Reddito di Cittadinanza 2019: Come Funziona, Requisiti ISEE, Vincoli, Come Richiederlo e Fare Domanda

Dopo mesi di discussioni, problemi, rallentamenti ed avvisi da parte dell’Unione Europea, finalmente il provvedimento simbolo del Movimento 5 Stelle sembra essere pronto. Il Reddito di cittadinanza è stato modificato e limato per determinarne i parametri di applicazione ed i confini, potendo venire alla luce ad aprile e rispondere alle richieste di coloro che attendevano l’intervento da sei mesi.

Cos’è e Come Funziona il Reddito 2019

Il reddito di cittadinanza è un provvedimento di integrazione contributiva, in parte assistenziale ed in parte diretta a consentire al beneficiario di essere reinserito nel mondo del lavoro. Partirà ad aprile 2019, mentre le richieste potranno essere presentate a marzo. Per ottenere questa integrazione si devono possedere determinati requisiti, inoltre bisognerà attenersi a quelle che sono state definite norme anti divano. Cioè il sottoscrittore del reddito di cittadinanza sigla un patto sociale, per il lavoro e per la formazione con lo Stato. In poche parole si impegna a recepire tale integrazione per riuscire a tornare nel mondo del lavoro. Infatti con la ristrutturazione dei Centri dell’Impiego, al beneficiario verranno presentate delle offerte di lavoro in rispetto delle sue qualifiche professionali; lui potrà rifiutarne massimo due, poiché al terzo diniego perderà automaticamente il reddito di cittadinanza. Inoltre se trascorso un anno si riceve una sola proposta di lavoro, rifiutarla comporta la stessa conseguenza.

L’importo erogato dallo Stato

L’importo del reddito di cittadinanza non è fisso, cioè non è una somma erogata a tutti nella stessa misura. Parliamo di un reddito minimo garantito che comporta un’integrazione che nello specifico permette al soggetto di raggiungere quella soglia minima indicata dall’ISTAT come indispensabile per vivere. La cifra di 780 euro non corrisponde a quanto si otterrà con il reddito di cittadinanza. Innanzitutto è da dividere in due parti: 500 euro è la soglia massima, il vero reddito di cittadinanza, a cui si integrano 280 euro da corrispondere a chi è sottoscrittore di un contratto di affitto. Per coloro che vivono in una casa di proprietà, dunque e riconosciuta la somma massima di 500 euro. Tuttavia tale cifra deve integrare il reddito già posseduto; per cui se un beneficiario percepisce mensilmente 400 euro da un lavoro o altra fonte di guadagno, gli verranno riconosciuti 380 euro che sono la differenza per raggiungere la soglia minima di povertà. Quindi il decreto del Governo stabilisce:

  • l’integrazione è fissata nel massimo a 6000 euro annui, con riferimento al reddito familiare;
  • l’integrazione può prevedere un aggiunta di 3360 euro per il pagamento di un canone di locazione;

Il beneficiario non può ricevere un’integrazione superiore a 9360 euro, ovvero i 780 euro mensili. È stabilita la possibilità di moltiplicare per il parametro di equivalenza, che prevedere +0,2 per ogni figlio minorenne e +0,4 per ogni familiare maggiorenne successivo al primo.

I requisiti previsti e gli esclusi

L’articolo 2 del decreto sul Rdc stabilisce quali sono i requisiti da possedere e mantenere per ricevere l’integrazione. Questi requisiti sono:

  • essere cittadini italiani oppure di uno stato membro. Agli stranieri è riconosciuto il reddito di cittadinanza se hanno un regolare permesso di soggiorno è risiedono in Italia in maniera continuativa da almeno 10 anni;
  • avere un ISEE inferiore alla somma di 9360 euro;
  • possedere un patrimonio immobiliare oltre la prima casa il cui valore è inferiore a 30.000 euro;
  • possedere un patrimonio mobiliare inferiore a 6000 euro, limite innalzabile di 2000 per ogni componente maggiorenne successivo al primo del nucleo familiare. È previsto altro incremento di 5000 euro se è presente un componente della famiglia afflitto da disabilità;
  • possedere un reddito famigliare non superiore a 6000 euro, ma nel caso di abitazione in affitto il limite sale a 9360 euro.

Esistono dei cittadini che non possono a priori richiedere il reddito di cittadinanza, anche se in possesso dei requisiti indicati. Parliamo di:

  • incarcerati, ricoverati di lunga degenza in strutture pubbliche e famiglie dove un componente ha rinunciato al proprio lavoro nei dodici mesi precedenti;
  • i nuclei familiari che sono in possesso di auto o motociclette immatricolate nei sei mesi precedenti la presentazione della richiesta. Sono esclusi anche i possessori di auto con cilindrata superiore a 1600 cc e moto di 250 cc immatricolati degli ultimi due anni;
  • i nuclei familiari in possesso di imbarcazioni da riporto;

Ricordiamo che lo stesso articolo 2 stabilisce che il reddito di cittadinanza è compatibile all’indennità di disoccupazione.

Reddito di Cittadinanza 2019

Durata e presentazione della richiesta

La durata massima dell’integrazione al reddito è di 18 mesi. È presente la possibilità di rinnovarla, tuttavia con l’obbligatoria sospensione per un mese. Da rammentare che ogni variazione delle condizioni economiche del beneficiario oppure di un membro della sua famiglia deve essere comunicato all’INPS entro 30 giorni. La richiesta è da presentarsi adoperando l’apposito modulo messo a disposizione dall’INPS.

Compilata potrà essere inviata online, oppure presentandola ad un centro di assistenza fiscale convenzionato, si discute anche della possibilità di consegnarle presso un ufficio delle Poste Italiane. Assieme alla domanda è doveroso consegnare anche la copia dell’ISEE. L’INPS provvederà ad esaminare la domanda ed entro 5 giorni valuterà la presenza o meno dei requisiti. Se l’esito è positivo il beneficiario otterrà la carta RdC, realizzata da Poste Italiane con un limite di prelievo mensile di 100 euro e l’obbligo di spendere l’intero contributo entro il mese corrente.

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