Rottamazione quinquies tributi locali: la partita IVA e la scadenza del 31 luglio

Il 31 luglio 2026 è l’ultimo giorno utile per i Comuni che vogliono aderire alla Rottamazione quinquies su IMU, TARI, multe e altre entrate locali. Per le imprese e i titolari di partita IVA non è una scadenza di pagamento, ma è il momento in cui si decide se, da ottobre, potranno effettivamente rottamare i vecchi debiti con il proprio ente locale oppure no. Chi ha un capannone, un ufficio, un negozio o un’auto aziendale con cartelle pregresse deve guardare all’albo pretorio del Comune, non al calendario dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione: se la delibera non arriva entro fine mese, la sanatoria per i carichi fino al 2023 non si aprirà mai.

Quali debiti dell’impresa possono rientrare nella sanatoria

La definizione agevolata riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 da Regioni, Comuni e altri enti territoriali. Per un’attività commerciale, artigianale o professionale, le voci più frequenti sono quattro:

  • IMU non versata su immobili strumentali (capannoni, laboratori, uffici di proprietà) e sulle aree edificabili;
  • TARI arretrata per locali a uso produttivo, magazzini, studi professionali;
  • multe stradali elevate a veicoli intestati all’impresa, comprese quelle della Polizia Locale;
  • TASI, la vecchia tassa sui servizi comunali abolita nel 2020 ma ancora presente in alcune cartelle residue.

Restano fuori, invece, i tributi che il Comune riscuote in proprio o tramite società in house e concessionari privati: per quei crediti serve una definizione agevolata autonoma, che l’ente può decidere di attivare con regole e tempistiche del tutto separate.

La mappa dei Comuni: chi aderisce e chi lascia fuori le imprese

La decisione è frammentata. Roma, Napoli, Genova, Palermo, Bari, Reggio Calabria, L’Aquila, Ancona, Catania e Venezia hanno già deliberato. Milano e Firenze no. La distanza tra Nord e Centro-Sud è marcata: diverse province settentrionali non hanno ancora adottato il provvedimento e, con poco più di una settimana a disposizione, il rischio che intere aree restino scoperte è concreto.

Per chi ha sedi operative o immobili in più Comuni, la situazione va verificata ente per ente. Non esiste un elenco nazionale pubblicato da AdER: l’unica strada è consultare l’albo pretorio online e la sezione Amministrazione trasparente del sito istituzionale del Comune, cercando una delibera che richiami l’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026. La pubblicazione del provvedimento entro il 31 luglio è essa stessa un adempimento obbligatorio.

L’alternativa è la definizione agevolata autonoma. Alcuni Comuni, come Roma Capitale, hanno attivato entrambi i binari con lo stesso atto: da un lato la rottamazione dei carichi già affidati ad AdER, dall’altro un regolamento per le entrate comunali non iscritte a ruolo. Per i debiti ancora in mano al concessionario privato, invece, al momento non c’è alcuna copertura.

Municipio italiano moderno con monete d'oro, tributi locali e rottamazione quinquies in scadenza il 31 luglio
Entro il 31 luglio i Comuni decidono l'adesione alla rottamazione quinquies per IMU, TARI e multe delle imprese.

Calendario per le aziende: finestra di adesione e pagamenti

Se il Comune ha deliberato per tempo, il titolare della partita IVA potrà presentare domanda esclusivamente in via telematica tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026, dopo che AdER avrà reso disponibili nell’area riservata i dati per individuare i carichi definibili. Il pagamento segue due strade:

  • unica soluzione entro il 31 marzo 2027;
  • rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro.

L’agevolazione cancella sanzioni, interessi e aggio. Sulle multe stradali, però, il beneficio è parziale: la sanzione principale resta dovuta per intero; si abbattono soltanto gli interessi, la maggiorazione semestrale e le somme maturate a titolo di aggio. Per un’impresa con un parco auto consistente e verbali accumulati, il risparmio può essere significativo ma non azzera il debito originario.

L’entità dei crediti locali in gioco è enorme. A Napoli, il Consiglio comunale ha approvato l’adesione con la delibera n. 64 del 5 giugno 2026, quantificando il magazzino crediti affidato ad AdER in circa 2,19 miliardi di euro, di cui 1,502 miliardi da sanzioni del Codice della Strada e 600 milioni da entrate tributarie.

Non confondere le scadenze: rate in corso e mini proroga

In parallelo corre la maxi scadenza del 31 luglio 2026 per i pagamenti della rottamazione quater e della rottamazione quinquies già in corso. Qui scatta una tolleranza automatica di 5 giorni che consente di versare fino al 5 agosto, ma con una differenza che può costare cara:

  • chi paga la rata della rottamazione quater o l’unica soluzione della quinquies ha i 5 giorni extra ma decade immediatamente in caso di mancato pagamento;
  • chi ha scelto la rateale della rottamazione quinquies deve pagare entro il 31 luglio senza proroga, ma la decadenza scatta solo dopo due rate non versate, anche non consecutive.

Questo doppio regime riguarda i debiti già rottamati, non la futura finestra per i tributi locali. L’imprenditore che sta gestendo entrambe le partite deve tenere separati i due calendari per non perdere i benefici già acquisiti mentre programma la nuova adesione.

Due binari, una decisione da prendere adesso

L’aspetto più delicato per le imprese è che la partita si gioca su due piani distinti – AdER e riscossione diretta – e che l’assenza della delibera comunale chiude ogni possibilità di recupero successivo. Chi ha magazzini, uffici o veicoli in Comuni che non aderiscono entro il 31 luglio non potrà rottamare quei debiti con la procedura nazionale, a meno che l’ente non abbia già attivato una definizione agevolata autonoma. La verifica sull’albo pretorio non è un adempimento burocratico: è il presupposto per costruire il piano di rientro aziendale da ottobre in poi.

Fonti

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