Price cap carburanti Tamoil: cosa cambia per imprese e partite IVA

Anche Tamoil Italia applica da oggi misure per contenere i prezzi di benzina e gasolio nella propria rete, in vigore fino al 31 ottobre 2026. Per chi ha una partita IVA e mezzi propri la notizia ha due facce: i rifornimenti costano un po' meno, ma il tetto dura un mese e la compagnia non ha comunicato di quanto scenderanno i prezzi. Il nodo, per le microimprese, è chi resta fuori dall'accordo.

Il risparmio reale sui rifornimenti

Il 1° ottobre il prezzo medio nazionale self service è sceso a 2,084 euro al litro per la benzina e 2,285 euro per il gasolio, in calo di 2,7 e 3,1 centesimi sul giorno prima. In autostrada, la rete che pesa sui mezzi pesanti, la benzina è a 2,122 euro e il gasolio a 2,328.

Per chi mette il carburante tra i costi di esercizio conta la variazione settimanale: da sabato la benzina è scesa di 7,5 centesimi al litro e il gasolio di 9,2. Su ogni 1.000 litri riforniti il risparmio rispetto a sei giorni prima vale 75 euro sulla benzina e 92 euro sul gasolio.

Tamoil non dice di quanto taglia

Q8 ha fissato il tetto a 1,994 euro per la benzina e 2,194 per il gasolio; Staroil a 1,979 e 2,179 tra Venezia, Vicenza e Verona. Tamoil, come Eni e Ip, non ha indicato il valore del tetto. Assoutenti ha chiesto chiarezza su "di quanto effettivamente scenderanno i prezzi ai distributori e se tutti gli impianti si adegueranno alla misura".

Senza un prezzo dichiarato lo sconto non è verificabile a consuntivo per chi ha carte carburante o contratti di rifornimento. Il caso Ip — al 30 settembre solo 850 punti vendita avevano aderito, con applicazione progressiva — mostra che l'adesione della compagnia non equivale a quella di ogni singola stazione.

Price cap carburanti Tamoil fino al 31 ottobre
Dettaglio di una pistola di rifornimento presso una stazione di servizio. Foto di Anyana Webb su Pexels

Chi resta fuori dal price cap

Secondo l'analisi de Il Post, le grandi compagnie possono permettersi di ridurre temporaneamente i margini; le aziende più piccole e le "pompe bianche" — che già vendono a prezzi più bassi — no, e stanno protestando minacciando di ricorrere all'autorità per la concorrenza. Chi si rifornisce da un distributore indipendente potrebbe non trovare alcun ribasso.

Quanti impianti aderiscono: le stime non coincidono

Open e Milano Finanza indicano circa 9.300 stazioni dopo l'ingresso di Tamoil; Il Fatto Quotidiano e Il Messaggero circa 11.200 su 22.000, pari al 50,9%; ANSA cita il Codacons con 11.500 su oltre 21.000; FIRSTonline arriva a oltre 12.000. Anche la rete Tamoil è descritta con numeri diversi: 1.587 impianti secondo l'Osservaprezzi del Mimit, 1.500, 1.450 o 1.400 secondo altre testate.

Sul dato Mimit, i 1.587 punti vendita Tamoil valgono il 7,3% dei circa 21.700 impianti italiani. Prima dell'adesione le stazioni con tetto erano circa 7.700, poco più di un terzo della rete.

Cosa cambia per la pianificazione di novembre

Il tetto scade il 31 ottobre e nessuna compagnia ha indicato cosa accadrà dopo: per il budget dell'ultimo trimestre va trattato come misura temporanea. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha detto che il governo si augura che il price cap "venga esteso alle bollette elettriche domestiche", aggiungendo che "è il momento in cui l'Europa deve decidere, non può stare alla finestra".

Il Post rileva che le compagnie contano anche su un effetto reputazionale e sui rapporti con il governo, sperando di evitare la tassa sui cosiddetti "extraprofitti" di cui si parla spesso. Con 9,2 centesimi di calo sul gasolio, diecimila litri valgono 920 euro in meno: il ribasso aiuta, ma l'incertezza su novembre pesa più del risparmio di ottobre.

Fonti

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