A giugno 2026 il costo medio della ricarica pubblica in corrente alternata è sceso a 0,62 €/kWh, con le tariffe più convenienti che scendono fino a 0,25 €/kWh. Per un’impresa con veicoli commerciali o una flotta aziendale che opera in città il risparmio rispetto al diesel può superare il 60% – ma solo se si sceglie la tariffa giusta. Fuori dai centri urbani, invece, il vantaggio economico si assottiglia e in autostrada si ribalta: con le colonnine ultra-rapide a 0,74 €/kWh, percorrere 100 km costa più che con un diesel.
Quanto costa davvero spostare una flotta elettrica
L’Osservatorio prezzi di Adiconsum e TariffEV ha pubblicato le tabelle di giugno 2026. Incrociando i prezzi medi con i consumi reali, il quadro per chi gestisce partite IVA e flotte è questo:
| Voce | Costo |
|---|---|
| Ricarica AC (lenta) media | 0,62 €/kWh |
| Ricarica DC (fast) media | 0,74 €/kWh |
| Ricarica HPC (ultra-fast) media | 0,74 €/kWh |
| Miglior tariffa AC (Emobitaly) | 0,25 €/kWh |
| Miglior tariffa HPC (Tesla Supercharger) | 0,30 €/kWh |
| Gasolio self Lazio (17 luglio 2026) | 2,008 €/L |
| Benzina self Lazio (17 luglio 2026) | 1,886 €/L |
Con un consumo medio elettrico di 13 kWh/100 km in città, il costo di pareggio rispetto al diesel è 0,772 €/kWh. La tariffa media AC (0,62) resta sotto quella soglia, quindi conviene. In autostrada, con 20 kWh/100 km, il pareggio scende a 0,502 €/kWh: tutte le tariffe pubbliche lo superano, e il diesel torna più economico.
Per un’impresa che ricarica in sede con una wallbox e paga l’energia al costo domestico (o meglio ancora con un abbonamento flat profilato), il risparmio diventa strutturale. Con 0,25 €/kWh, percorrere 100 km in città costa 3,25 €, contro 10,04 € del diesel. Su un parco di 10 veicoli che macinano 15.000 km/anno ciascuno, il risparmio annuo supera i 10.000 €.
Il bonus colonnine non copre le imprese (ma i professionisti possono valutare)
Il bonus colonnine 2026, in discussione nel DPCM Automotive, copre l’80% della spesa fino a 1.500 € per le persone fisiche e fino a 8.000 € per i condomini. Il fondo però esclude imprese, società e liberi professionisti se l’installazione è fatta in sede aziendale. Resta aperta la possibilità per un titolare di partita IVA che installa la wallbox nel proprio box di casa a uso privato: la norma parla di “persone fisiche residenti” senza ulteriori restrizioni.

Per le aziende vere e proprie, oggi, l’investimento in infrastrutture di ricarica private va a bilancio senza contributo diretto. Conviene allora negoziare con un EMSP (fornitore di servizi di mobilità) un abbonamento business che abbassi il costo al kWh, sfruttando le migliori tariffe in roaming e ottimizzando i tempi di ricarica.
Distributori di carburante: obbligo di colonnine dal 2028 e contributi fino a 60.000 €
Chi opera nel settore della distribuzione carburanti ha un appuntamento normativo stringente. Dal 1° gennaio 2028 i nuovi impianti dovranno offrire almeno un vettore energetico alternativo (elettrico, idrogeno, biometano, GPL). Per la riconversione, il DDL Concorrenza stanzia 112 milioni di euro tra 2028 e 2030, con contributi che arrivano a:
- 60.000 € per impianti urbani che dismettono completamente gli idrocarburi e installano colonnine rapide da almeno 90 kW o stazioni per biocarburanti;
- 30.000 € per le aree interne che aggiungono ricarica o biocarburanti mantenendo i fossili.
La copertura finanziaria arriva dai proventi delle aste ETS 2026. Per un gestore indipendente, la scadenza del 2028 significa che il momento di progettare l’investimento è adesso: le risorse saranno assegnate su domanda e i tempi tecnici per adeguare un impianto non sono compressibili.
Manutenzione EV e ADAS: un mercato in crescita per le officine
Le officine indipendenti hanno un’opportunità parallela. Con oltre 20 milioni di veicoli elettrici venduti nel mondo nel 2025 e una quota europea del 28%, la manutenzione cambia radicalmente: servono competenze su alta tensione, diagnosi elettronica e calibrazione ADAS, un mercato che cresce del 13% annuo e che è destinato a triplicare entro il prossimo decennio.
Point S International, la più grande rete indipendente mondiale, ha già formato quasi 1.000 officine per i veicoli elettrici e punta a raddoppiarle. Il CEO Fabien Bouquet ricorda che «investire continuamente in competenze, attrezzature e capacità di adattamento è ciò che distingue chi vince da chi rimane indietro». Per un’officina con partita IVA, il costo della formazione e dell’attrezzatura per la calibrazione ADAS non è più rimandabile: chi non si attrezza rischia di perdere una fetta crescente di clienti. E chi si muove per primo può conquistare un bacino oggi ancora scoperto.
Per le imprese italiane la mobilità elettrica non è più una scommessa tecnologica ma un problema concreto di costi operativi, decisioni di investimento e posizionamento di mercato. La convenienza c’è, ma è selettiva: premia chi può caricare a costi bassi, chi anticipa gli obblighi infrastrutturali e chi coglie la domanda di manutenzione specializzata prima che arrivi la concorrenza.
Fonti
- Auto Tecnica
- Il Cittadino di Monza e Brianza
- Adiconsum
- Vaielettrico
- Virgilio Motori
- idealista/news
- InsideOver




