La riforma fiscale in vigore dal 1° gennaio 2027 non aumenta la tassazione del TFR e non elimina la clausola di salvaguardia: la trasferisce nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi. Per chi ha un'impresa la conseguenza non è un costo in più sul personale, ma un adeguamento procedurale. Il doppio calcolo resta in capo al sostituto d'imposta, e le cessazioni dei rapporti a cavallo d'anno richiedono verifiche puntuali su data di fine rapporto e maturazione del diritto alla liquidazione.
La clausola resta, ma cambia indirizzo normativo
Il meccanismo che permette di applicare le aliquote e gli scaglioni IRPEF vigenti al 31 dicembre 2006 quando risultano più favorevoli al lavoratore non è stato cancellato. L'articolo 376 del D.Lgs. 117/2026 abroga formalmente l'articolo 1, comma 9, della legge 296/2006, ma la stessa clausola è recepita integralmente nell'articolo 21, comma 11, del nuovo TUIR, in applicazione dal 1° gennaio 2027. La relazione tecnica al decreto conferma l'assenza di variazioni di gettito.
Sull'interpretazione, però, le testate divergono: Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore e La Legge per Tutti ricostruiscono la continuità della tutela; LaMiaFinanza, Today e Sky TG24 scrivono che la riforma cancella il paracadute fiscale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social il 15 settembre 2026 sostenendo che la clausola non è stata abolita e contestando le accuse dell'opposizione. Per chi deve impostare il cedolino, il riferimento operativo resta l'articolo 21, comma 11.
Cessazioni a cavallo d'anno: il nodo per gli uffici paghe
Per i rapporti che terminano tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027 la sola data di cessazione non basta a determinare la disciplina applicabile. Va coordinata con il momento in cui matura il diritto alla percezione del TFR. Secondo prime interpretazioni professionali, la nuova disciplina potrebbe riguardare anche cessazioni intervenute il 31 dicembre 2026, se il diritto alla somma sorge dal giorno successivo. Serviranno indicazioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate.

Il punto vale anche per il TFR accantonato prima del 2027: conta la data di cessazione del rapporto, non quella in cui sono state accumulate le singole quote. Un dipendente con lunga anzianità e liquidazione consistente è il caso da monitorare per primo.
Chi guadagna dal paracadute e chi non paga nulla in più
Il vantaggio della clausola riguarda i redditi medio-alti e alti. Nel sistema del 2006 esisteva uno scaglione intermedio del 39% per i redditi tra 33.500 e 100.000 euro; l'IRPEF attuale prevede l'aliquota massima del 43% oltre i 50.000 euro. Il differenziale tra i due scaglioni è di 4 punti percentuali. Per i redditi bassi e medi non cambia nulla: le aliquote ordinarie vigenti sono già pari o più convenienti di quelle del 2006.
Sul netto, le stime indicative permettono un calcolo. Un accantonamento lordo annuo di 2.073 euro (retribuzione da 30.000 euro) si traduce in un netto tra 1.500 e 1.600 euro: la trattenuta implicita è quindi tra 473 e 573 euro, pari al 22,8-27,6% del lordo. Con 4.147 euro lordi (retribuzione da 60.000 euro) il netto stimato scende tra 2.800 e 3.000 euro, con una trattenuta tra 1.147 e 1.347 euro, cioè il 27,7-32,5%. La pressione effettiva cresce con il livello retributivo.
TFR in azienda o nel fondo pensione: due regimi separati
La conferma della clausola non tocca il TFR destinato alla previdenza complementare, che segue regole proprie: imposta sostitutiva del 15% sui contributi versati dal 1° gennaio 2007, con riduzione dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo e aliquota minima del 9%. Per le imprese la destinazione del TFR del dipendente resta una variabile di gestione finanziaria distinta dal calcolo fiscale della liquidazione.
La finestra decisionale per un'impresa è quella dei prossimi mesi: censire le posizioni in uscita a ridosso del 1° gennaio 2027 e allineare le procedure paghe al nuovo articolo 21, comma 11. Sul resto — aliquote, doppio calcolo, netto in busta — non cambia nulla rispetto a oggi.
Fonti
- Zazoom/Il Messaggero
- Zazoom/Il Fatto Quotidiano
- Il Fatto Quotidiano
- Zazoom/Il Sole 24 Ore
- LaMiaFinanza
- Il Sole 24 ORE
- La Legge per Tutti
- Today
- Sky TG24






