Per un'impresa o una partita IVA che ha aderito alla rottamazione quinquies, mercoledì 30 settembre 2026 non è una scadenza come le altre. Chi ha saltato la rata del 31 luglio deve versarne due in un colpo solo: la nuova decadenza scatta quando risultano due rate omesse o pagate in parte. Il beneficio della misura — sanzioni, interessi di mora e aggio cancellati, tra il 30% e il 50% del totale — si difende solo pagando.
Due rate non pagate e la definizione agevolata si perde
Alla scadenza del 30 settembre la definizione agevolata resta valida solo se non risultano due rate omesse o insufficienti. È il punto che trasforma un appuntamento ordinario in una decisione critica per chi non ha versato la prima tranche: entrambe vanno coperte entro mercoledì.
Il meccanismo è quello descritto dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione nel comunicato del 23 settembre 2026. Se al 30 settembre i versamenti delle prime due rate risultano omessi o parziali, i benefici vengono meno. Di conseguenza il debito originario torna a essere preteso per intero, quanto già versato viene conteggiato come acconto e i carichi interessati non possono più essere rateizzati ai sensi dell'articolo 19 del DPR 602/1973. Riprendono anche i termini di prescrizione e le procedure cautelari o esecutive, comprese quelle sospese.
Attenzione alla proroga di 5 giorni, che non vale per tutte le rate. La normativa la riconosce soltanto per il versamento in unica soluzione e per l'ultima rata del piano. Chi ha scelto di pagare in due rate ha un caso particolare: la seconda, in scadenza il 30 settembre, è anche l'ultima, quindi i versamenti sono tempestivi fino al 5 ottobre 2026. Per tutti gli altri piani rateali la seconda rata ordinaria resta ferma al 30 settembre.
PagoPA in tre quote: ossigeno per la cassa, con un tetto di 2.000 euro
Le rate della rottamazione pagate tramite PagoPA possono essere diluite ulteriormente in tre quote senza interessi aggiuntivi. L'opzione è offerta dai servizi Buy Now, Pay Later di PayPal e Klarna, disponibile per transazioni fino a 2.000 euro.
Per il titolare di partita IVA la distinzione che conta è contabile. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione incassa il bollettino per intero e subito: la rata risulta saldata nei termini, quindi non c'è rischio di decadenza. Il debito verso l'Erario viene trasferito all'intermediario finanziario, con cui si sottoscrive un piano a tasso zero. Le scadenze:
| Quota | Quando viene addebitata |
|---|---|
| Prima | subito, al momento del pagamento |
| Seconda | dopo 30 giorni |
| Terza | dopo 60 giorni |
PayPal si usa al checkout sul portale PagoPA o sulle app bancarie e di pagamento abilitate. Klarna è disponibile versando il bollettino tramite l'App IO, con importi variabili in base al profilo di merito creditizio. In entrambi i casi il conto o la carta collegati devono avere disponibilità sufficiente alle scadenze dei mesi successivi. Eventuali ritardi nei rimborsi non toccano la rottamazione: producono penali o blocco dei servizi da parte della piattaforma.

Il conto della dilazione: 3% annuo e 54 rate
Sulle somme rateizzate si applica un interesse del 3% annuo dal 1° agosto 2026, con un minimo di 100 euro a rata. È il costo che una partita IVA deve mettere sul tavolo prima di scegliere se pagare subito o spalmare il debito.
La dilazione massima consentita è di 54 rate di pari importo distribuite in nove anni. Facendo il calcolo sui numeri pubblicati: se il minimo di 100 euro a rata trovasse applicazione su tutte le 54 tranche, il solo onere degli interessi sarebbe di 5.400 euro (100 × 54). È un limite superiore, non una previsione — l'interesse effettivo dipende dall'importo della singola rata — ma il calcolo dà la misura di quanto può pesare la scelta di allungare il piano all'estremo.
Il confronto con il risparmio chiarisce la posta in gioco. Nella ricostruzione di Qui Finanza, su un debito da 10.000 euro con sanzioni e interessi intorno al 40% del totale si versano circa 6.000 euro, con un risparmio di 4.000. Su 5.000 euro si versano circa 3.000 euro, risparmiandone 2.000. La quota cancellata è quella che rende la misura conveniente anche per chi ha una posizione fiscale da sistemare: il 3% annuo si applica solo al capitale residuo, non alle voci già stralciate.
Cosa controllare prima di mercoledì
Il pagamento si effettua con il modulo contenuto nella Comunicazione delle somme dovute. Chi non trova più il documento lo recupera nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione; in alternativa può richiederne copia dall'area pubblica via e-mail, allegando un documento di riconoscimento.
I canali disponibili sono diversi e tutti validi ai fini della scadenza:
- servizi online di banche e Poste Italiane;
- sportelli bancari e uffici postali;
- tabaccherie e ricevitorie abilitate;
- ATM abilitati;
- altri prestatori di servizi di pagamento aderenti a pagoPA;
- sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione;
- App Equiclick;
- sportelli territoriali dell'Agenzia, su appuntamento.
Sul sito dell'Agenzia è disponibile anche un calendario online delle definizioni agevolate, con le scadenze suddivise per mese e la possibilità di salvare le date come promemoria. Per la rottamazione quinquies, dopo il 30 settembre il prossimo appuntamento ordinario è il 30 novembre 2026, terza rata. Poi il piano prosegue con rate bimestrali.
La decisione da prendere entro mercoledì non riguarda solo il pagamento: per un'impresa è la scelta tra difendere uno sconto che vale fino al 50% del debito o riportare in bilancio l'intero carico originario, con le azioni di recupero al seguito.
Fonti
- Informazione Fiscale
- Qui Finanza
- Informazione Fiscale
- Lavoro e Diritti
- SoldiOnline
- Consulenti del Lavoro



