Rialzo BCE, Euribor a 2,682%: il conto per imprese e partite IVA

Il secondo rialzo BCE del 2026 è entrato in vigore oggi, 16 settembre 2026: 25 punti base in più sui tre tassi ufficiali, con il tasso sui depositi salito dal 2,25% al 2,50%. Per chi ha un'attività il problema non è la rata di casa, ma il prezzo del credito: l'Euribor 3 mesi viaggia a 2,682% e i futures lo proiettano verso il 3,10% entro giugno 2027. Chi pianifica un investimento deve ricalcolare il costo del debito su uno scenario più caro, non su quello di inizio anno.

Cosa ha deciso la BCE: depositi al 2,50%, rifinanziamento al 2,65%

Il Consiglio direttivo ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento: depositi al 2,50%, operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%, prestiti marginali al 2,90%. È la seconda stretta dell'anno dopo quella di giugno. La motivazione dichiarata è l'inflazione: ad agosto i prezzi al consumo dell'area euro sono saliti del 3,3% su base annua, il valore più alto da settembre 2023, trainati dai rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente.

Indice (15/09/2026)FixingPrecedente
Euribor 1 mese2,46%2,394%
Euribor 3 mesi2,682%2,664%
Euribor 6 mesi2,946%2,936%
Euribor 1 anno3,326%3,312%
Eurirs 10 anni3,6%3,59%
Eurirs 20 anni3,63%3,61%
Eurirs 30 anni3,49%3,45%

Il conto reale: 43 punti base in più sull'Euribor 3 mesi

L'Euribor a 3 mesi è passato dal 2,67% di inizio settembre al 2,682% del fixing di ieri, e il mercato futures indica un percorso verso il 3,10% entro giugno 2027. Il calcolo è presto fatto: 3,10 meno 2,67 fa 43 punti base di rialzo atteso. Su un finanziamento da 100.000 euro indicizzato all'Euribor, ogni punto base vale 10 euro di interessi annui: significa circa 430 euro l'anno in più a parità di capitale e spread. Su una linea da 500.000 euro si arriva a circa 2.150 euro annui. È un ordine di grandezza, non un preventivo: contano la data di revisione prevista dal contratto, il capitale residuo e lo spread.

Grafici finanziari in salita e monete su scrivania, rappresentazione dell'aumento dei tassi d'interesse
L'aumento dei tassi BCE comporta maggiori costi finanziari per le attività e le partite IVA.

Credito più selettivo sulle operazioni immobiliari

Per finanziare capannoni, locali o riqualificazioni il canale bancario si sta irrigidendo. Sul fronte dei mutui condominiali, spesso superiori a 150.000 euro, le banche allungano le istruttorie, chiedono più documentazione e valutano con maggiore prudenza la capacità di rimborso. L'effetto sulle quote è misurabile: un quarto di punto pesa circa 9 euro al mese su 80.000 euro residui in 10 anni e fino a 28 euro al mese su 200.000 euro in 30 anni. Per chi lavora su commesse condominiali — facciate, tetti, impianti, ascensori — significa delibere più caute e piani di spesa più diluiti.

Fisso o variabile: il divario è sceso a 25 euro al mese

Dopo il rialzo, su 120.000 euro in 20 anni il TAN medio del variabile è al 3,05% contro il 3,46% del fisso: 25 euro al mese di differenza, che con un ulteriore rialzo potrebbero ridursi a 10. Il mercato continua a preferire la copertura: nei primi otto mesi del 2026 il tasso fisso vale il 93% delle richieste di mutuo secondo l'Osservatorio Facile.it-Mutui.it. Sul variabile l'effetto cumulato è già concreto: un mutuo da 126.000 euro in 25 anni è passato da 578 euro a gennaio 2026 a circa 631 euro, con 53 euro al mese in più nell'anno.

Tre leve operative per chi ha un'attività

  • Rinegoziazione con la propria banca: si interviene su spread, durata e tipo di tasso, ma l'istituto non è obbligato ad accettare.
  • Surroga verso un altro istituto, senza costi né commissioni ai sensi dell'art. 120-quater del Testo unico bancario: il passaggio al fisso avviene però alle condizioni di mercato attuali.
  • Mutuo con cap e formule ibride, tornate di interesse con la stretta sui tassi, per proteggersi dai rialzi senza rinunciare del tutto ai ribassi.

Da valutare anche la liquidità di cassa: con tassi ufficiali più alti i conti deposito possono diventare più remunerativi, ma la trasmissione è più lenta sui depositi che sui prestiti.

Il calcolo da fare prima di firmare

Le medie di mercato non bastano. Le migliori offerte a tasso fisso per l'acquisto prima casa rilevate da MutuiOnline.it espongono un TAN del 2,95% su una simulazione da 100.000 euro in 30 anni, mentre la media del fisso riportata dalle simulazioni Facile.it è del 3,46% su 120.000 euro in 20 anni: oltre mezzo punto di distanza, ma su basi non omogenee, quindi il divario non è uno sconto disponibile per tutti. La vera mossa è chiedere per iscritto il confronto tra rata attuale e rata proposta, costi accessori inclusi. Francoforte mantiene un approccio "data driven" e le riunioni del 29 ottobre e del 17 dicembre diranno se la stretta è finita: chi ha un investimento in cantiere per il 2027 dovrebbe costruire il piano su tassi più alti di quelli che ha in mano oggi.

Fonti

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