Precariato ATA, il costo occulto per le imprese: 23mila lavoratori senza stipendio stabile frenano i consumi locali

Solo 35 assunzioni ogni 100 posti vacanti. È la percentuale con cui il Ministero dell'Istruzione ha autorizzato le immissioni in ruolo del personale ATA per l'anno scolastico 2026/2027. Un dato che, dietro la fredda contabilità pubblica, nasconde un problema che tocca direttamente chi fa impresa: 23mila lavoratori restano in precariato perpetuo, con stipendi ridotti, accesso al credito ostacolato (basti pensare alla difficoltà di ottenere un mutuo) e una capacità di spesa compressa che — secondo le analisi sindacali e degli osservatori economici — si ripercuote su commercio, artigianato e servizi in tutto il Paese.

Le autorizzazioni nazionali, comunicate nell'informativa del 4 agosto 2026, prevedono 12.222 assunzioni a tempo indeterminato su 34.970 posti vacanti (35%). In regioni come la Calabria la forbice resta ampia: 159 contratti stabili su 449 posti disponibili, il 35,4%, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale, con la conseguenza che 290 persone continueranno a percepire uno stipendio a termine, con minori possibilità di pianificare acquisti importanti.

Quanto vale il mancato stipendio stabile in un'economia locale

Per un'impresa che opera in un territorio dove la scuola è il principale datore di lavoro pubblico, la differenza tra un contratto a tempo indeterminato e una supplenza annuale non è solo una questione sindacale: è una variabile di mercato. Un collaboratore scolastico assunto stabilmente tende a spendere, ogni mese, per beni e servizi di prossimità — alimentari, abbigliamento, manutenzione casa, tempo libero. Un supplente, invece, è portato a comprimere i consumi al minimo indispensabile nell'incertezza del rinnovo.

La Uil Scuola Calabria, per voce del segretario regionale Luca Scrivano, lo ha detto senza giri di parole: «Garantire un lavoro stabile non significa soltanto intervenire su un aspetto contrattuale, ma riconoscere dignità e sicurezza a chi ogni giorno contribuisce a tenere aperte e operative le scuole della regione». Tradotto per chi ha partita IVA: sicurezza contrattuale significa potere d'acquisto, significa clienti che entrano in negozio o prenotano un servizio senza il terrore di restare senza reddito a giugno.

Banchi vuoti in una scuola italiana e una saracinesca chiusa, simbolo del precariato ATA e dei consumi locali frenati
Il precariato del personale ATA con stipendi instabili pesa su commercio e artigianato locali.

Il tracollo dei profili tecnici colpisce l'indotto delle imprese

C'è un dato che dovrebbe allarmare artigiani e aziende fornitrici della pubblica amministrazione. In Calabria, su 59 posti vacanti per assistenti tecnici ne sono stati coperti solo 14 (23,7%). In Molise, 6 assunzioni su 26 posti disponibili. Gli operatori dei servizi agrari calabresi hanno registrato zero immissioni in ruolo su 13 posti vacanti; stessa sorte per i funzionari ex DSGA in Molise, con 0 assunzioni su 2 posti disponibili.

«Questi numeri sono inaccettabili perché costringono le scuole molisane a operare con organici insufficienti, segreterie al collasso, laboratori spesso inaccessibili», ha dichiarato Nicolino Fratangelo, segretario Uil Scuola Molise. Scuole con laboratori chiusi significano meno manutenzione, minori acquisti di materiali tecnici, minori appalti per riparazioni e forniture: un circolo vizioso che drena risorse dal tessuto economico locale.

La condanna UE che apre scenari di spesa pubblica

Un elemento che le imprese dovrebbero monitorare con attenzione arriva dalla sentenza del 13 maggio 2026 con cui la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha condannato l'Italia per violazione della direttiva 1999/70/CE sull'abuso dei contratti a termine. Il principio stabilito — parità di trattamento economico tra lavoratori stabili e precari — implica che lo Stato dovrà prima o poi sanare questa situazione, con due possibili conseguenze per il bilancio pubblico: maggiori costi per stabilizzazioni o risarcimenti, e quindi minori risorse per investimenti o sgravi fiscali alle imprese.

La prossima Legge di Bilancio, ha ricordato la Uil Scuola, rappresenta il momento in cui il governo dovrà decidere se continuare a risparmiare sul personale scolastico o se trasformare in organico di diritto quei posti che, di fatto, sono già permanenti. Per chi fa impresa, la risposta a questa domanda è un indicatore anticipato della direzione della spesa pubblica nei prossimi anni: più precariato significa meno ossigeno per i consumi interni e più incertezza sulla tenuta della domanda locale. Non a caso, lo stesso Fratangelo ha sottolineato come «contratti stabili significano dare alle persone la possibilità di progettare il proprio futuro e rappresentano anche un'opportunità di crescita economica per l'intero Molise» — un principio che vale per ogni territorio.

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