Premi di produttività 2026: il tetto 5.000 euro esteso al welfare

Dalla Legge di Bilancio 2026 erano arrivate due novità sui premi di produttività — aliquota all'1% e soglia a 5.000 euro — ma restava aperta una domanda operativa per le imprese: il nuovo limite si applicava anche ai premi che il lavoratore sceglie di convertire in benefit aziendali? L'Agenzia delle Entrate ha risposto il 9 giugno 2026 con la risoluzione n. 22/E: il tetto di 5.000 euro vale in entrambi i casi. Per chi gestisce dipendenti, il quadro normativo è ora completo.

Le due modifiche della Legge di Bilancio 2026

I premi di produttività agevolati coprono somme variabili legate a obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Per il biennio 2026-2027, le modifiche introdotte sono due:

  • L'aliquota dell'imposta sostitutiva è scesa dal 10% all'1%
  • Il tetto massimo agevolabile è salito da 3.000 a 5.000 euro

Combinando i due effetti: sul massimale pieno, il carico fiscale scende da 300 euro (10% di 3.000) a 50 euro (1% di 5.000). Per il datore di lavoro il costo lordo del premio non cambia, ma lo strumento diventa significativamente più attrattivo da offrire ai dipendenti.

Premi di risultato 2026: tetto 5mila euro esteso al welfare aziendale
Una mano stringe una pila di banconote dollaro. Foto di Aukid phumsirichat su Pexels

Il nodo welfare: cos'era rimasto in sospeso

La Legge di Bilancio aveva modificato la norma che disciplina i premi erogati in denaro, senza intervenire direttamente sulla disposizione che regola la conversione in welfare aziendale. Da qui nasceva il dubbio interpretativo: al dipendente che opta per i benefit si applica il vecchio limite di 3.000 euro o quello nuovo di 5.000?

L'Agenzia delle Entrate ha stabilito che il tetto di 5.000 euro «deve considerarsi applicabile in tutti i casi in cui si utilizzano i premi di produttività agevolati, indipendentemente dalla forma in cui vengono erogati». Se il lavoratore converte il premio in benefit, i valori non vengono tassati — nei limiti previsti dal TUIR — mantenendo il riferimento al tetto complessivo di 5.000 euro. Tutte le istruzioni operative già emanate in materia di welfare aziendale restano valide nel nuovo quadro.

Per l'impresa: cosa fare ora

La risoluzione n. 22/E chiude il margine di incertezza su un punto chiave: strutturare piani di welfare fino al massimale di 5.000 euro è ora fiscalmente inequivocabile. I datori di lavoro che stanno negoziando accordi integrativi per il 2026 o il 2027 possono impostare la soglia al nuovo massimale senza dover differenziare il tetto a seconda che il dipendente preferisca liquidità o benefit.

Il risparmio fiscale ottenuto — aliquota all'1% anziché al 10% e soglia estesa da 3.000 a 5.000 euro — rende i premi di produttività agevolati uno degli strumenti di remunerazione più efficienti del biennio: vale la pena verificare se l'accordo integrativo aziendale vigente riflette già queste condizioni o se richiede un aggiornamento prima della fine dell'anno.

Fonti

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