Purezza Diamanti: Come si Calcola e Come Verificare la Purezza dei Diamanti

Il diamante è la pietra più preziosa, molto richiesta per il suo prestigio e bellezza, o come forma di investimento. Se decidi di acquistarne uno, vorrai sincerarti che la tua scelta ricada su un pezzo di prima qualità, e che il prezzo che ti viene proposto corrisponda all’effettivo valore del prodotto. Questo articolo ti spiega come calcolare e verificare la purezza di un diamante.

Per purezza si intende l’assenza di imperfezioni, all’interno o all’esterno del diamante, che ne intaccano la limpidezza e l’omogeneità. Fra le caratteristiche interne, anche dette inclusioni, tipica è la presenza di altri minerali rimasti intrappolati durante processo di formazione del diamante. Possono essere presenti anche minuscole deformazioni che testimoniano la naturale evoluzione del materiale. La superficie può presentare graffi, di solito invisibili a occhio nudo. Inoltre, è bene sapere che il diamante può essere danneggiato anche in fase di taglio, trattandosi di un minerale molto resistente ma non indistruttibile.

Calcolare la purezza

Esiste una scala usata a livello internazionale come riferimento per il calcolo della purezza del diamante, elaborata dal Gemological Institute of America e nota come “scala GIA”. I gradi di purezza secondo la scala GIA sono i seguenti:

  • FL (Flawless): letteralmente perfetto. Quasi introvabile.
  • IF (Internally Flawless): privo di imperfezioni al suo interno. Estremamente raro.
  • VVS (Very Very Slightly Included): le inclusioni sono difficilmente visibili al microscopio. Tale categoria è suddivisa in due sottolivelli, VVS1 e VVS2.
  • VS (Very Slightly Included): imperfezioni più marcate, che tuttavia non pregiudicano l’aspetto del diamante a occhio nudo. Sottocategorie: VS1 e VS2.
  • SI (Slightly Included): inclusioni talvolta visibili a occhio nudo. Sottocategorie: SI1 e SI2.
  • I (Included): imperfezioni visibili a occhio nudo. Nei casi più gravi pregiudicano sensibilmente la trasparenza del diamante.

Le naturali imperfezioni di un diamante ne testimoniano la genuinità, escludendo un’origine artificiale, ma se troppo visibili incidono negativamente sul suo valore commerciale. Un diamante con difetti esterni può comunque essere considerato vicino alla perfezione (grado IF), mentre le inclusioni sono valutate più severamente, ma il valore delle pietre VVS e VS è comunque elevato.

Purezza Diamanti

Purezza Diamanti

Verificare la purezza di un diamante

Ora sapete come si calcola la purezza di un diamante, ma vi chiederete come si fa in pratica a valutare la pietra, assegnandole uno dei gradi della scala GIA. La valutazione della purezza di un diamante si basa sull’osservazione per mezzo di un microscopio a 10 ingrandimenti. Solo i difetti più gravi infatti possono essere rilevati ad occhio nudo, ma per analizzare pezzi di maggiore qualità dovrete affidarvi ad un esperto che dispone dell’esperienza e della tecnologia necessarie a verificare un elevato livello di purezza. Le società di commercio di diamanti più serie sono solite fornire un attestato attendibile della purezza del diamante. Siate cauti, non acquistate da chi si rifiuta o non è in grado di fornirvi tale certificazione.

Con queste informazioni di base sarete in grado di distinguere immediatamente una pietra di valore da una scadente e saprete interpretare con competenza il grado di purezza del diamante che vi viene offerto.

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