Rimborso pensioni per mancata rivalutazione: Guida, Moduli, Tabelle e Cosa Fare

Il Decreto Salva Italia, promulgato dal Governo Monti, aveva introdotto il blocco relativo all’adeguamento della pensione al costo della vita. Il fine ultimo di tale provvedimento era compensare l’inflazione registrata negli anni 2012 e 2013, interessando le pensioni superiori al triplo della minima stabilita per legge.

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla questione, ha promulgato una sentenza secondo la quale i pensionati aventi diritto all’adeguamento devono essere rimborsati dell’importo dovuto.

Il rimborso, cos’è e quadro normativo

Come su esposto, il Governo Monti attuò la politica atta ad arrestare l’adeguamento automatico delle pensioni; questo provvedimento riguardava quelle pensioni di importo uguale o superiore al triplo della pensione minima, cioè circa 1.400 euro. L’intervento della Corte Costituzionale ha ristabilito il diritto al ricalcolo pensionistico, con sentenza emessa il 30 aprile 2015, numero 70.

Ha affermato essere illegittimo rifiutare ai pensionati l’adeguamento dovuto alla rivalutazione connessa al costo della vita, al fine di avere una vita dignitosa dopo avere concluso la propria attività lavorativa ed avere ottenuto la dovuta pensione. Inoltre ha affermato che è doveroso garantire ai pensionati il potere di acquisto, inficiato dal blocco dell’adeguamento.

La richiesta di rimborso

La richiesta per l’ottenimento del rimborso relativo alla rivalutazione della pensione deve avvenire tramite ricorso, come stabilito dalla Corte Costituzionale. Questo garantisce al pensionato il ricalcolo dovuto alla rivalutazioni perdute riguardanti le pensioni passate. A tale scopo l’interessato deve recarsi presso uno studio legale, una delle varie associazioni consumatori oppure presso i sindacati autorizzati a ricevere le relative istanze. Indispensabile tale procedura, essendo ogni caso specifico e bisogno di valutazioni per la presentazione del giusto ricorso.

Coloro che possono presentare la richiesta sono gli ex dipendenti del settore pubblico e privato. I primi sono tenuti a depositare l’istanza presso la Corte dei Conti, i secondi devono rivolgersi al giudice del lavoro della propria provincia di residenza. Il termine per presentare il ricorso è di 5 anni dal verificarsi del fatto, per ottenere più tempo bisogna inviare una lettera di diffida. Questa procedura permette di avere la possibilità di presentare il ricorso anche dopo il decorrere del limite temporale, prefissato per il 2017. Presso il sito istituzionale dell’INPS è possibile scaricare il modulo per la presentazione del ricorso.

Calcolo del rimborso

Il calcolo del rimborso è effettuato dall’INPS, che ha accolto le istruzioni relative alla mancata rivalutazione degli assegni pensionistici come conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale. Il sistema di rivalutazione cambierà dal 2019, tenendo conto dell’adeguamento ai prezzi, con previsione di tre scaglioni divisi a seconda dell’importo pensionistico percepito. Essi sono:

  • il 100% di rivalutazione per le pensioni fino al triplo della minima;
  • il 90% della rivalutazione per le pensioni comprese tra il triplo ed il quintuplo;
  • il 75% della rivalutazione per le pensioni che superano il quintuplo.

Tale sistema di rivalutazione diviso in scaglioni garantisce un adeguamento previsto della Legge di Bilancio 2001, bloccato dal Governo Monti, ma reintrodotto dopo il confronto avvenuto tra le autorità ed i sindacati.

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