, tre fattori operativi emergono dalla conferma di Blanche.

  • Accertamenti fiscali asimmetrici: la vicenda IRS mostra che esistono canali di negoziazione riservati a soggetti politicamente allineati. Per un’azienda italiana, questo significa che i propri partner o concorrenti americani potrebbero operare in un perimetro fiscale diverso, non per merito di compliance ma per prossimità politica. La due diligence su controparti USA deve includere questa variabile.
  • Rischio contenzioso strumentale: Blanche ha già rilanciato le inchieste contro ex funzionari federali come James Comey e John Brennan, e ha messo sotto indagine l’ex collaboratrice della Casa Bianca Cassidy Hutchinson. Il Dipartimento di Giustizia può essere utilizzato per perseguire soggetti sgraditi all’amministrazione. Qualsiasi azienda con contenziosi in corso con agenzie federali americane rivaluti la propria esposizione.
  • Clima generale per gli investimenti: la senatrice Murkowski ha motivato il suo voto contrario con la sfiducia nella capacità di Blanche di “arginare gli impulsi peggiori di questa amministrazione”. Collins ha invece contestato la gestione della controversia fiscale da 10 miliardi tra Trump e l’IRS. Quando il dissenso interno al partito di governo si esprime in questi termini, il rischio paese Stati Uniti va aggiornato al rialzo per gli investitori esteri.

La combinazione tra immunità fiscale retroattiva e campagna di “retribution” segnala un’amministrazione in cui la leva giudiziaria e fiscale è usata come strumento di governo. Per un’impresa, il costo non è politico ma contabile: si traduce in premi di rischio da ricalcolare.

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