Tasse su Badanti e Colf: la Novità che vuole introdurre il Governo, Cosa Cambia

Ci sono delle grossissime novità da parte del Governo in merito alla gestione del rapporto di lavoro delle Colf e delle Bandanti, in arrivo per il 2020. Le misure che si stanno studiando a tavolino, principalmente per combattere il lavoro in nero e la conseguente evasione fiscale, dovrebbero essere in grado di stravolgere quello che è stato purtroppo fino ad oggi il panorama di questo settore.

L’idea è quella di trasformare le famiglie, che alle loro dipendenze hanno badanti o collaboratrici familiari, come sostituto di imposta, obbligandole così a trattenere le tasse che andrebbero poi versate al Fisco.

Cosa imporrebbe la Nuova legge di Bilancio

Se venisse approvata, secondo quanto fino ad oggi conosciuto, la nuova Legge di Bilancio imporrebbe alle famiglie, che necessitano il supporto di una badante o di una colf, di diventare dei veri e propri sostituti d’imposta. In parole povere, ogni famiglia, oltre alla retribuzione e al riconoscimento dei contributi – come accadeva fino ad oggi – dovrebbe farsi carico di versare anche l’Irpef relativo al proprio dipendente.

Questa notizia, si tratta di un grosso colpo per tutte quelle famiglie che già si trovano in grosse difficoltà, visto che purtroppo in Italia non esistono programmi dignitosi in termini di welfare e di assistenza familiare. Se la legge dovesse andare in porto, oltre alle spese che sono già costretti a sopportare per dare una decente assistenza ai propri cari e familiari, vedrebbero ulteriormente aumentare i costi da sostenere e le pratiche burocratiche da seguire.

Quale sarebbe lo scopo di questa manovra fiscale

Il Documento di Economia e Finanza (detto comunemente DEF), afferma che almeno il 33% del lavoro di Colf e Badanti non viene dichiarato, procurando un sostanziale ammanco nel cassetto del nostro Erario. Stiamo parlando, praticamente, di un terzo del totale dei lavoratori che si occupano di assistere le persone.

Regolamentare questa categoria di lavoratori, costituisce per il Governo un’azione fondamentale per mettere fine al lavoro in nero e per ridurre il famoso tax gap fiscale e contributivo previsto per il 2020.

Cosa ne pensa l’Assindatcolf di tutto ciò?

Per l’Assindatcolf (associazione di categoria dei datori di lavoro domestico) è inammissibile che la Legge di Bilancio possa presentare tali pretese dalle famiglie e pertanto ha immediatamente chiesto un incontro ai ministri competenti, per potersi confrontare in modo diretto ed intelligente in merito a questa riforma.

Qualora le famiglie dovessero diventare sostituti di imposta, non solo dovrebbero emettere mensilmente la busta paga, ma compilare anche l’F24 relativo al versamento dell’Irpef. A tutto ciò si aggiungerebbe anche l’obbligo di produrre il CU annuale per ogni dipendente e di trasmettere all’Agenzia dell’Entrata il 770, cosa che costringerebbe per forza di cosa le famiglie ad appoggiarsi a consulenti del lavoro o a commercialisti per l’espletamento delle varie pratiche, sborsando ancora più soldi del previsto.

Il sindacato di categoria pretenderebbe che si valutasse in modo “umano” e doverosa, la gestione delle applicazioni delle tasse sui datori di lavoro di colf e badanti e non di caricarli ulteriormente di oneri e responsabilità. Si richiedono dei sistemi, invece, che offrano dei costi maggiormente deducibili e si incita a non aumentare il salario minimo orario, perché questo sì che incentiverebbe il lavoro in nero e le false dichiarazioni.

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