L'8 luglio 2026 Satispay ha annunciato il lancio delle carte di debito Mastercard e l'arrivo della compravendita di azioni ed ETF direttamente nell'app. Per chi ha una partita IVA o un'attività commerciale il significato è concreto: la fintech milanese smette di essere solo un circuito di pagamento e diventa un conto operativo a tutti gli effetti, con strumenti che incidono su costi di transazione, gestione della liquidità e persino allocazione degli incassi.
L'azienda, che oggi conta 6,5 milioni di utenti e 450.000 attività convenzionate, mette sul tavolo tre piani di abbonamento legati alle carte — Red (3,99 €/mese), Metal (9,99 €/mese) e Velvet (39,99 €/mese) — e un servizio di investimento con commissione fissa di 0,89 euro a operazione, azzerata sugli ETF Vanguard con piani ricorrenti. Per un professionista o un piccolo imprenditore la domanda non è più "posso usare Satispay per incassare?" ma "conviene spostare qui la cassa operativa?".
Cosa cambia per chi oggi incassa con il circuito Satispay
Il passaggio più rilevante è la rottura del confine tra pagamento digitale in negozio e spesa globale. Le nuove carte fisiche e digitali su circuito Mastercard permettono di pagare in 210 paesi e territori, in oltre 250 milioni di punti vendita, con zero commissioni di cambio sui pagamenti in valuta extra-euro (piani Metal e Velvet) e prelievi gratuiti entro soglie variabili in base all'abbonamento.
Per un'attività che importa materiali, viaggia per fiere o paga fornitori esteri il vantaggio è immediato: il costo del cambio valuta, che sulle carte business tradizionali incide tra l'1,5% e il 2,5% per transazione, qui si azzera o si riduce drasticamente già dal piano da 9,99 euro al mese.
A questo si aggiunge l'IBAN già attivo da inizio 2026, che trasforma l'app in un conto corrente a tutti gli effetti: accreditare lo stipendio o gli incassi, pagare fornitori, gestire i risparmi senza dover spostare fondi su un'altra banca.
Investire la liquidità aziendale: da 1 euro con commissione fissa
L'altra novità con impatto diretto sulle partite IVA è la sezione Investimenti: da oggi sono disponibili oltre 1.000 tra azioni ed ETF, acquistabili anche in quote frazionate da 1 euro. La commissione è di 0,89 euro fissa per operazione, azzerata per i piani di accumulo ricorrenti su ETF Vanguard.

Per un professionista con liquidità ferma sul conto il calcolo è banale: fino a ieri quei soldi restavano parcheggiati a rendimento zero. Oggi possono essere investiti gradualmente, con costi certi e senza soglie minime che escludano le piccole imprese. È un cambio di logica che punta a portare anche chi ha partita IVA verso una gestione attiva della cassa, senza passare da consulenti o piattaforme separate.
Il CEO Alberto Dalmasso lo ha detto chiaramente: "Il nostro obiettivo è aiutare gli italiani a passare da semplici risparmiatori a veri investitori, mettendo a disposizione strumenti chiari e accessibili anche a chi non ha esperienza." Già mezzo milione di utenti ha aderito alla sezione investimenti.
I tre piani: quale conviene a una partita IVA
| Piano | Canone mensile | Caratteristiche chiave |
|---|---|---|
| Red | 3,99 € | Commissioni ridotte su prelievi e cambi valuta |
| Metal | 9,99 € | Zero commissioni di cambio extra-euro, prelievi gratuiti più elevati |
| Velvet | 39,99 € | Massimali di prelievo alti, lounge aeroportuali, vantaggi extra |
Per un'attività con transazioni estere frequenti, il piano Metal a 9,99 euro al mese si ripaga con due o tre pagamenti in valuta estera. Il piano Velvet a 39,99 euro è pensato per chi viaggia molto e aggiunge benefit come le lounge aeroportuali.
Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard, ha definito questa "una delle più grandi partnership che abbiamo in Italia nel mondo del fintech", sottolineando che "tramite il fintech stiamo svecchiando il Paese".
Una piattaforma sola al posto di tre strumenti diversi
Il disegno industriale è chiaro: Satispay sta costruendo un ecosistema in cui pagamenti, conto corrente e investimenti convivono in un'unica app. Oggi la fintech chiude il primo semestre 2026 con ricavi ricorrenti annualizzati di 120 milioni di euro e un aumento di capitale fino a 120 milioni, già sottoscritto al 50% dagli investitori esistenti. L'azienda punta al pareggio operativo entro il 2027 e al miliardo di fatturato verso il 2030, con possibile quotazione in Borsa.
Per un titolare di partita IVA la scommessa pratica è questa: invece di tenere un conto in banca per incassare, una carta separata per pagare e una piattaforma terza per investire, tutto si compatta in un solo strumento. Con costi prevedibili e senza vincoli di fedeltà: gli abbonamenti sono mensili, disdici quando vuoi.
A margine, Dalmasso ha anticipato che entro fine anno Satispay proverà a rendere disponibile anche l'acquisto di criptovalute, allargando ulteriormente il perimetro dei servizi per chi vuole diversificare la gestione patrimoniale senza abbandonare l'ecosistema.



