Benzina e diesel hanno smesso di scendere. Dopo oltre venti giorni di ribassi, i prezzi alla pompa sono in stallo: la verde perde un millesimo al giorno, il gasolio arretra di uno o due millesimi. Il tutto a tre giorni dalla scadenza del taglio delle accise, che il 3 luglio chiuderà la stagione degli sconti governativi e farà risalire i prezzi proprio all'inizio delle partenze estive.
Il paradosso è che il petrolio continua a calare. Il Brent quota 73,2 dollari al barile, il WTI è a 70 dollari, ai minimi da prima della crisi dello Stretto di Hormuz. Ma alla pompa la discesa si è praticamente spenta: lo confermano i dati regionali del Mimit, che per la benzina registrano prezzi fermi in quasi tutta Italia.
Quanto costano oggi benzina e diesel
Secondo le rilevazioni dell'Osservaprezzi del Mimit al 29 giugno 2026, il prezzo medio nazionale in self-service è di 1,809 euro al litro per la benzina e 1,892 euro al litro per il gasolio. In autostrada i valori salgono a 1,901 euro/litro per la verde e 1,978 euro/litro per il diesel. I dati di Motor1, basati su Staffetta Quotidiana, riportano cifre leggermente diverse — 1,821 euro/litro per la benzina e 1,911 per il gasolio in self, con il servito che arriva a 1,962 per la benzina e 2,053 per il diesel — ma il quadro non cambia: la benzina è abbondantemente sotto quota 1,9 euro, il diesel sfiora i 2 euro solo nel servito.
A livello regionale lo stallo è netto. La benzina scende di un millesimo soltanto in Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Puglia e Sardegna; nel resto d'Italia è ferma. Il diesel mantiene un residuo slancio al ribasso in quasi tutte le regioni, ma si parla di uno o due millesimi. Il Veneto resta la regione più economica con la verde a 1,787 €/l e il gasolio a 1,867 €/l.
Perché il calo si è fermato
La spiegazione sta nell'effetto "razzo e piuma" che caratterizza storicamente i carburanti: quando il greggio sale per una crisi, i prezzi alla pompa schizzano in alto quasi all'istante per proteggere i margini; quando il petrolio scende, i listini calano con estrema lentezza. Le compagnie acquistano il greggio con contratti a termine e il carburante oggi nei serbatoi è stato raffinato settimane fa, quando i costi di trasporto erano più alti.

A questo si somma l'incertezza sullo Stretto di Hormuz. Nonostante il memorandum tra Stati Uniti e Iran, i flussi marittimi non sono tornati al 100% e i premi assicurativi sul rischio guerra restano elevati. Finché la logistica del Golfo Persico non si normalizza del tutto, i costi accessori tengono i prezzi su.
Il 3 luglio scade il taglio delle accise
La vera incognita è fiscale. La proroga del taglio delle accise — 5 centesimi al litro per la benzina e 5 centesimi per il diesel (quest'ultimo dimezzato dai 10 precedenti) — scade alla mezzanotte del 3 luglio 2026. Senza un nuovo intervento del Governo, da sabato 4 luglio ogni litro costerà circa 6,1 centesimi in più (IVA inclusa). Il messaggio dell'esecutivo è che il rinnovo non ci sarà: i prezzi sono in discesa e la misura non è più necessaria.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha intanto convocato per il 30 giugno i vertici di Eni, Api-Ip, Q8 e Tamoil per chiedere un adeguamento più rapido dei listini al calo del greggio. «Ho convocato nuovamente le compagnie petrolifere per richiamarle alla loro responsabilità nell'adeguare, il più velocemente possibile, il prezzo dei carburanti all'andamento dei mercati», ha dichiarato a Tgcom24, aggiungendo che il costo dei carburanti in Italia «è in linea con gli altri principali Paesi europei, anzi, in alcuni casi è migliore».
Sul tavolo anche le critiche delle associazioni dei consumatori. L'Unione Nazionale Consumatori denuncia ribassi troppo lenti rispetto al calo del greggio; il Codacons parla di «doppia velocità» dei listini e giudica insufficiente la sola convocazione delle compagnie.
L'asimmetria nei numeri
Il nodo sta nei numeri. Come già riportato, da inizio giugno il Brent ha perso circa il 24% del suo valore, mentre la benzina alla pompa è scesa solo del 6,3% e il diesel del 4,8%. La forbice tra petrolio e pompa si è allargata invece di chiudersi. Se il 4 luglio le accise tornano piene, il prezzo della benzina self potrebbe risalire verso 1,87 euro al litro e il diesel verso 1,95, vanificando una parte consistente dei ribassi delle ultime settimane. Per milioni di automobilisti e per le imprese di autotrasporto, la combinazione tra stallo dei prezzi e ritorno delle accise piene rischia di rendere luglio — il mese delle partenze — un salasso al distributore.
Fonti
- Carburanti in Slovenia
- Carburanti Slovenia
- Carburanti, Urso alle compagnie
- Carburanti, taglio accise scade 3 luglio
- I prezzi di benzina e diesel continuano a scendere
- Prezzi carburanti oggi
- Prezzi carburanti: stallo benzina, scende il diesel
- Carburanti al palo
- Caro carburanti, stop agli sconti dal 3 luglio
- Consumi petroliferi maggio
- Prezzi dei carburanti, Urso convoca i petrolieri



