Rendimento BTP Netto: Come Calcolarlo a 5 e 10 anni

I BTP sono titoli di Stato che gli investitori possono acquistare per avere un rendimento. I Buoni del Tesoro Pluriennali (questo il loro nome completo) garantiscono un pagamento dei rendimenti semestrale. Quando si acquista un BTP, generalmente a scadenza di cinque anni, esso ha un determinato valore che va accresciuto nel tempo. Se su quel BTP maturano degli interessi, ogni sei mesi l’investitore percepisce questi interessi.

Ovviamente non è obbligatorio mantenere i BTP fino alla loro scadenza naturale. Essi sono titoli, e come tali sono passibili di compravendita durante tutto il periodo della propria vita. La minima scadenza di un BTP è di 2 anni, la massima è di 30 e si possono vendere e acquistare a seconda del momento. Generalmente chi cerca di vendere lo fa in un momento in cui il mercato è favorevole, per ricavare il più possibile dal singolo titolo, mentre chi acquista vorrebbe farlo in momenti di mercato calante, quando i venditori si devono sbarazzare dei titoli e li svendono a prezzi inferiori.

Come calcolare il rendimento dei BTP netto

Per calcolare il rendimento dei BTP netto, indipendentemente dalla loro scadenza, vanno tenuti in conto almeno sei parametri. Il primo, ovviamente, è il prezzo di acquisto del BTP, mentre il secondo è la cedola, cioè gli interessi che è possibile maturare grazie a quel BTP. A parte questi due parametri di base, ce ne sono almeno altri quattro fondamentali. Innanzitutto le spese di acquisto, ossia le commissioni da pagare per l’acquisto di un BTP. Il Ministero delle finanze, infatti, non consente la vendita diretta al cittadino che vuole investire, ma si serve di intermediari. Generalmente questi richiedono una commissione dell’1%, che si va a sommare al valore nominale del BTP e quindi ricade nelle tasche di chi acquista.

È poi importante considerare le imposte sul rendimento. Quando si ricevono dei rendimenti da BTP, infatti, bisogna pagare delle imposte al 12,5%, che ovviamente fanno diminuire la cifra acquisita, poiché una parte se ne va per il pagamento di questa tassa. Ci sono, poi, ulteriori imposte da pagare su quello che viene chiamato scarto di emissione, cioè sul gap tra il valore del BTP al momento dell’emissione e il valore al momento in cui il risparmiatore ne entra in possesso.

Rendimento BTP Italia

Rendimento BTP

Infine, bisogna calcolare le imposte sulla plusvalenza, cioè sulla parte di capitale guadagnata in più rispetto al prezzo di emissione. Queste imposte, tuttavia, interessano solo chi vuole vendere il titolo prima della sua scadenza naturale. Dalla compravendita, infatti, si ricava un capitale che può essere superiore a quello investito per acquistarli al momento dell’emissione. Quella parte di guadagno in più, detta appunto plusvalenza, viene tassata. Con una complicata formula che mette in relazione la cedola e il capitale sborsato inizialmente con il guadagno e il numero di anni che mancano alla scadenza si può ottenere il calcolo preciso del rendimento dei BTP.

Rendimento dei BTP a 5 o 10 anni

Tra i BTP più conosciuti ci sono quelli a 5 anni. I BTP con durata quinquennale hanno un tasso del 5,5%. Il prezzo iniziale si aggirava attorno ai 122 o 123, con una cedola netta del 3,93%. Ogni 6 mesi, insomma, un titolare di BTP quinquennale può ricavare quasi il 4% di interessi netti. Il rendimento netto è dunque dello 0,70%, tolte tutte le spese per le imposte e per il mantenimento dell’investimento, con un credito d’imposta attorno al 2,30%.

C’è anche chi sceglie di acquistare BTP con scadenza decennale. Più è lunga la scadenza, più sono gli anni durante i quali si percepiranno gli interessi. Lo Stato, inoltre, ha interesse a vendere BTP con scadenza più lunga possibile per continuare a ricevere finanziamenti dagli investitori e allontanare la possibilità di bancarotta. I BTP a 10 anni, quindi con scadenza nel 2027, hanno un tasso del 6,5% con un prezzo di poco inferiore al 140. La cedola netta ha pochissima differenza con quella dei BTP a 5 anni, perché si assesta attorno al 4,08%, ma cambia sostanzialmente il rendimento netto: quest’ultimo è oltre l’1,60%. Di pari passo c’è l’aumento del credito d’imposta, che si situa a 3,55%. In sostanza, i BTP con scadenza più lunga sono più stabili e nel complesso più redditizi. Come si vede soprattutto dal paragone sul rendimento netto, essi possono garantire entrate molto più sostanziali dei BTP quinquennali, al fronte di un aumento proporzionale del credito d’imposta.

Fare Trading sui Mercati Finanziari

Per comprare e vendere sui mercati finanziari, in maniera che può essere più profettevole rispetto all’investimento sui BTP è sicuramente quello del trading online. Il trading di consente di effettuare operazione di compravendita su azioni, obbligazioni, etf, materie prime, criptovalute ecc. tramite i CFD, i contratti per Differenza. Se sei interessato ad iniziare a fare trading le migliori piattaforme online, in cui puoi registrarti grauitamente per iniziare a fare pratica, certificate dalla Consob o altri enti regolatori sono le seguenti:

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