Sconto del 20% sui Prodotti Alimentari senza Imballaggio: Come Funzionerà

La discussione del decreto legge sul clima, prevista per giovedì 19 settembre, è slittata per rivedere alcune delle misure previste. La bozza, che ha iniziato a circolare da alcuni giorni, contiene una serie di novità tra cui lo sconto del 20% per l’acquisto di prodotti alimentari, detersivi e saponi privi di imballaggi. Non solo acquirenti finali comunque: sono previsti incentivi anche per gli esercenti. Vediamo come funzionerà.

Sconto sui prodotti alimentari e casalinghi senza imballaggio

Secondo quanto si è appreso dalla bozza, già disponibile online, i consumatori che sceglieranno prodotti senza imballaggi avranno diritto a uno sconto del 20% sul prezzo di acquisto. Non si parla solo degli involucri in plastica, tema sempre più al centro del dibattito ambientale, ma di tutti i tipi di packaging. Nella traccia del decreto sono infatti menzionati imballi primari o secondari. Una terminologia che comprende l’intera gamma di imballaggi: contenitori di vetro, lattine di alluminio, scatole di cartone, cassette di legno. Lo scopo è quindi di incentivare l’acquisto di alimentari non confezionati, prosciutti tagliati freschi, ortofrutta sfusa, birra alla spina. Stesso discorso per detersivi e saponi, che saranno anch’essi scontati del 20% se acquistati portandosi il flacone direttamente da casa.

Sono previste agevolazioni anche per i negozianti che vendono beni privi di imballaggio, sotto forma di credito di imposta, per un importo totale di non oltre 10.000 € l’anno. La misura, contenuta nell’articolo 11 della bozza, dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2020, per una durata totale di tre anni. Il costo totale che lo Stato prevede di sostenere ammonta a 10 milioni di euro nell’arco dell’intero triennio.

Gli altri provvedimenti previsti nel decreto legge sul clima

Il decreto non è ancora legge, ma alcuni articoli sono già oggetto di accesi dibattiti. E’ il caso del, per il momento ipotizzato, taglio ai “sussidi ambientalmente dannosi”, ovvero ai contributi sull’acquisto di carburanti previsti per agricoltori e autotrasportatori.

Secondo stime del ministero, questi sussidi hanno pesato sul bilancio statale per 19,3 miliardi di euro nel 2017, e una riduzione del 10%, come previsto nel decreto, varrebbe 2 miliardi. Di questi, sempre in un’ottica di promozione del cosiddetto Green New Deal, circa la metà verrebbe impiegata per sostenere progetti di sviluppo sostenibile, e misure fiscali a sostegno della salvaguardia ambientale.

Altro tema “caldo” contenuto nella bozza, il bonus per la rottamazione dei veicoli inquinanti (euro 4 o precedenti). Erogato sotto forma di credito di imposta, per un massimo di 2000 €, si potrà utilizzare entro cinque anni, col limite di non dover acquistare un auto “non a basse emissioni” nei primi due anni.

Il provvedimento, per cui non è stato ancora indicata la fonte di finanziamento, riguarderebbe esclusivamente i residenti delle città metropolitane più inquinate, ovvero quelle oggetto di procedure di infrazione UE. Resta da stabilire se il riferimento sia alla procedura comminata nel 2014, che ha interessato Lombardia, Veneto, Piemonte e Lazio, o nel 2015, che alle prime quattro regioni ha aggiunto Toscana, Liguria, Molise e Sicilia.

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