Dal 1° luglio 2026, ogni nuova assunzione nel settore privato porta con sé un adempimento immediato: il datore di lavoro deve consegnare al neoassunto un'informativa dettagliata sulla previdenza complementare e raccogliere le sue scelte entro 60 giorni. La legge n. 199/2025 ha introdotto l'iscrizione automatica ai fondi pensione di categoria, sostituendo il tradizionale meccanismo del silenzio-assenso sul TFR. La Deliberazione COVIP del 19 giugno 2026 ha chiarito le regole operative: per chi gestisce personale, l'adeguamento è urgente.
L'informativa previdenziale: quattro elementi da comunicare a ogni neoassunto
Al momento di ogni assunzione effettuata dopo il 30 giugno 2026, il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore un'informativa scritta su:
- gli accordi collettivi applicabili in materia di previdenza complementare;
- il meccanismo di adesione automatica e il suo funzionamento;
- la forma pensionistica complementare di destinazione prevista dal contratto;
- le opzioni disponibili per il lavoratore e le relative tempistiche.
L'impresa diventa il punto operativo di contatto tra il lavoratore e il fondo pensione. La consegna dell'informativa è un requisito esplicito delle direttive COVIP, non una raccomandazione.
Le scelte del lavoratore: quattro opzioni da raccogliere entro 60 giorni
Ricevuta l'informativa, il lavoratore ha 60 giorni per decidere tra quattro opzioni:
- confermare l'adesione automatica al fondo pensione indicato dal CCNL applicato;
- rinunciare, mantenendo il TFR nel regime ordinario;
- optare per una diversa forma pensionistica complementare;
- destinare soltanto una quota del TFR alla previdenza complementare, se gli accordi collettivi lo consentono.
Il datore di lavoro deve raccogliere la scelta nei tempi previsti. Se il lavoratore non si manifesta entro i 60 giorni, l'adesione automatica si consolida per legge — con la conseguenza che i flussi contributivi verso il fondo partono automaticamente.

Le nuove regole riguardano due categorie distinte: i lavoratori di prima assunzione e chi instaura un nuovo rapporto di lavoro dopo il 30 giugno 2026 risultando già iscritto a una forma pensionistica complementare con conferimento del TFR.
TFR e contributi: la logica operativa cambia alla radice
La riforma inverte la direzione del default. Finora il TFR restava in azienda — o veniva trasferito al fondo solo su scelta attiva del lavoratore. Dal 1° luglio il trasferimento è automatico dalla data di assunzione, salvo rinuncia espressa entro 60 giorni. Le direttive COVIP disciplinano le modalità per identificare il fondo destinatario e regolano il versamento sia del TFR sia delle contribuzioni contrattuali.
Per chi assume da luglio, i flussi verso il fondo pensione partono sin dal primo giorno di rapporto, salvo diversa scelta del lavoratore comunicata entro il termine.
Tre adeguamenti operativi da fare subito
Tradotto in pratica, la riforma richiede almeno tre aggiornamenti nei processi aziendali:
- Onboarding: inserire la consegna dell'informativa previdenziale come passaggio sistematico di ogni assunzione post-30 giugno;
- Tracciamento scelte: monitorare le eventuali rinunce o variazioni esercitate entro i 60 giorni — l'assenza di risposta vale come conferma dell'adesione;
- Flussi contributivi: verificare quali fondi pensione si applicano ai CCNL in uso e impostare i versamenti del TFR di conseguenza sin dalla data di assunzione.
La COVIP ha pubblicato le istruzioni il 19 giugno 2026, a dodici giorni dall'entrata in vigore. Chi non ha ancora aggiornato le procedure ha pochissimo tempo.
Fonti
- COVIP: Previdenza complementare – direttive in materia di adesione automatica | Dottrina Lavoro
- Adesione automatica alla previdenza complementare dal 1° luglio 2026: arrivano le istruzioni della Covip | IPSOA
- Adesione automatica previdenza complementare: le indicazioni della Covip | IPSOA


