Prestazione Occasionale: come Funziona, Limiti e Ricevuta, le novità del 2019

Per prima cosa è bene che tu sappia cosa si intende per prestazione occasionale in maniera tale che questo termine non possa essere confuso col lavoro part time, che molto spesso viene identificato nello stesso modo quando si parla di tali prestazioni. La prestazione occasionale è quella che avviene saltuariamente, senza una cadenza fissa, la quale permette a un lavoratore di poter ottenere un reddito aggiuntivo che deriva appunto da questo genere di lavori.

Per esempio una consulenza che un tecnico informatico effettua per un suo vicino di casa rientra perfettamente nel concetto di prestazione occasionale dato che la stessa non rientra nelle mansioni lavorative di un lavoratore durante il suo orario d’ufficio. Pertanto non si parla di lavoro part time visto che il lavoratore occasionale può prestare i suoi servizi per svariati soggetti o imprese senza che sia necessario istituire un contratto di lavoro, che invece vincola i lavoratori part time a quell’impresa.

Come funziona la prestazione occasionale

La prestazione occasionale funziona in modo molto semplice. L’impresa contatta un lavoratore autonomo il quale sottoscrive il contratto di prestazione occasionale, il quale potrebbe essere anche verbale seppur poi si debbano svolgere tutte le differenti procedure che consentono effettivamente di poter regolare quel lavoratore, ovvero si dovrà procedere al versamento dei contributi e al pagamento della sua assicurazione.

Terminato quel tipo di prestazione il lavoratore occasionale verrà retribuito in base al numero di ore svolte o comunque seguendo le regole che vanno a contraddistinguere quel rapporto lavorativo stesso, in modo tale che il contratto possa essere rispettato in tutte le sue svariate parti.

Limiti e ricevute del lavoro occasionale

Il lavoro occasionale, per questo 2018, viene caratterizzato da limiti che non devono essere ignorati in quanto, in caso contrario, decade appunto il concetto fondamentale di prestazione occasionale, che potrebbe facilmente tramutarsi in lavoro part time.

Sia per i prestatori che per gli utilizzatori il limite che non deve essere violato è fissato a cinquemila euro: questo significa che l’impresa o chi decide di assumere dei lavoratori occasionali non potrà spendere una somma di denaro complessiva superiore ai cinquemila euro mentre, i lavoratori occasionali, annualmente non possono ricevere un compenso superiore a quel limite.
Qualora la prestazione sia svolta dallo stesso lavoratore, il limite che lo stesso potrà ricevere dalla medesima impresa è pari a cinquemila euro: in tutti i casi, al termine della prestazione lavorativa, deve essere rilasciata una ricevuta che attesta sia il pagamento della stessa prestazione che lo svolgimento di quel lavoro.

La ricevuta dovrà essere conservata in caso di eventuali controlli da parte delle autorità competenti in materia e deve essere compilata inserendo tutte le svariate informazioni che devono essere necessariamente chiare e prive di errori.  Le imprese non possono assumere un numero superiore a cinque lavoratori occasionali contemporaneamente e ogni importo deve essere soggetto alle diverse ritenute fiscali.

Novità per il pagamento

Sul fronte pagamento sono stati rimossi i vecchi voucher e in questo 2018 saranno presenti due strumenti differenti. Primo di questi è il Libretto Famiglia ovvero dei nuovi voucher che vengono consegnati alle famiglie che hanno assunto colf, badanti o altri lavoratori occasionali e che devono essere consegnati a questi lavoratori nel momento in cui la loro prestazione deve essere retribuita.

Per le aziende sono invece stati creati i voucher PrestO, la cui sigla indica appunto il termine prestazione occasionale e anche in questo caso questi devono essere adoperati nel momento in cui si deve effettuare il pagamento per la prestazione del lavoratore che viene assunto in via occasionale.

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