Regime dei Minimi e Regime Forfettario: Cosa Cambia dopo l’approvazione del DEF

Nell’ultimo periodo sicuramente hai sentito parlare del DEF. Il DEF è un documento redatto periodicamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze che presenta una serie di dati economico – finanziari per la nazione e la Comunità Europea. Col DEF si stabiliscono diversi importanti parametri che interessano le piccole e medie imprese, tra i quali rientrano il Regime dei Minimi e il Regime Forfettario, soggetti a cambiamento rispetto agli anni scorsi.

Che cos’è il DEF

Il DEF è il Documento di manovra di Economia e Finanza. Il documento del DEF è diviso in tre parti che sono: il Programma di Stabilità; l’analisi dell’andamento e delle tendenze della Finanza Pubblica e infine il Programma della Riforma Economica Nazionale. Le prime due parti di questo documento sono redatte per essere presentate alla Comunità Europea con termine prefissato ogni 10 aprile (nel 2018, grazie a una legge delega, la data è stata posticipata per i ritardi di formazione del Governo a seguito delle elezioni di marzo), mentre l’ultima parte sono manovre riservate all’economia nazionale, la parte t’interessa perché tratta del Regime dei Minimi e del Regime Forfettario. Il DEF, in sostanza, è un testo che non ha forza di legge ma che serve a fare da riassunto per la legge di Bilancio che viene redatta ogni anno.

Differenza fra Regime dei Minimi e Regime Forfettario

Oggi non puoi più parlare separatamente di Regime dei Minimi e di Regime Forfettario, in quanto il secondo è la diretta evoluzione del primo. Si tratta di due Regimi Fiscali agevolati. Il Regime dei Minimi è stato introdotto nel 2008 grazie alla legge di Bilancio di allora. Lo scopo era quello di agevolare tutte le piccole e medie imprese grazie a un trattamento fiscale più semplice e leggero. Lo scopo finale di questa legge era quindi di dare più possibilità di aprire una piccola o media impresa, allargando quindi il ventaglio di possibilità a più persone che avessero l’intenzione di aprire una partita IVA. Tutto ciò motivato dagli obiettivi di crescita e sviluppo del Paese, imposti dai canoni della Comunità Europea.

In sostanza, il Regime dei Minimi ti permette di avere un trattamento fiscale agevolato se la tua azienda è idonea a determinate caratteristiche, però solo per un periodo di tempo limitato. Nello specifico, il Regime dei Minimi prevedeva che potessi farne parte solo se la tua azienda non superasse i trentamila euro di fatturato, non avessi dipendenti o collaboratori e se nei tre anni precedenti non avessi acquistato beni strumentali per un valore superiore a quindicimila euro. In secondo luogo, potevi avvalerti del Regime dei Minimi o fino ai 35 anni di età, oppure solo per 5 anni se hai più di 35 anni.

Passaggio al Regime Forfettario

Insomma, il Regime dei Minimi presenta delle limitazioni strutturali importatni, che non garantiscono un buon trattamento per tutte le imprese. Motivo per cui, nel 2016 viene abolito il Regime dei Minimi definitivamente per passare al Reigme Forfettario. Nel 2016, il Regime Forfettario aumenta la soglia di guadagno da 30mila fino a 50mila euro, diversificando a seconda del tipo di azienda. Inoltre abolisce i limiti di età e di durata per rimanere in questo regime fiscale.

Novità Regime Forfettario 2018 dopo l’approvazione del DEF

Ma è importante che tu sappia che con il DEF del 2018 sono cambiati alcuni aspetti del Regime Forfettario, rendendolo ancora più conveniente sotto diversi aspetti.
Il primo cambiamento introdotto dal nuovo DEF stanno nella soglia dei guadagni prefissati per le attività. Per ogni tipo di attività è fissato una soglia massima di guadagno, oltre la quale puoi eccedere al massimo per il 50%. Una buona novità, considerando che nel precedente Regime Forfettario il guadagno massimo era fissato a 30mila euro, a prescindere dal tipo di attività.
Un’altra novità è la possibilità di avere collaboratori nella propria azienda (mentre nel precedente non era concesso). Puoi avere collaboratori per i quali però non puoi spendere oltre i 5000€ lordi l’anno.

Sono cambiate anche le regole riguardanti i beni strumentali. Prima non potevi entrare nel Regime Forfettario se nei tre anni precedenti avevi investito 15mila euro di capitale in beni strumentali. Adesso puoi entrare nel Regime Forfettario a prescindere dagli investimenti precedenti, a patto però che il valore attuale totale dei beni strumentali non superi i 20mila euro. Questo valore non comprende gli immobili dell’attività e gli strumenti il cui costo è inferiore a 516,45€.

Il nuovo Regime Forfettario introduce delle importanti agevolazioni a livello fiscale. Il nuovo tassabile è calcolato su questa operazione compensi moltiplicato il coefficiente di redditività.
Sulla base di queste calcolo si impone solo un’imposta pari al 15%, che esclude tutte le altre tasse statali, oltren alle tasse comunali e regionali. Un’altra novità sul pagamento delle tasse sta in questo: se hai iniziato l’attività in maniera autonoma e non sei stato proprietario di altre attività nei 3 anni precedenti, si impone l’aliquota al 5% invece che del 15%, e l’imponibile si riduce di un terzo, per i primi 5 anni di attività. Infine, per quanto riguarda i tuoi obblighi verso lo Stato, devi conservare i documenti di acquisito della merce. Le fatture possono essere fatto in formato elettronico e non deve essere l’IVA nelle fatture dirette a paesi in black-list (cioè soggetti a trattamento fiscale agevolato).

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